


Abbiamo ricevuto con un certo stupore il comunicato su Raiway a firma di quattro sigle, con il quale si aprono le procedure di raffreddamento con l’Azienda. Stupore non tanto per le richieste formulate nella rivendicazione, alcune delle quali perfettamente condivisibili, quanto per la modalità stessa di azione. L’ultimo incontro con Raiway aveva, infatti, registrato una sostanziale e formale convergenza di TUTTI i sindacati contro l’ipotesi aziendale di una contrazione degli organici oltre la soglia del 5% stabilita dall’accordo del 15-16 dicembre scorso. Contrazione che impatterebbe soprattutto nella struttura di Gestione Territoriale, facendo venire meno la capacità e la possibilità di effettuare anche i normali servizi di
intervento sugli impianti che rappresentano il core aziendale.
Ora, avendo TUTTE le OO.SS. contestato l’ipotesi aziendale, pur con le differenze dialettiche del caso, ci
chiediamo come mai due sigle presenti al tavolo non siano state neanche consultate sull’opportunità o la
volontà di mettere in campo iniziative di lotta.
E’ vero che le iniziative di esodo porteranno all’uscita di un certo numero di quadri e figure apicali, ed è per
questo che probabilmente sigle più rappresentative cerchino di far sentire la loro presenza e supportare le
aspettative dei LORO iscritti. Comprensibile ma non accettabile.
Infatti ci domandiamo, invece, come mai a più di 6 mesi dalla firma dell’accordo sulla riorganizzazione di
Gestione Territoriale, tutte le successive riunioni Sindacato-Azienda (siano esse tecniche con la c.d. cabina
di regia o a livello di Segreterie) abbia portato a sempre nuovi rimandi rifiutando di fatto qualsiasi
discussione con motivazioni effimere e contraddittorie.
Così si sta perdendo una chiara occasione per permettere ai lavoratori stessi, su base locale, di dire la loro
sulla nuova distribuzione degli impianti e sulla loro classificazione per gli interventi manutentivi.
Come si è perso altrettanto tempo con contestazioni esiziali sulla composizione delle classi per la
formazione che, invece, dovrebbe segnare la partenza di nuovi modelli operativi e accelerare le
progressioni di carriera.
Forse perché in trasparenza è più difficile riportare le trattative a vecchi schemi e scambi che credevamo
superati.
La certezza della sopravvivenza di Raiway e del posto di lavoro di centinaia di persone passa da scelte chiare
e condivise.
Per questo riteniamo inutile e fuorviante un’azione di lotta e di contrasto in presenza, soprattutto, di una
convocazione già prevista per il 5 luglio prossimo.
Roma, 30.06.2016
p. Coordinamento Nazionale FISTel-CISL RAIWAY
Alfredo Baiocco
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