


La FISTel - Cisl conferma la propria contrarietà alla decisione aziendale che indica in Rai Way la fonte dove attingere per far fronte alla mancata erogazione dei 150 milioni di euro prevista dal decreto legge 66/2014 commutato successivamente in legge.
La FISTel - Cisl già in Commissione di Vigilanza Rai ha indicato negli sprechi aziendali la fonte dove reperire le risorse necessarie ad ovviare alla mancata erogazione dei 150 milioni di euro spettanti da quota canone in quel "bacino" di 1.100 milioni di euro spesi tra lavoro autonomo, acquisizione e produzione programmi, acquisto di diritti cinematografici, diritti di ripresa, affitti e noleggi, diritti di utilizzazione ed in particolare in quei 132 milioni di euro spesi in compensi per persone di età anagrafica tra i 75 e gli 85 anni di età (basta leggere relazione presentata in commissione vigilanza Rai).
La FISTel - Cisl, pertanto, nel confermare la propria contrarietà all’immissione sul mercato di quote azionarie di Rai Way ed auspicando che tale azione non venga poi realizzata dalla RAI ha nel frattempo chiesto al consiglio di amministrazione della Craipi di attivarsi per valutare, consultando gli iscritti al fondo le azioni necessarie all’acquisizione di tali quote azionarie.
Riteniamo che questa azione sia la risposta migliore che i dipendenti Rai possano dare all’azienda per contrastare la decisione di mettere sul mercato quote azionarie di Rai Way permettendo ai lavoratori di poter esercitare azione effettiva di gestione e controllo sulle future scelte strategiche della società.
p. Segreteria Nazionale FISTel CISL
Walter D’Avack
Coordinatore Nazionale RAI
Rai Way - No alla cessione quote Telecomunicazioni > Appalti TLC