


La scorsa settimana si è tenuta l’assemblea dei lavoratori di Targa Fleet Management di Mestre, riguardante lo stato di crisi, le relative eccedenze di personale (33 unità a livello nazionale di cui ben 6 a Mestre) e la volontà aziendale di chiudere tutte le sedi periferiche tranne quelle di Roma e Milano.
I lavoratori di Mestre si ritrovano d’accordo con le OO.SS. e le RSU nella netta contrarietà alle decisioni di TFM, anche alla luce del rinnovo del contratto di appalto con Leasys. In particolare ritengono sbagliato far ricadere ancora sui lavoratori le conseguenze di scelte aziendali miopi e la sottoscrizione di un contratto con Leasys a ribasso che non permette il mantenimento della stessa azienda e quello dei posti di lavoro.
La riduzione di personale e di sedi, si aggiungerebbe a quanto già vissuto in passato, portando alla chiusura di tutta l’azienda e vanificando tutti sacrifici dei lavoratori fatti in questi anni.
Le sedi periferiche e i relativi lavoratori devono essere invece considerati un valore aggiunto che può permettere un rilancio dell’azienda attraverso la stipula di ulteriori commesse che svincoli l’azienda dalla sola dipendenza dal contratto Telecom/Leasys.
I lavoratori di Mestre quindi, chiedono la programmazione di un pacchetto di scioperi nazionali che evidenzi la volontà di non voler permettere queste estromissioni forzate di forza lavoro e che obblighi TFM ad adottare una politica industriale che la rilanci definitivamente.
Si ritiene pertanto che la procedura di mobilità debba essere bloccata mettendo in campo tutte le azioni alternative che possano salvaguardare i posti di lavoro.
La continuità occupazionale e salariale è vitale per tutti i lavoratori coinvolti e per loro famiglie: nessuno dovrà rimanere senza risposta.
Le Segreterie Provinciali di Venezia SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL
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