


Gli ultimi mesi stanno delineando un quadro estremamente preoccupante per l’intera filiera delle TLC
nel nostro Paese.
La situazione di totale sbando in cui versa il GRUPPO TIM, gli effetti di scelte regolatorie sbagliate che
hanno prodotto una caduta della marginalità delle TELCO, una gara per l’assegnazione delle
frequenze 5G che ha visto un esborso complessivo di 6,6 Mld rispetto ai 2,5 Mld previsti con il serio
rischio di conseguenze negative sui tempi di attuazione del 5G e sull’indotto, la continua
compressione dei prezzi che colpisce l’intero settore dei customer care (call center) che sottopone
le/i lavoratrici/lavoratori a continui ricatti occupazionali.
Il futuro del GRUPPO TIM che, nonostante le scelte scellerate di cui è stata vittima dalla sua
privatizzazione ad oggi, resta il più grande soggetto industriale nel settore TLC nonché uno dei driver
fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese, che da occupazione a circa 100.000
dipendenti (50.000 diretti ed altrettanti nel suo vasto indotto).
Per quanto indicato le Segreterie Nazionali SLC CGIL - FISTEL CISL- UILCOM UIL - ribadiscono la loro
totale contrarietà rispetto a presunti progetti di “spezzatino” e la contestuale necessità di difendere il
patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete,
dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero
determinarsi.
Il processo di trasformazione del settore delle TLC richiede di essere accompagnato da adeguati
strumenti che ne possano favorire e permetterne una riorganizzazione non traumatica.
La necessità di interventi che consentano al settore delle attività di customer care (call center) di
garantirne una sostenibilità evitando di scaricare sulle migliaia di lavoratrici e lavoratori le continue
pratiche di ribasso poste in atto dai committenti.
Il silenzio e l’immobilismo della politica e delle istituzioni rispetto al futuro delle TLC sono inaccettabili
e non possono vedere le OO.SS. spettatori passivi del depauperamento di un grande patrimonio
produttivo, professionale ed occupazionale del nostro Paese.
Per queste ragioni, in concomitanza con l’incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL promuovono
PRESIDIO
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL GRUPPO TIM E DELL’INTERO SETTORE TLC
GIOVEDI 22 NOVEMBRE 2018
Dalle ore 9.00 alle ore 12.00
davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico
ROMA – Via Molise -
Roma, 15 novembre 2018
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL
Telecomunicazioni - Presidio venerdì 22 novembre 2018 Telecomunicazioni > Appalti TLC