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15 Novembre 2018 Telecomunicazioni - Presidio venerdì 22 novembre 2018

Gli ultimi mesi stanno delineando un quadro estremamente preoccupante per l’intera filiera delle TLC

nel nostro Paese.

La situazione di totale sbando in cui versa il GRUPPO TIM, gli effetti di scelte regolatorie sbagliate che

hanno prodotto una caduta della marginalità delle TELCO, una gara per l’assegnazione delle

frequenze 5G che ha visto un esborso complessivo di 6,6 Mld rispetto ai 2,5 Mld previsti con il serio

rischio di conseguenze negative sui tempi di attuazione del 5G e sull’indotto, la continua

compressione dei prezzi che colpisce l’intero settore dei customer care (call center) che sottopone

le/i lavoratrici/lavoratori a continui ricatti occupazionali.

Il futuro del GRUPPO TIM che, nonostante le scelte scellerate di cui è stata vittima dalla sua

privatizzazione ad oggi, resta il più grande soggetto industriale nel settore TLC nonché uno dei driver

fondamentali per lo sviluppo infrastrutturale del nostro Paese, che da occupazione a circa 100.000

dipendenti (50.000 diretti ed altrettanti nel suo vasto indotto).

Per quanto indicato le Segreterie Nazionali SLC CGIL - FISTEL CISL- UILCOM UIL - ribadiscono la loro

totale contrarietà rispetto a presunti progetti di “spezzatino” e la contestuale necessità di difendere il

patrimonio industriale e professionale dell’intero perimetro del Gruppo TIM in Italia, della sua Rete,

dei suoi Assets anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero

determinarsi.

Il processo di trasformazione del settore delle TLC richiede di essere accompagnato da adeguati

strumenti che ne possano favorire e permetterne una riorganizzazione non traumatica.

La necessità di interventi che consentano al settore delle attività di customer care (call center) di

garantirne una sostenibilità evitando di scaricare sulle migliaia di lavoratrici e lavoratori le continue

pratiche di ribasso poste in atto dai committenti.

Il silenzio e l’immobilismo della politica e delle istituzioni rispetto al futuro delle TLC sono inaccettabili

e non possono vedere le OO.SS. spettatori passivi del depauperamento di un grande patrimonio

produttivo, professionale ed occupazionale del nostro Paese.

Per queste ragioni, in concomitanza con l’incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico

SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL promuovono

PRESIDIO

DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI DEL GRUPPO TIM E DELL’INTERO SETTORE TLC

GIOVEDI 22 NOVEMBRE 2018

Dalle ore 9.00 alle ore 12.00

davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico

ROMA – Via Molise -

Roma, 15 novembre 2018

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL

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