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10 Agosto 2023 Tim Servizi Digitali - Cessione azienda pessimo segnale

Con un “blitz” estivo che censuriamo totalmente e che non fa onore alla tanto sbandierata volontà
aziendale di costruire modelli di relazioni industriali sempre più aperti e trasparenti, T IM ha
comunicato la vendita di TIM Servizi Digitali, ramo d’azienda affittato dalla Sittel in concordato
fallimentare , al Gruppo
La creazione di TSD evitò che la crisi della Sittel assumesse contorni ancora più drammatici di quanto
sta avvenendo in queste ore. Un’operazione che il Sindacato confederale salutò molto positivamente
per diversi motivi.
Perché evitava che qualche centinaio di lavoratori Sittel adibiti a cantieri TIM si trovassero per strada a
causa della lunga e penosa crisi della Sittel.
Perché si inseriva nel più generale progetto industriale del 2020 che cercava di rimettere TIM al centro
del piano Paese per le TLC. Attraverso la creazione di TSD l’obiettivo era quello di provare ad inserire
nel mondo degli appalti di rete degli elementi di “ordine” in un modello industriale di comparto
fallimentare. Del resto “l’appaltone” T IM rappresenta percentuali elevatissime del mondo degli appalti
di rete, un mondo che, anche per scelte passate del l’ex monopolista, vedeva e continua a vedere
politiche folli che costringono la filiera a continui ribassi che stanno portando, anche in queste ore al
fallimento di diverse realtà del settore. Per non parlare delle tante aziende minori, i subappalti, che
o perano spesso nella “zona grigia” dove diventa difficile dividere il lecito dall’illecito. Una situazione
ormai intollerabile che ha pesanti ripercussioni sulla condizione di lavoro di migliaia di lavoratori e che
sta innegabilmente contribuendo così ai r itardi che si stanno accumulando nella costruzione della rete
unica (situazione che queste OO.SS denunciano da tempo ma che i Governi che si sono succeduti in
questi anni hanno fatto a gara ad ignorare, proponendo di volta in volta soluzioni senza senso).
La scelta di T
IM certifica quindi l’abbandono di qualsiasi velleità “di dell’azienda. S e questi
sono i prodromi del modello che si vuole raggiungere con la vendita della rete c’è poco di cui stare
tranquilli.
Che a qualcuno non venga in mente di utilizzare questo “modello” anche per i prossimi passaggi
societari in TIM!
Anche sul metodo ci sarebbe molto da discutere.
Fino a ieri nessuna conferma delle trattative in corso.
Nessuna risposta alla richiesta di incontro formalizzata dalle scriventi per avere chiarimenti proprio
sulla cessione di TSD che da indiscrezioni, sembrava imminente.
Il tutto mentre si provava a portare avanti un confronto che desse ritorni economici alle persone di
TSD
Poi l’improvvisa accelerazione e la conferma della vendita , di cui, ad ogg i, sappiamo poco o nulla.
Il contratto ”dovrebbe” rimanere quello delle garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali alquanto fumose. Approfondimenti sul piano
industriale del Gruppo Nextaly neanche a parlarne.
E intanto i lavoratori di T SD ripiombano nell’angoscia di non sapere quale futuro gli si prospetti d avanti.
Complimenti davvero.
Riteniamo quindi urgente e necessario aprire u n canale di confronto sia con la società cedente che
con l'acquirente che possa dare alle persone ed al Sindacato tutti quegli elementi ad oggi non
conosciuti ma indispensabili per valutare i prossimi passi per tutelare l’occupazione dei lavoratori TSD
E’ poi altrettanto urgente aprire a settembre, come già richiesto dal Sindacato Confederale durante
l’ultimo incontro con la Responsabile di Open Access, un confronto serio sugli appalti di rete. Ne va
della qualità del lavoro di migliaia di lavoratori diretti ed indiretti e della sostenibilità complessiva del
settore. A meno che qualcuno possa pensare di raggiungere gli obiettivi dell’ennesimo “piano BUL”
varato dal Governo in questi giorni con un sistema di imprese che falliscono una dopo l’altra, mettendo
anche a forte rischio la tenuta delle realtà più stabili che devono farsi carico dei continui fallimenti delle
aziende consorziate.
Roma, 10 agosto 2023
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

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