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11 Settembre 2026
Zte Italia - 81 licenziamenti su 177 dipendenti, azienda prepara disimpegno in italia ora intervenga governo
Le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil esprimono forte sconcerto e ferma condanna di fronte alla drammatica decisione assunta da ZTE Italia, multinazionale cinese del settore ICT, di avviare una procedura di licenziamento collettivo per 81 lavoratori su un organico complessivo di soli 177 dipendenti. Un taglio devastante che colpisce quasi il 50% della forza lavoro residua nel Paese.
Ci troviamo di fronte all'atto finale di un lento e inesorabile ridimensionamento. Da anni ZTE Italia assiste al crollo verticale del proprio fatturato e dell'occupazione, un declino che oggi culmina con la prevista chiusura di ben 4 sedi territoriali e con un piano che stima un fortissimo ridimensionamento del fatturato entro il 2027 sulle linee di business strategiche dedicate al roll-out 5G nel settore RUN (Radio Access Network).
Il caso ZTE Italia non è che la punta dell'iceberg di una sofferenza strutturale dell'intero settore delle Telecomunicazioni. Le scelte industriali delle Telco, frenate da scarsi investimenti sulle infrastrutture 5G e oppresse dai costi esorbitanti delle aste per le frequenze — hanno generato una ulteriore contrazione dei ricavi di filiera, che già avevano subito una riduzione stimata in 15 miliardi di euro in un decennio. Questo cortocircuito sta scaricando i suoi effetti devastanti su tutto il mondo degli appalti e dell'indotto ICT.
ZTE Italia, i cui ricavi dipendono in larga misura dalle commesse con Wind3 (oltre a quote marginali su Zephiro e Open Fiber), paga l'assenza di una visione strategica e di un serio piano di diversificazione commerciale. Quanto presentato dall'azienda prefigura scenari privi di qualsiasi prospettiva di rilancio, delineando una probabile, graduale dismissione delle attività e il definitivo disimpegno del gruppo cinese dal mercato italiano.
Non possiamo permettere che l'ennesima multinazionale scarichi il costo delle proprie scelte strategiche e delle distorsioni del mercato TLC sui lavoratori e sulle loro famiglie, impoverendo ulteriormente il patrimonio tecnologico e professionale del nostro Paese.
Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil chiedono l’immediato ritiro delle procedure di licenziamento, annunciando, fin da subito, tutte le azioni di mobilitazione e di lotta necessarie a tutela dei 81 lavoratori a rischio. Le organizzazioni sindacali contrasteranno ogni tentativo di riduzione traumatica del personale, mettendo in campo le azioni necessarie a sostegno di soluzioni conservative dell'occupazione in un settore ritenuto, solo a parole, strategico per la digitalizzazione della Nazione.
Roma, 11 settembre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILFPC
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