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25 Giugno 2026
Zte Italia - Situazione aziendale
Lo scorso 16 giugno si è svolto il secondo incontro con Zte Italia, a seguito delle sollecitazioni sindacali di avere dei momenti di confronto costanti per verificare periodicamente l’andamento aziendale.
L’azienda dopo aver aggiornato la delegazione sindacale sull’andamento delle uscite incentivate in scadenza al 30 giugno, ha dichiarato indisponibilità ad avviare un confronto su tematiche economiche, salariali e normative legate all’integrativo aziendale. La motivazione cardine che rende impossibile avviare seriamente un confronto su un accordo integrativo aziendale è la pesante contrazione del lavoro e di conseguenza dei ricavi. Zte ha, pertanto, illustrato il drastico calo delle attività legate al cliente principale: WindTre. Nel triennio consuntivo 2023-2025 l'andamento (tra 5G e banda 700 MHz) si era attestato tra i 1.304 e i 1.498 siti lavorati (nel 2023). Le previsioni di gennaio 2026 stimavano già una riduzione iniziale di circa il 25%. Tuttavia, gli aggiornamenti di maggio/giugno 2026 evidenziano un crollo ancora più aggressivo: una contrazione di circa il 40% per il 2026 (con l'impatto maggiore nella seconda metà dell'anno) e del 65% stimata per il 2027. Il tentativo di provare a diversificare le attività di lavoro investendo nel settore dell’impiantistica e della manutenzione telefonica si è rilevato un vero e proprio fallimento. Questa evidente contrazione dei ricavi ha generato consistenti eccedenze nel personale, finora gestite in modo non traumatico, attraverso procedure di incentivazioni volontarie all’esodo e bloccando il turnover, non procedendo alla sostituzione dei dipendenti dimessi. Da inizio 2026, si sono registrate complessivamente ulteriori 50 uscite. Di queste, 27 sono avvenute tramite la campagna di esodo incentivato (risoluzioni consensuali), mentre 23 sono state dimissioni volontarie. Una riduzione graduale del personale che è arrivata, oggi, a contare meno di 200 dipendenti, che rappresenta ben oltre il dimezzamento del personale sociale di Zte negli ultimi 5 anni. In considerazione del crescente e costante calo di attività, Zte ha provveduto a realizzare un piano di smaltimento degli istituti contrattuali (ferie e permessi), oltre al taglio considerevoli di aziende partner e consulenti esterni. Una riduzione del lavoro dato in outsourcing di oltre il 70%, che punta ad arrivare ad un completo azzeramento entro il termine dell’anno.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc Uil hanno espresso profonda preoccupazione per il quadro delineato, che descrive una situazione di profonda crisi strutturale e da una totale assenza di visione industriale da parte di ZTE in Italia. Per le organizzazioni sindacali è evidente un progressivo e chiaro disimpegno dal mercato italiano, che si traduce in un drastico ridimensionamento delle attività piuttosto che in un piano di rilancio. La strategia aziendale si sta concentrando esclusivamente sul taglio del costo del lavoro e sul perimetro del personale, smentendo i precedenti impegni di sviluppo di nuove linee di business e di rilancio. Zte Italia si è impegnata, nuovamente, a presentare un piano di rilancio, entro settembre, provando a superare l’approccio di gestione “passiva” della crisi, tentando una ulteriore diversificazione.
Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc Uil attenderanno il piano di Zte per il proprio rilancio in Italia, dichiarando fin da ora la volontà, qualora il piano non sia sostenibile e convincente, di spostare sui tavoli ministeriali la crisi, oramai strutturale, a difesa dell’occupazione e a tutela delle professionalità acquisite dalle lavoratrici e dai lavoratori.
Roma, 25 giugno 2026
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL FISTEL CISL UILFPC UIL
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