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13 Novembre 2015 3g - Vicenda esuberi e licenziamenti

In tutta la tristissima vicenda degli esuberi e dei licenziamenti della 3G Spa abbiamo fino ad oggi fatto quello che ogni Organizzazione Sindacale deve fare e cioè agire nell’interesse di chi lavora per limitare al mimino i danni avendo sempre riguardo al rispetto dei diritti dei Lavoratori ed alla loro dignità.

Per questo da parte nostra abbiamo da subito rappresentato ai Lavoratori , senza infingimenti o menzogne, quelle che erano le reali intenzioni dichiarate da 3G ai tavoli di procedura e cioè procedere a licenziamenti coatti anche in assenza di accordo sindacale.

In sede di Ministero del Lavoro, nella quale è brillata a differenza di altre vertenze la latitanza del Sottosegretario on. Teresa Bellanova evidentemente non sufficientemente interessata ( e sarebbe bello capire perché) dalla gravità di risvolti occupazionali pesanti su territori quali l’Abruzzo ed il Molise, abbiamo provato in ogni modo a ricercare una soluzione che permettesse di trovare uno sbocco ai licenziamenti, dichiarando sempre chiaramente che mai avremmo percorso accordi che non prevedessero la volontarietà del lavoratore all’uscita. Anche dopo la chiusura della procedura senza accordo, siamo tornati al Ministero per vedere di trovare spazi ulteriori, purtroppo senza successo.

Appena ricevuto riscontro delle prime lettere di licenziamento, abbiamo intimato all’Azienda di bloccare ogni successivo invio essendo 232 gli esuberi e quindi 232 i licenziamenti possibili, richiedendo ancora un tavolo per vedere di trovare una via d’uscita con il minore impatto possibile. Nel frattempo abbiamo messo a disposizione dei Lavoratori i nostri rispettivi uffici legali, come fanno in questi casi tutti i Sindacati.

Nell’incontro da noi promosso e svolto a Roma il 3 novembre oltre che a richiedere a 3G lo stop ad ogni altro licenziamento rispetto a quelli intimati ed attivati (in totale 105), abbiamo chiesto di poter estendere temporalmente i termini delle uscite incentivate, lasciando inalterata la misura degli incentivi economici già previsti ad ottobre e di non dare corso ai licenziamenti con "preavviso", mantenendo invariata la retribuzione per salvare il posto di lavoro ( con l’accordo del lavoratore) e procedendo con il demansionamento come è possibile fare in fase di procedura di legge 223. Sulla base di tali richieste è poi pervenuta la lettera dell’azienda della quale abbiamo dato diffusione.

Tutto questo in un contesto nel quale un’altra Organizzazione, la SLC-CGIL, ha purtroppo giocato una partita solitaria nella quale inizialmente ha fatto passare nei siti produttivi il messaggio che l’azienda non avrebbe proceduto a nessun licenziamento, poi ha fatto credere che queste sigle sindacali avrebbero realizzato accordi che avrebbero avallato criteri di licenziamento voluti dall’azienda, gettando nelle sedi continuo discredito sul nostro operato e su quello delle nostre rappresentanze, auto-ergendosi come unica depositaria della legalità e come salvatore della patria. Il tutto senza mai avanzare, neanche una volta, la richiesta di fermare i licenziamenti, né sostenere le nostre azioni a livello ministeriale, cosa che invece è stata fortemente fatta nella recente crisi di Teleperformance, quasi che, ed è questa la chiara sensazione, che l’unico suo obiettivo fosse soltanto quello di raggiungere il maggior consenso e la maggiore visibilità possibile attraverso i licenziamenti e le "Cause". Della serie, "più morti ci sono e tanto meglio è".

Per noi c’è grande rammarico nel constatare queste cose che vanno purtroppo in continuità con alcuni comportamenti attuati dalla stessa sigla sindacale in altre realtà aziendali e purtroppo, in drammatica discontinuità con una tradizione unitaria di coesione e di azione volta al Servizio dei Lavoratori senza riguardo all’appartenenza sindacale ed al numero delle tessere possedute che hanno fatto grande negli anni il Sindacato confederale. Se questo è il frutto del rinnovo generazionale ….!

Da parte nostra continuiamo e continueremo a stare dalla parte dei Lavoratori di 3G. L’azienda non proceda oltre e ritiri i licenziamenti "con preavviso" finora intimati salvando quei posti di lavoro e metta una volta per tutte la parola fine ad una situazione drammatica che ha solo 3G come unica responsabile.

Roma, 13 novembre 2015

Le Segreterie Nazionali

FISTEL-CISL UILCOM-UIL UGL Telecomunicazioni

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