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14 Ottobre 2014 Accenture - Richiesta incontro urgente

Nel mese di giugno è stato avviato un confronto, coordinato dal Ministero dello

Sviluppo Economico, sulla grave crisi che ha investito il settore dei Call Center.

Sia le Organizzazioni Imprenditoriali sia le Organizzazioni Sindacali hanno evidenziato

come la crisi in atto non era legata a un calo dell’attività ma al continuo ricorso a cambi di

appalto, attraverso contrattazione privata o gara pubblica, che determinano una continua

riduzione del costo del lavoro e impongono uno spostamento delle commesse sul territorio che

determinano gravi crisi occupazionali.

In tale ambito è stato ricordato che tale fenomeno, presente unicamente in Italia e

non riscontrabile in nessun altro Paese Europeo, derivava dall’errata trasposizione di una

direttiva europea, la 2001/23, che non ha introdotto le tutele previste dall’art. 2112 del c.c. alla

successione di appalti.

Nonostante l’impegno assunto dal MISE di aprire una discussione mirata su tale

materia nella prima settimana di settembre, il tavolo generale non è più stato riconvocato e le

crisi nel settore, determinate da tale presupposto, si stanno moltiplicando.

Le decisioni assunte da Aeroporti di Roma, ACEA, Comune di Roma e Milano, Enel,

Fastweb, Vodafone Wind e Telecom determineranno, nelle prossime settimane, l’apertura di

migliaia di procedure di licenziamento.

Tra queste, la più grave e avanzata riguarda British Telecom e Accenture per un sito a

Palermo che occupa 262 unità.

In questo caso siamo alla presenza di un "caso scuola". Nel 2005 si realizza una

cessione di ramo d’azienda (da BT verso Accenture) e oggi BT revoca l’appalto lasciando i suoi

ex lavoratori privi di attività, con conseguente decisione di Accenture di aprire le procedure di

licenziamento collettivo.

Nelle settimane scorse il MISE ha avviato un tentativo di mediazione tra le parti che

non ha portato a nessun risultato, con British Telecom che ha già provveduto a spostare le

attività verso altri siti (non è stato possibile avere informazioni su dove è lavorata l’attività).

Il mancato accordo va addebitato interamente alle due aziende che hanno assunto

atteggiamenti arroganti e irrispettosi, proponendo soluzioni ricattatorie e prive di prospettiva.

Su tali basi il MISE, durante l’ultimo incontro che si è tenuto il 6 ottobre u.s., ha manifestare la

propria impotenza e dichiarato concluso il tavolo di confronto, evidenziando che le prerogative

della vertenza non erano di competenza del Ministero stesso.

Le assemblee dei lavoratori che si sono tenute dopo l’incontro hanno prodotto un

verbale, approvato all’unanimità, che chiede al MISE la riapertura del tavolo individuando le

disponibilità e le condizioni poste dai lavoratori al negoziato.

Nonostante ciò, il MISE ha ritenuto di non dover rispondere alla richiesta, lasciando

sgomenti, oltre ai lavoratori, anche le Istituzioni Locali presenti alla trattativa che hanno da

sempre evidenziato la gravità delle decisioni assunte dalle due aziende.

Appare evidente che tale decisione è del tutto inaccettabile.

Non solo perché la crisi che si è determinata dipende unicamente dalla mancata

volontà di legiferare, come già fatto da tutti gli altri Paesi Europei, in materia di tutele dei

lavoratori nei casi di successione di appalto, così come previsto dalla Direttiva Europea già

richiamata, ma anche dalla mancata volontà del MISE di richiamare British Telecom e Accenture

alle proprie responsabilità sociali.

Per quanto sopra, le scriventi Segreterie Nazionali sono a richiedere la convocazione

di un urgente incontro in sede del Ministero del Lavoro, con il coinvolgimento delle due aziende

interessate, per ricercare una soluzione condivisa che consenta di impedire i licenziamenti

annunciati presso il sito di Palermo.

In attesa di cortese riscontro, porgono distinti saluti.

Le Segreterie Nazionali

SLC‐CGIL FISTEL‐CISL UILCOM‐UIL

Michele Azzola Giorgio Serao Salvatore Ugliarolo

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