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10 Aprile 2014 Almaviva Contact - Situazione aziendale

Il giorno 8 aprile si è svolto a Roma l’incontro fra la dirigenza Almaviva Contact e le

Segreterie Nazionali, territoriali e le RSU di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL e

UGL Telecomunicazioni

All’incontro erano presenti sia l’Amministratore Delegato che il Presidente del Gruppo.

L’azienda ha presentato un quadro complessivo molto complicato con un ulteriore

aggravio, rispetto al maggio dell’anno scorso, di tutti quei fattori che stanno mettendo in

difficoltà Almaviva e tutto il settore. Il 2013 si è chiuso con un risultato positivo di

settecentomila euro, positività resa possibile solo grazie dal recupero di IRPEF ed IRAP

(al netto di questo evento, unico, il risultato sarebbe stato negativo). In generale i ricavi

continuano a far registrare un trend in calo ormai dal biennio 2010-2011 sia sul mercato

inbound che su quello outbound, con una previsione ulteriormente negativa per l’anno in

corso ( un calo medio dal 2010 di circa il 25%). La continua contrazione delle tariffe, il

fenomeno delle delocazioni ben lungi dall’essere ridimensionato, stanno portando

l’azienda ad un situazione che, nonostante il Contratto di Solidarietà in essere, è stata

definita dal massimo dirigente aziendale di assoluta gravità. Una condizione, che, in

assenza di reali cambiamenti di scenario competitivo nel settore in tempi brevi, potrebbe

portare a reali difficoltà a garantire la continuità aziendale.

In linea generale, per quanto riguarda lo stato delle commesse, l’azienda dichiara una

stato di generale calo dei volumi, dovuto da una parte a politiche di reinternalizzazione di

attività da parte dei committenti, dall’altro dal perdurare di fenomeni di delocalizzazione

massiva. Questa situazione ha una immediata corrispondenza nel perdurare di politiche di

drastico contenimento dei costi e delle tariffe da parte delle committenze. La pratica del

“massimo ribasso” sta ormai caratterizzando tutte le gare di appalto, ad iniziare da quelle

delle pubbliche amministrazioni. A riguardo il Presidente di Almaviva contact ha

confermato la ferma volontà aziendale, a partire dalla gara per il servizio di contact center

di Milano, di non poter partecipare a gare che non garantiscano il sostenimento del costo

del lavoro o addirittura retribuzioni inferiori quelle previste nel Contratto Nazionale delle

TLC.

Questo contesto viene reso ulteriormente difficile dalla difficoltà di gestire le

programmazioni dei maggiori clienti, costantemente disallineate rispetto alle previsioni. Un

simile andamento rende quindi molto complicato la gestione della forza lavoro e dei

Contratti di Solidarietà ( alcuni clienti, soprattutto delle Telecomunicazioni, arrivano a

divergenze fra pianificato ed offerto di decine e decine di migliaia di chiamate con

andamenti, alle volte schizofrenici, un fenomeno ingestibile per una realtà quale quella di

Almaviva con una dinamica dei costi da lavoro subordinato).

Per quanto riguarda la gestione del primo anno di Solidarietà l’azienda ha annunciato di

aver portato a termine 1233 spostamenti di risorse da commesse “scariche” a commesse

con volumi sovrabbondanti, (questo dato comprende anche la ricollocazione dei lavoratori

in cassa integrazione di Roma).

La difficile pianificazione rende, sempre a detta aziendale, non sempre facile la

riallocazione di personale per poter arrivare alla percentuale omogenea del 25% su ogni

singolo prevista dall’accordo. Per far fronte a questa problematica ed ottimizzare la

presenza del personale con le curve di traffico i responsabili aziendali hanno avanzato la

proposta, per il rinnovo dei CDS ( strumento del quale l’azienda ha comunque sottolineato

l’efficacia nell’aver contribuito a gestire il calo dei volumi di molte commesse importanti e il

conseguente peggioramento del conto economico), di tener ferma la percentuale massima

sul singolo al 25% ma di poter fare il calcolo nell’anno (e non nel mese), prevedendo una

percentuale massima su singola commessa e su singolo lavoratore del 40% e con una

programmazione mensile, con la previsione di un possibile conguaglio nel caso un singolo

lavoratore si trovasse ad aver fatto nell’anno una percentuale maggiore del 25%.

Le OO.SS. dal canto loro hanno registrato con forte preoccupazione la situazione

complessiva dell’azienda, sia sotto l’aspetto economico di bilancio, sia per possibili scenari

futuri legati al contesto negativo del mercato.

Mai come in questo momento l’intero comparto dei customer care sta attraversando nel

Paese una fase di forte criticità che ha già visto la chiusura di molte aziende e sta

ulteriormente mettendo a rischio la tenuta di moltissime altre aziende con il conseguente

rischio di crisi occupazionali dall’esito imprevedibile. Non sfugge al sindacato come la

pressione della politica del massimo ribasso, con il conseguente massiccio ricorso al

fenomeno delle delocalizzazioni, stia minando alla base quelle aziende che, come

Almaviva, hanno deciso di non seguire la folle politica ribassista, se da un lato porta

volumi di attività dall’altro porta velocemente il settore dei customer care verso una

condizione di impossibilità a sostenere i costi complessivi d’impresa, alterando

semplicemente le più elementari regole della competizione e del mercato. Occorre quindi

agire su più fronti: da subito portare tutti gli attori in campo, ad iniziare dal Legislatore,

attorno ad un tavolo che dia risposte immediate ad un settore che, è opportuno ricordarlo

a tutti, vede occupate decine di migliaia di donne e uomini, spesso nelle zone

economicamente più disagiate del Paese. Già nei prossimi giorni il sindacato confederale

valuterà tutte le iniziative da mettere in campo per varare un programma di mobilitazione

del settore aprendo una vertenza nazionale sui call center.

Sul piano specifico che riguarda Almaviva le OO.SS. non hanno potuto che ribadire

quanto del resto già esplicitato con i fatti lo scorso maggio al momento della stipula dei

Contratti di Solidarietà, ovvero che la preoccupazione principale è la salvaguardia

occupazionale e la tutela del perimetro di TUTTE LE SEDI DI ALMAVIVA, a cominciare

dalla salvaguardia del sito di Palermo.

La consapevolezza della gravità del momento che attraversa l’azienda obbliga tutti alla

massima unità di intenti, partendo però dall’assunto che, mai come in questo momento, è

indispensabile avere ben presente che non si può scaricare tutto il peso di una situazione

le cui responsabilità ricadono su altri soggetti sui soli lavoratori di Almaviva.

Si proverà nei prossimi giorni a capire insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori di Almaviva

Contact cosa possa essere messo in campo per migliorare i processi organizzativi interni,

compreso il diverso allocamento dei CDS, tenendo sempre ben presente che la difesa

dell’occupazione deve, necessariamente, essere coniugata con la maggiore

sostenibilità possibile dell’organizzazione del lavoro e con la tutela del salario dei

lavoratori.

A tale proposito Le OO.SS. hanno richiesto l’istituzione di una Commissione tecnica

paritetica, con la presenza delle RSU di tutti i territori, che analizzi, nel dettaglio l’incidenza

dei continui cambiamenti sui volumi di attività, ora crescenti ora decrescenti in rapporto

all’incidenza della Solidarietà sostenuta dai lavoratori dopo l’Accordo Nazionale dello

scorso 30 Maggio.

Sarà opportuno che in questo percorso anche l’azienda si impegni ulteriormente a ridurre,

meglio ancora ad eliminare del tutto, quelle rigidità operative che, allo stato attuale, non

portano a nulla se non al paradosso di aumentare la distanza con le lavoratrici ed i

lavoratori.

Mai come ora il dialogo e le relazioni sindacale, a partire da quelle territoriali, debbono

essere messe in cima alle priorità aziendali, evitando di dare messaggi contradditori fra un

territorio ed un altro.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL UGL-Telecomunicazioni

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