


In data 10 aprile 2015 la società "Call&Call" Milano SrL, con sede a Cinisello Balsamo (Mi), ha aperto una procedura ex Legge 223/91 per chiusura sede con conseguente licenziamento di 186 persone.
La procedura deriva dal fatto che l’azienda, in virtù del difficile momento che sta attraversando il settore dei call center in outsourcing con la continua contrazione del valore delle commesse ben sotto il costo del lavoro, continua a perdere commesse e, conseguentemente, volumi di lavoro.
L’azienda è inquadrata presso l’INPS come "servizi", cosa che preclude la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari (strumento particolarmente utile per un settore che risente particolarmente di un andamento non sempre lineare dei volumi di lavoro).
Per uscire da questo stato di crisi le parti sociali, congiuntamente alla proprietà, hanno convenuto che l’iscrizione presso l’INPS come "industria" ed il conseguente accesso agli ammortizzatori sociali ordinari sarebbe l’unica via ragionevole per uscire dallo stato di crisi e rilanciare il sito. Da una prima verifica effettuata dalle strutture sindacali milanesi la sede INPS di Milano ha eccepito alcune perplessità.
A quanto ci risulta, invece, il cambio di iscrizione è già avvenuto qualche settimana presso l’INPS di Catania per il call center "Qè SrL" di Paternò.
Rimanendo fortemente convinti che, in questo particolare settore ed in considerazione del fatto che altri importanti call center in outsourcing ed il resto della filiera delle TLC hanno accesso agli ammortizzatori ordinari, questo strumento debba essere esteso a tutti i call center in outsourcing, riteniamo indispensabile richiederLe un incontro nel quale approfondire in tempi rapidi la vicenda in questione.
Distinti saluti.
Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL, UILCOM‐UIL e UGL Telecomunicazioni
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