


Oggi presso la sede della Cisl Reti a Roma si è tenuta una conferenza stampa unitaria per denunciare il mancato rispetto della legge sulle delocalizzazioni all’estero delle attività da parte dei committenti ( TLC e Energia) e dei cal center in outsourcing
Ai giornalisti sono stati forniti i numeri dei lavoratori che sono occupati nei call center (circa 80.000) di cui il 63% è collocato nelle aree del sud e il 37% nelle aree centro/nord. Il 62% sono donne, l’83% sono contratti a part-time e l’età media è di circa 30 anni. Secondo le stime del Sindacato circa 12.000 postazioni sono collocate all’estero grazie ai processi di delocalizzazioni che i maggiori committenti italiani richiedono ai call center in outsourcing.
Per la FISTel la misura è colma, nella situazione di crisi economica in cui versa il Paese non è più tollerabile che si continuano a perdere posti di lavoro con la pratica delle delocalizzazioni; i Paesi più attenti alla difesa degli interessi nazionali come gli USA e la Francia stanno mettendo a punto politiche di internalizzazioni delle attività all’estero grazie anche ad interventi dello Stato a sostegno dell’economia e del lavoro.
L’Italia anche su questo versante continua ad ignorare il fenomeno nonostante siano in vigore leggi come il 24 bis del decreto sviluppo che impone alle aziende che delocalizzano di comunicare al Ministero del Lavoro la decisione di spostare le attività all’estero e di informare il Garante per la protezione dei dati personali. Inoltre non viene data la possibilità al cittadino di essere risposto da un operatore italiano e non viene chiarito prioritariamente l’operatore in che Paese risiede.
Queste sono palesi violazione della legge, per cui SLC – FISTel – Uilcom hanno fatto denuncia alla Procura Generale di Roma affinchè apri un fascicolo contro le aziende dei settori richiamati in premessa per avviare una serie di accertamenti al fine di evitare la concorrenza sleale che continua a portare distorsione del mercato e della concorrenza con pesanti ricadute sull’occupazione.
Le OO.SS. hanno altresì denunciato l’utilizzo di ammortizzatori sociali per decine di milioni di euro a seguito dei fenomeni di delocalizzazioni. Le imprese italiane usufruiscono di ammortizzatori in deroga in Italia e delocalizzano attività all’estero con gravissime ricadute sui conti dello Stato.
Per la FISTel è necessario riaprire un Osservatorio Permanente presso il Ministero dello Sviluppo Economico per favorire interventi legislativi finalizzati alla riduzione dell’IRAP per le aziende che hanno il costo del lavoro oltre il 50% del fatturato, la defiscalizzazione delle spese telefoniche e degli investimenti, oltre ad una regolamentazione delle gare al massimo ribasso che non comprano i costi minimi contrattuali per i lavoratori impiegati sulle commesse.
La FISTel è intenzionata ad andare fino in fondo su questa vicenda che mortifica le donne e gli uomini che operano nei call center, le aziende virtuose che vogliono fare impresa e tutti i cittadini che con le loro tasse sono chiamati a "pagare" le distorsioni del mercato con gli stanziamenti di risorse per gli ammortizzatori sociali.
Le strutture territoriali saranno chiamate a collaborare con le Segreterie Nazionali avanzando esposti alle procure delle città in cui si verificano fenomeni di violazione della legge.
Roma 19 Febbraio 2014.
Dipartimento Organizzativo TLC.
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