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30 Aprile 2020 Call Center - Richiesta incontro urgente gara consip servizi di contact center

Le Segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, facendo seguito alla precedente richiesta dello
scorso 26 febbraio 2020 richiedono un incontro al fine di poter discutere degli effetti derivanti dalle
assegnazioni avvenute relativamente ai servizi di Contact Center legati alla Convenzione Consip.
In tale data, a seguito della aggiudicazione della Convenzione Consip, avente, tra le altre, attività legate
a contact center di importanti committenze pubbliche tra cui INAIL, Comune di Roma, ANAC, Sogei,
avevamo prontamente richiesto un incontro per garantire la corretta e piena applicazione della
clausola sociale ai sensi e per gli effetti dell’art.1 comma 10 della legge 11/2016.
Il sopravvenire delle problematiche derivanti dal Covid19 ha spinto le scriventi, per senso di
responsabilità, a richiedere alle parti in causa un rinvio delle date di passaggio delle attività, invitando a
spostare più avanti i cambi di appalto, al fine di garantire quanto previsto dai vari DPCM in riferimento
al distanziamento sociale, dispositivi di protezione individuale, divieti di assembramento, ecc.
Invito rimasto inascoltato, tant’è che in piena pandemia globale si è proceduto al cambio di appalto
inerente le attività di contact center legate alla commessa INAIL, e sta proseguendo il confronto
relativo alla commessa ANAC.
Nel rammaricarci per esser rimasto inascoltato il nostro invito al “buon senso”, siamo costretti, nostro
malgrado, a dover chiamare in causa i due ministeri sulla vicenda, pur consapevoli delle importanti ed
urgenti questioni che stanno affrontando in questa difficile fase ed in questo inedito e drammatico
contesto.
Il principio su cui si basa la norma della clausola sociale nei contact center è di garantire continuità
occupazionale alle lavoratrici ed ai lavoratori in caso di cambio di appalto. Questa misura è una delle
due gambe di un sistema di regolamentazione del settore intervenuto su spinta sindacale e recepito
dai governi attraverso emanazione di norme, direttive e decreti, per limitare fenomeni di dumping e gara al massimo ribasso in un settore merceologico dove il costo del lavoro incide per oltre l’80%
dell’intero costo.
L’altra misura specifica per il settore è rappresentata dal decreto direttoriale n°77 del 1 Ottobre 2018,
attraverso il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato il costo del lavoro medio
per il personale dipendente da imprese aggiudicatarie di servizi di call center calcolato sulla base del
Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni (CCNLTLC)
Appare chiaro invece, dall’analisi dei CCNL applicati dalle aziende subentranti che sono diversi dal
suddetto CCNL TLC, che pur in presenza di una dichiarata “armonizzazione della RAL”, il nuovo
trattamento economico complessivo dei lavoratori risulta inferiore a quello avuto con il precedente
appaltatore, laddove si considerino, come è necessario fare, tutti gli elementi contrattuali differiti e
indiretti apportati dal CCNL TLC che è quello di gran lunga maggiormente rappresentativo del settore
ed al quale oggi si conformano, come tale, i singoli rapporti di lavoro.
Questa situazione crea quindi un danno economico importante ai Lavoratori oggetto di clausola sociale
ed è anche, a nostro avviso, causa di dumping che permette l’aggiudicazione delle gare al di sotto del
costo fissato dal Ministero del Lavoro.
Ancor più negativamente rimarchevole è il fatto che a non tener conto di quanto stabilito dal
Ministero del Lavoro siano committenze pubbliche attraverso una convezione stabilita da un ente
controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo paradosso non può essere perpetrato
ai danni di un intero settore merceologico che conta circa 80 mila addetti e ritenuto essenziale nei
DPCM emanati in questa difficile e complicata emergenza Covid19.
Alla luce di quanto sopra esposto, fortemente preoccupati per la continuità economica/occupazionale
di migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti in attività di contact center di commesse pubbliche, le
scriventi Segreterie l richiedono un incontro urgente per scongiurare ipotesi di cambio di appalto che
non tengano conto delle norme vigenti, dei contratti applicati, dei diritti e del salario dei lavoratori
coinvolti, e delle positive prassi in essere sul tema dei cambi di appalto nel settore dei contact center.
Distinti saluti.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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