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05 Gennaio 2026
Call Center - Sciopero commesse enel venerdì 9 gennaio 2026
Il tentativo di eludere la clausola sociale è al centro della protesta lanciata dalle Segreterie nazionali di
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil che, per il prossimo 9 gennaio, hanno proclamato lo sciopero di tutte
le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività di customer care di Enel, E-distribuzione ed Enel X.
A dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla
regolamentazione prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un
impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre
400 cambi di appalto gestiti.
Sono circa 7.000 le lavoratrici e i lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che
gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane: da Torino a
Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera,
Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo. Migliaia di dipendenti che, da
anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela e che, oggi, rischiano la continuità
occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e la
centralità del CCNL TLC appena rinnovato.
Trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, talvolta addirittura fuori dalla propria regione, come
condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte inaccettabili avanzate dalle
aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel.
Se le istituzioni, più volte chiamate in causa, non interverranno nei confronti di un’azienda come Enel,
che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici, per garantire la piena applicazione della
clausola sociale, compreso il mantenimento della territorialità, si tornerà a una stagione buia in cui
ogni cambio di appalto nel settore dei call center generava drammi occupazionali, licenziamenti e un
massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Contro il ritorno a un liberismo sfrenato e per il rispetto delle norme di legge e del CCNL delle
Telecomunicazioni in materia di cambi di appalto, il 9 gennaio le lavoratrici e i lavoratori, in sciopero,
manifesteranno il proprio dissenso davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni, nei territori coinvolti,
secondo le modalità definite dalle strutture territoriali. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e
Uilcom Uil saranno contemporaneamente impegnate in un presidio simbolico unitario a Piazza Verdi,
a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.
Queste iniziative rappresentano solo l’inizio del percorso di mobilitazione, qualora Enel non riveda
immediatamente le previsioni dei bandi di gara, che non garantiscono la territorialità nei cambi di
appalto.
Roma, 5 gennaio 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL
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