


A seguito dell’incontro da Voi convocato in data 27 maggio u.s. e della giornata di sciopero, con manifestazione nazionale svoltasi a Roma lo scorso 4 giugno, varie sono state le dichiarazione e le prese di posizione circa la necessità di intervenire sul settore dei Call Center. La normativa sugli appalti in maniera del tutto ingiustificata rispetto alla Direttiva
Europea 2001/23/CE, ha creato uno spazio aperto all’arbitrio e alla corruzione che
impedisce l’applicazione delle tutele previste dall’art. 4 l.n. 428/90 e le garanzie previste
dall’articolo 2112 c.c..
Tale vuoto normativo, che si somma a un sistema d’incentivi economici
insensato, sta determinando gravi disfunzioni, compromettendo e condizionando
negativamente la politica industriale del Paese, con continue crisi aziendali che si
scaricano unicamente sui lavoratori, vittime ignare di un sistema che non ha uguali in
Europa.
Nonostante l’ampio riscontro avuto dalle iniziative sopra rappresentate e gli
impegni da Voi assunti per individuare opportune soluzioni, il settore ha avuto una nuova
accelerazione in direzione esattamente opposta, con la condizione per cui nelle prossime
settimane potrebbero essere più di un migliaio i lavoratori che perderanno il posto di
lavoro.
Posto di lavoro perso non in quanto non esistere più ma unicamente perché
spostato in altro territorio o, spesso, al di fuori dei confini nazionali. In questo caso
l’aggravante è dovuta al fatto che una Legge dello Stato, l’art. 24 bis del Decreto
Sviluppo n 83/2012, viene completamente ignorato e disapplicato nonostante le
importanti sanzioni previste.
British Telecom, peraltro fornitore dei servizio di telefonia del Ministero del Lavoro, decide
di revocare anticipatamente l’appalto con Accenture spa che occupa 280 persone a
Palermo per svolgere tale attività. Il lavoro è spostato su un altro fornitore che non
assumerà il personale già impiegato scaricando sulla società i costi dell’operazione.
Eclatante il fatto che meno di 10 anni fa questi lavoratori furono ceduti come ramo
aziendale proprio da British Telecom, con le tutele previste dal 2112 c.c., mentre oggi a
parità di perimetro e attività le tutele non gli sono più riconosciute.
Voice Care, che occupava 200 persone a Ivrea e svolgeva una commessa per Seat Pagine
Gialle che da un giorno all’altro licenzia tutto il personale mentre l’attività è spostata su
un’altra azienda controllata da Contacta, la stessa che deteneva il controllo di Voice Care,
procedendo a formare nuovo personale. I costi, al netto delle vicende giudiziarie che
riguardano il fallimento, tutti a carico dello Stato e dei lavoratori.
Infocontact, con 1500 persone distribuite tra le sedi di Lamezia Terme e Rende. Operano su
commesse di Wind, Poste Italiane ed Enel e anche in questo è in corso una procedura
fallimentare con i committenti che stanno negoziando l’entrata di nuovi fornitori senza
preoccuparsi del futuro dei 1500 addetti che finiranno, probabilmente, a carico dello Stato.
Questi sono alcuni esempi di quanto è accaduto dopo agli incontri da Voi
convocati e rappresentano solo la punta dell’iceberg rispetto a quanto potrebbe accadere
dopo il periodo festivo, con l’esasperata e ingiustificata ricerca del massimo ribasso
nell’assegnazione degli appalti che ha come unico effetto quello di comprimere salari e
diritti dei lavoratori e premiare gli imprenditori più spregiudicati e meno professionali. contact, ha attivato la solidarietà al 25% per i suoi 10.000 dipendenti mentre
continua a perdere volumi e commesse a favore di aziende che delocalizzano o
utilizzano gli incentivi statali e/o regionali per avere un vantaggio competitivo sul costo
del lavoro.
E’ evidente, per quanto sopra, che il tempo non è neutro rispetto alla decisione
di un intervento sul settore.
Le modifiche normative da introdurre, che si muovono nella direzione di dare
una corretta applicazione alla sopra richiamata Direttiva Europea nel solco delle
esperienze fatte dagli altri Paesi, sono semplici. Sarebbe sufficiente estendere le
procedure di cui all’art. 2112 c.c. anche alle vicende circolatorie relative alle successioni
di appalti affidando la regolamentazione dei diversi aspetti del mantenimento
dell’occupazione, ai livelli normativi e retributivi alla contrattazione collettiva.
La modifica legislativa è indispensabile per evitare lo scatenarsi di un dumping
contrattuale che aggraverebbe ulteriormente la situazione.
Per quanto sopra, le scriventi Segreterie Nazionali sono a chiederVi un urgente
intervento che ponga fine all’arbitrio determinato dalla disciplina iniqua e non conforme
alle normative europee che regola il rapporto di lavoro nel settore dei Call Center. Questo
anche per permettere agli operatori del settore misure di promozione della professionalità
e sostenere le imprese più virtuose presenti sul mercato.
In attesa di riscontro, distinti saluti.
Le Segreterie Nazionali
Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil
(Michele AZZOLA) (Giorgio SERAO) (Salvo UGLIAROLO)