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25 Giugno 2014 Call Center - Tavolo di crisi del settore

A seguito dell’incontro da Voi convocato in data 27 maggio u.s. e della giornata

di sciopero, con manifestazione nazionale svoltasi a Roma lo scorso 4 giugno, varie sono

state le dichiarazione e le prese di posizione circa la necessità di intervenire sul settore

dei Call Center.

La normativa sugli appalti in maniera del tutto ingiustificata rispetto alla Direttiva

Europea 2001/23/CE, ha creato uno spazio aperto all’arbitrio e alla corruzione che

impedisce l’applicazione delle tutele previste dall’art. 4 l.n. 428/90 e le garanzie previste

dall’articolo 2112 c.c..

Tale vuoto normativo, che si somma a un sistema d’incentivi economici

insensato, sta determinando gravi disfunzioni, compromettendo e condizionando

negativamente la politica industriale del Paese, con continue crisi aziendali che si

scaricano unicamente sui lavoratori, vittime ignare di un sistema che non ha uguali in

Europa.

Nonostante l’ampio riscontro avuto dalle iniziative sopra rappresentate e gli

impegni da Voi assunti per individuare opportune soluzioni, il settore ha avuto una nuova

accelerazione in direzione esattamente opposta, con la condizione per cui nelle prossime

settimane potrebbero essere più di un migliaio i lavoratori che perderanno il posto di

lavoro.

Posto di lavoro perso non in quanto non esistere più ma unicamente perché

spostato in altro territorio o, spesso, al di fuori dei confini nazionali. In questo caso

l’aggravante è dovuta al fatto che una Legge dello Stato, l’art. 24 bis del Decreto

Sviluppo n 83/2012, viene completamente ignorato e disapplicato nonostante le

importanti sanzioni previste.

British Telecom, peraltro fornitore dei servizio di telefonia del Ministero del Lavoro, decide

di revocare anticipatamente l’appalto con Accenture spa che occupa 280 persone a

Palermo per svolgere tale attività. Il lavoro è spostato su un altro fornitore che non

assumerà il personale già impiegato scaricando sulla società i costi dell’operazione.

Eclatante il fatto che meno di 10 anni fa questi lavoratori furono ceduti come ramo

aziendale proprio da British Telecom, con le tutele previste dal 2112 c.c., mentre oggi a

parità di perimetro e attività le tutele non gli sono più riconosciute.

Voice Care, che occupava 200 persone a Ivrea e svolgeva una commessa per Seat Pagine

Gialle che da un giorno all’altro licenzia tutto il personale mentre l’attività è spostata su

un’altra azienda controllata da Contacta, la stessa che deteneva il controllo di Voice Care,

procedendo a formare nuovo personale. I costi, al netto delle vicende giudiziarie che

riguardano il fallimento, tutti a carico dello Stato e dei lavoratori.

Infocontact, con 1500 persone distribuite tra le sedi di Lamezia Terme e Rende. Operano su

commesse di Wind, Poste Italiane ed Enel e anche in questo è in corso una procedura

fallimentare con i committenti che stanno negoziando l’entrata di nuovi fornitori senza

preoccuparsi del futuro dei 1500 addetti che finiranno, probabilmente, a carico dello Stato.

Questi sono alcuni esempi di quanto è accaduto dopo agli incontri da Voi

convocati e rappresentano solo la punta dell’iceberg rispetto a quanto potrebbe accadere

dopo il periodo festivo, con l’esasperata e ingiustificata ricerca del massimo ribasso

nell’assegnazione degli appalti che ha come unico effetto quello di comprimere salari e

diritti dei lavoratori e premiare gli imprenditori più spregiudicati e meno professionali.

contact, ha attivato la solidarietà al 25% per i suoi 10.000 dipendenti mentre

continua a perdere volumi e commesse a favore di aziende che delocalizzano o

utilizzano gli incentivi statali e/o regionali per avere un vantaggio competitivo sul costo

del lavoro.

E’ evidente, per quanto sopra, che il tempo non è neutro rispetto alla decisione

di un intervento sul settore.

Le modifiche normative da introdurre, che si muovono nella direzione di dare

una corretta applicazione alla sopra richiamata Direttiva Europea nel solco delle

esperienze fatte dagli altri Paesi, sono semplici. Sarebbe sufficiente estendere le

procedure di cui all’art. 2112 c.c. anche alle vicende circolatorie relative alle successioni

di appalti affidando la regolamentazione dei diversi aspetti del mantenimento

dell’occupazione, ai livelli normativi e retributivi alla contrattazione collettiva.

La modifica legislativa è indispensabile per evitare lo scatenarsi di un dumping

contrattuale che aggraverebbe ulteriormente la situazione.

Per quanto sopra, le scriventi Segreterie Nazionali sono a chiederVi un urgente

intervento che ponga fine all’arbitrio determinato dalla disciplina iniqua e non conforme

alle normative europee che regola il rapporto di lavoro nel settore dei Call Center. Questo

anche per permettere agli operatori del settore misure di promozione della professionalità

e sostenere le imprese più virtuose presenti sul mercato.

In attesa di riscontro, distinti saluti.

Le Segreterie Nazionali

Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil

(Michele AZZOLA) (Giorgio SERAO) (Salvo UGLIAROLO)

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