


Questa mattina si è tenuto, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a Roma, il Tavolo Nazionale sui Call Center alla presenza del Ministero del Lavoro, del Viceministro dello Sviluppo Economico De Vincenti, di Assocontact, Asstel e delle OO.SS. Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil ed Ugl-telecomunicazioni.
Durante la riunione è stata ribadita la volontà di riattivare l’Osservatorio Nazionale sui Call Center per il monitoraggio del settore, riprendendo un cammino comune che ha portato, con il percorso di stabilizzazione voluto dal Ministro Damiano nel 2007, all’assunzione di circa 26.000 lavoratori con regolare contratto subordinato. Attualmente questo settore ha un fatturato di circa 1 miliardo di euro e necessita di interventi strutturali affinchè possa configurarsi come una "vera" e propria industria di servizi. E’ stata evidenziata l’importanza dell’accordo sottoscritto sui lavoratori a progetto, che ha permesso di dare attuazione alla legge Fornero, normando tali attività di vendita telefonica all’interno del contratto nazionale.
Le OO.SS. hanno ribadito l’importanza di questo settore che negli anni ha dato occupazione stabile soprattutto nelle aree disagiate del Centro-Sud, con una alta concentrazione di part-time femminile. Attraverso le agevolazioni alle assunzioni della legge 407/90 ed i fondi sociali Europei, si è determinato uno spostamento del lavoro dal Centro-Nord al Centro-Sud, generando fenomeni di dumping tra le aziende, i cui costi sono stati scaricati sulla collettività e sui lavoratori, a solo vantaggio dei committenti. Tale sistema di incentivi a pioggia è costato allo Stato circa 480 milioni di Euro.
Le OO.SS. hanno poi evidenziato la necessità di intervenire su alcuni temi in modo strutturale:
- Riforma dell’articolo 2112 legato al cambio di appalto nelle cessioni di ramo d’azienda
- Lotta alle gare al massimo ribasso attraverso il rispetto dei minimi salariali garantiti dai contratti nazionali
- Introduzione di una graduatoria in base alla quale riconoscere l’eticità e la responsabilità sociale di impresa
- Lotta alle delocalizzazioni attraverso il rispetto dell’art.24 bis sui dati sensibili gestiti all’estero
- Riduzione dell’Irap in un settore come quello dei Call Center , definito labour-intensive, dove il costo del lavoro incide per l’85% sul fatturato aziendale
Al termine della giornata, le parti si sono accordate per un nuovo incontro in sede ministeriale entro la seconda decade di giugno per entrare nel merito dei temi trattati e trovare le soluzioni che garantiscono la stabilità del settore.
Roma, 27 maggio 2014 La Segreteria Nazionale
Call Center - Tavolo ministero svilupop economico su situazione settore Telecomunicazioni > Contact Center