


MISEIn data odierna si è tenuto il previsto tavolo sui call center alla presenza delle OO.SS nazionali Slc-Cgil, Fistel- Cisl, Uilcom-Uil , le parti datoriali rappresentate da Asstel ed Assocontact, e per il governo il Viceministro De Vincenti ed il Sottosegretario Giacomelli. In apertura di tavolo, il Viceministro presenta i temi oggetto della discussione, in particolare focalizza l'attenzione su Art 24 bis relativo alla delocalizzazione, gare al massimo ribasso per le quali servirebbe una norma capace di far leva sulla offerta tecnicamente migliore valorizzando la qualità del servizio. Tale norma non è potuta entrare nella legge di stabilità ma verrà posta nel primo provvedimento utile. Inoltre è stato affrontato il tema della tutela occupazionale in caso di perdita della commessa dovuta ai cambi di appalto (art.2112), con recepimento dello spirito di tale norma da parte del governo che sta ragionando su punteggi premiali in caso di imprese che rilevano i lavoratori presenti sulla commessa persa. Il sottosegretario Giacomelli rende noto che il governo ha attivato le verifiche necessarie al rispetto della norma relativa all'art. 24 bis; in poco tempo sono state effettuate 123 chiamate e non in tutti i casi vi è stato il rispetto della tutela della privacy dei cittadini. Il Governo vuole utilizzare come deterrente sanzioni in capo alle committenze che non rispettano tali norme; entro 15 gg chi non rispetta le regole deve adeguarsi pena sanzioni di carattere pecuniario. Assocontact ricorda come in un settore come quello dei call center, definito labour intensive, chi può utilizzare sgravi contributivi è in grado di generare dumping rispetto a chi non lo può fare. Il fatturato del settore cresce ma i margini diminuiscono, pertanto non è possibile creare ulteriore occupazione in un settore che cuba circa 80 mila lavoratori. Inoltre, tale effetto distorsivo del mercato ha un doppio costo sociale per lo Stato che, da un lato mette in campo ammortizzatori sociali per i lavoratori che perdono la commessa, e dall'altro fornisce sgravi a coloro che riassumono. La Fistel-Cisl manifesta le proprie preoccupazioni rispetto alle norme contenute nel Jobs Act che possono generare ulteriori effetti distorsivi nel settore dei call center, in particolare con l'applicazione del contratto a tutele crescenti. Inoltre, ritiene importante l'impegno del Governo rispetto alle norme contenute nell'art. 24 bis sulle delocalizzazioni. Giusto quindi sanzionare le aziende che non rispettano le leggi presenti nel nostro Paese. Sulle gare al massimo ribasso ritiene difficile far prevalere rispetto al costo del lavoro, l'offerta tecnicamente più conveniente. La soluzione può essere rappresentata dal rispetto dei minimi tabellari presenti nei ccnl di riferimento. Infine, è importante ragionare su come garantire la continuità occupazionale dei lavoratori rispetto al cambio di appalto. A fine incontro il Viceministro De Vincenti ha proposto la costituzione di un gruppo di lavoro ristretto che affronti i temi sui criteri di aggiudicazione delle gare, la questione delle normative di privacy fuori dalla comunità europea, come tutelare i lavoratori delle imprese che perdono le gare, e come applicare le norme contenute nel Jobs Act in questo settore( norme presenti nella legge di stabilità).
Roma, 15/01/2015
Segreteria Nazionale Fistel Cisl
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