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29 Marzo 2019 Call Center -Disdetta accordo sulle collaborazione coordinate e continuative

Apprendiamo dalla Vostra comunicazione del 25 marzo u.s. la Vostra decisione unilaterale di ritirare la firma dall’accordo sottoscritto congiuntamente il 31 luglio 2017 con le scriventi OO.SS. e con ASSTEL, la cui scadenza è prevista il 31 dicembre 2020.

Riteniamo tale Vostra decisione illegittima sul piano del diritto ed infondata rispetto alle giustificazioni addotte.

Dal punto di vista di merito, la non disponibilità delle scriventi Organizzazioni Sindacali all’incontro da voi richiesto è dovuto al fatto che riteniamo non sostenibile qualsiasi manovra che rallenti l’aumento retributivo per i collaboratori impegnati nei servizi di outbound.

Le scriventi Organizzazioni hanno sempre concretamente sostenuto nel corso degli anni lo sviluppo del Settore dei Contact Center in outsourcing, con particolare riguardo al settore di attività così dette "outbound" per il quale, tra gli altri, il tema della sostenibilità economica è stato per noi sempre concretamente attenzionato.

Già con l’Accordo del 1° agosto 2013 per le Collaborazioni a Progetto si era prevista una gradualità della crescita dei compensi fissi su ben 5 anni (2013-2018) e tale gradualità è stata ulteriormente allungata prima con l’Accordo del 28 giugno 2016 e poi con quello del 31 luglio 2017. Per questo motivo riteniamo non più procrastinabile ogni ulteriore aumento.

A livello più generale di Settore , come a voi sicuramente noto, il 21 febbraio u.s. è stato sottoscritto tra le scriventi Organizzazioni Sindacali e Asstel un Accordo Quadro che vede le parti confermare che "l’Accordo del 1 agosto 2013, modificato da ultimo il 31 luglio 2017, è l’unico utilizzato per le attività svolte in modalità outbound nell’ambito del settore TLC […]" e "la volontà di definire un sistema contrattuale integrato tra tale Accordo e il CCNL TLC che possa costituire così l’unico accordo del settore.". Registriamo pertanto con stupore come la vostra decisione di ritiro della firma dall’accordo che ci lega sia in netta controtendenza verso la politica di consolidamento del settore, che sta lavorando in maniera chiara per scongiurare il dumping contrattuale anche nelle attività outbound.

Dal punto di vista formale, rispetto poi a quanto rilevato nella vostra missiva del 25 marzo u.s. sopra menzionata, riteniamo che la richiesta d’incontro da voi fatta in data 4 marzo 2019 per valutare la sostenibilità dei corrispettivi sia formalmente e sostanzialmente pervenuta fuori dai termini contrattualmente fissati nell’accordo in oggetto che prevedono "incontri almeno tre mesi prima della decorrenza gli aumenti" e cioè entro il 31 dicembre 2018.

Nel riservarci ogni altra possibile valutazione di merito ed azione rispetto alla vostra decisione unilaterale di ritiro della firma dall’accordo in epigrafe, sottolineiamo infine che anche le aziende iscritte alla vostra Associazione, fintanto che applicheranno per le attività outbound l’Accordo sottoscritto il 31 luglio 2017, sono tenute a rispettarne i contenuti nella sua totalità, compreso quindi l’aumento retributivo che scatterà a partire dal 1 aprile p.v. e i versamenti per l’assistenza sanitaria integrativa.

Distinti saluti

Le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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