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14 Ottobre 2026 Callcenter - Comunicato stampa cirsi settore crm bpo

«Il question time di oggi al ministro Urso conferma quanto sia necessario riportare al centro dell’
agenda politica il futuro industriale delle telecomunicazioni e dell’intera filiera dei servizi. Ma sulla
crisi del CRM-BPO non possiamo più permetterci attese, rinvii o interventi frammentati.
Il settore sta attraversando una crisi profonda, che mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Le
riduzioni delle attività affidate in appalto, le gare al massimo ribasso, le delocalizzazioni e l ’
introduzione dell ’ intelligenza artificiale senza una strategia di accompagnamento stanno
producendo conseguenze pesanti sulle lavoratrici e sui lavoratori, con ricadute che coinvolgono
aziende e territori in tutto il Paese.
La Fistel CISL chiede da tempo al Governo di assumersi la responsabilità di affrontare questa
emergenza con una visione complessiva. Non è sufficiente intervenire sulle singole vertenze
quando la crisi è già esplosa. Serve un tavolo nazionale permanente che coinvolga il MIMIT, il
Ministero del Lavoro, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, per individuare soluzioni
industriali e occupazionali concrete.
La trasformazione digitale non può diventare il pretesto per scaricare sulle persone i costi della
riorganizzazione delle imprese. L ’ intelligenza artificiale deve essere governata attraverso
investimenti, formazione, riqualificazione professionale e nuove opportunità di impiego. Allo stesso
tempo, occorre garantire il rispetto delle clausole sociali, del contratto collettivo di riferimento e
delle regole sul costo del lavoro, contrastando una competizione fondata esclusivamente sulla
riduzione dei diritti e dei salari.
Il rilancio delle telecomunicazioni deve procedere insieme alla tutela della filiera CRM-BPO. Senza
servizi, competenze e occupazione di qualità non può esserci una vera politica industriale del
digitale.
Chiediamo quindi al ministro Urso e al Governo di passare dalle dichiarazioni agli impegni
verificabili, convocando con urgenza il tavolo di crisi nazionale. Le lavoratrici e i lavoratori non
possono continuare ad aspettare mentre le aziende annunciano esuberi e il settore perde capacità
produttiva.
La mobilitazione unitaria avviata con le altre organizzazioni sindacali proseguirà finché non
arriveranno risposte adeguate. La proclamazione dello sciopero dell’11 novembre 2026 rappresenta
un segnale chiaro: il CRM-BPO non è un comparto marginale da lasciare al proprio destino, ma una
parte essenziale del sistema delle telecomunicazioni e dei servizi del Paese».
Segretario Generale Nazionale Fistel CISL
Alessandro Faraoni

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