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14 Settembre 2026 Callmat - Matera preannunciati licenziamenti intera forza lavoro

Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil esprimono fortissima preoccupazione e ferma condanna di fronte all’annuncio, da parte dell’azienda Callmat di Matera, di un pesante piano di esuberi e licenziamenti che rischia di mettere in ginocchio oltre 300 lavoratrici e lavoratori, e le rispettive famiglie, in Basilicata.
Ci ritroviamo, ancora una volta, davanti agli effetti devastanti del drastico taglio dei volumi di traffico nei servizi di customer care, annunciato circa 2 anni fa dal committente Tim, ed accelerato dall’introduzione sregolata di strumenti di Intelligenza Artificiale e da processi di automazione applicati al settore senza alcuna salvaguardia occupazionale. L’innovazione tecnologica non può e non deve trasformarsi in un mero strumento di macelleria sociale.
Questo scenario drammatico, ampiamente preannunciato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil nel corso della recente mobilitazione del settore Crm/Bpo, è solo l’inizio degli effetti di una rivoluzione digitale non governata che si abbatterà sull’occupazione. La transizione digitale, in particolare nel settore dei servizi e dei call center, deve essere accompagnata da strumenti che riducano gli impatti sull’occupazione e portino ad una riconversione del personale verso le attività abilitate dalla digitalizzazione.
La vertenza Callmat, tra l’altro, è una delle pochissime gestita, con pessimi risultati, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Da oltre 18 mesi, proposte non concretizzate, impegni disattesi, bandi andati deserti hanno caratterizzato il tavolo di crisi certificando il fallimento delle istituzioni, sia nazionale che regionale. L’azienda Callmat, davanti all’ennesima proroga dell’ammortizzatore, quale unico strumento per procrastinare l’attesa senza soluzioni concrete, e con il termine delle attività concesse in appalto da Tim il prossimo 31 dicembre, ha annunciato la chiusura del sito di Matera con il conseguente licenziamento di tutta la forza lavoro.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil ribadiscono la totale indisponibilità a lasciare che, a pagare il conto della digitalizzazione, della mancanza di politiche industriali e della miopia istituzionale, siano sempre e solo i lavoratori. Per queste ragioni, dichiarano l’immediata apertura dello stato di agitazione di tutto il personale Callmat della sede di Matera.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy convochi urgentemente il tavolo di crisi della vertenza Callmat, al fine di bloccare l’avvio delle procedure di licenziamento e adoperarsi con la Regione Basilicata e TIM, nell’individuare soluzioni concrete a tutela dell'occupazione. Contestualmente il governo si faccia carico della crisi di settore, senza precedenti e dai risvolti drammatici, convocando il tavolo di settore. Il tempo degli annunci è finito, servono risposte concrete e reali per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori del settore Crm/Bpo.
Roma, 14 settembre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILFPC

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