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11 Giugno 2020 Consip - Sollecito richiesta incontro

Le Segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, facendo seguito alle precedenti richieste
datate 26/02 e 30/04, sollecitano un incontro al fine di poter discutere degli effetti derivanti
dalle assegnazioni avvenute relativamente ai servizi di Contact Center legati alla Convenzione
Consip.
A seguito della aggiudicazione della Convenzione Consip, avente tra le altre attività legate a
contact center di importanti committenze pubbliche tra cui INAIL, Comune di Roma, ANAC,
avevano prontamente richiesto un incontro per garantire la corretta e piena applicazione della
clausola sociale ai sensi e per gli effetti dell’art.1 comma 10 della legge 11/2016.
Il sopravvenire delle problematiche derivanti dal Covid19, ha spinto le scriventi, per senso di
responsabilità, a richiedere alle parti in causa un rinvio delle date di passaggio delle attività,
invitando a spostare più avanti i cambi di appalto, al fine di garantire quanto previsto dai vari
DPCM in riferimento a distanziamento sociale, dispositivi di protezione individuale, divieti di
assembramento, ecc.
Invito rimasto inascoltato, tant’è che in piena pandemia globale si è proceduto al cambio di
appalto inerente le attività di contact center legate alla commessa INAIL, e sta proseguendo il
confronto relativo alla commessa ANAC.
Nel rammaricarsi per esser rimasto inascoltato il loro invito al “buon senso”, le scriventi sono
costrette, loro malgrado, a dover chiamare in causa i due Ministeri sulla vicenda, pur
consapevoli delle importanti ed urgenti questioni che stanno affrontando in questa difficile fase
ed in questo inedito e drammatico contesto.
Il principio su cui si basa la norma della clausola sociale nei contact center è di garantire
continuità occupazionale alle lavoratrici ed ai lavoratori in caso di cambio di appalto. Questa
misura è una delle due gambe di un sistema di regolamentazione del settore intervenuto su spinta sindacale e recepito dai Governi attraverso emanazione di norme, direttive e decreti, per
limitare fenomeni di dumping e gara al massimo ribasso in un settore merceologico dove il
costo del lavoro incide per oltre l’80% dell’intero costo.
L’altra misura specifica per il settore è rappresentata dal decreto direttoriale n.77 del 1°
Ottobre 2018, attraverso il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fissato il
costo del lavoro medio per il personale dipendente da imprese aggiudicatarie di servizi di call
center calcolato sulla base del Contratto Collettivo Nazionale delle Telecomunicazioni
(CCNLTLC)
Appare chiaro invece, dall’analisi dei CCNL applicati dalle aziende subentranti, che sono diversi
dal suddetto CCNL TLC, che pur in presenza di una dichiarata “armonizzazione della RAL”, il
nuovo trattamento economico complessivo dei lavoratori risulta inferiore a quello avuto con il
precedente appaltatore, laddove si considerino, come è necessario fare, tutti gli elementi
contrattuali differiti e indiretti apportati dal CCNL TLC, che è quello di gran lunga maggiormente
rappresentativo del settore ed al quale oggi si conformano, come tale, i singoli rapporti di
lavoro.
Questa situazione crea quindi un danno economico importante ai lavoratori oggetto di clausola
sociale ed è anche, causa di dumping che permette l’aggiudicazione delle gare al di sotto del
costo fissato dal Ministero del Lavoro.
Ancor più negativamente rimarchevole è il fatto che a non tener conto di quanto stabilito dal
Ministero del Lavoro siano committenze pubbliche, attraverso una convezione stabilita da un
ente controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Questo paradosso non può essere
perpetrato ai danni di un intero settore merceologico che conta circa 80 mila addetti e ritenuto
essenziale nei DPCM emanati in questa difficile e complicata emergenza Covid19.
Alla luce di quanto sopra esposto, fortemente preoccupate per la continuità
economica/occupazionale di migliaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti in attività di contact
center di commesse pubbliche, le scriventi Segreterie sollecitano un incontro urgente per
scongiurare ipotesi di cambio di appalto che non tengano conto delle norme vigenti, dei
contratti applicati, dei diritti e del salario dei lavoratori coinvolti, e delle positive prassi in essere
sul tema dei cambi di appalto nel settore dei contact center.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil proclamano lo stato di agitazione in
tutte le attività di contact center collegate alla “gara Consip” ed in assenza di risposte nel breve
termine non esiteranno a mettere in campo iniziative di protesta al fine di difendere il salario
ed i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti in questa annosa vicenda, ma soprattutto
preservare norme dello Stato conquistate per mettere in sicurezza il settore, messe oggi sotto
attacco proprio in attività pubbliche.
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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