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11 Giugno 2015 E Care - Situazione aziendale

L’8 giugno 2015 si è svolto a Roma presso la sede di Unindustria l’incontro tra i vertici aziendali di Ecare con le Segreterie Nazionali e le RSU della sede di Cesano Boscone (Milano) per la verifica della situazione aziendale conseguente all’accordo sottoscritto il 24 dicembre 2014, con lo scadere della CIG in deroga avvenuta il 31 maggio scorso.

Rispetto alla situazione di esubero formalizzata nel suddetto accordo l’azienda dichiara che a seguito delle misure ivi previste (mobilità con non opposizione) e per dimissioni volontarie alla data risultano usciti 197 lavoratori dell’area operativa oltre a circa 25 di staff.

Per gli operativi pertanto, al netto di circa 16 persone stabilmente "non impegnabili" per assenze di lungo periodo (es. malattia, aspettativa), per l’azienda resterebbe 34lavoratori in eccesso, ai quali è stata consegnata nelle scorse settimane lettera di trasferimento a far data dal 9 giugno presso altra sede, fra questi 11 lavoratori hanno pendente un ricorso in sede legale contro tale decisione.

L’azienda ha altresì evidenziato che le misure adottate sul sito di Cernusco a seguito dell’accordo del 24/12, finanziata con la ricapitalizzazione deliberata a fine anno di 4,5 milioni di euro (di cui il 25% già versato), unitamente alle azioni svolte nei confronti dei clienti committenti negli ultimi 5 mesi, nonché gli accordi recentemente raggiunti a livello locale nelle sedi di Aquila, Roma e Bari, hanno permesso di capovolgere un negativo trend di marginalità complessiva che si ripercuoteva in modo insostenibile sui conti di Ecare.

In particolare secondo i dati forniti dalla Società il sito di Cernusco (MI) è passato da un – 1% di primo margine di dicembre 2014 a un + 26% del mese di maggio 2015, mentre a livello azienda c’è stato un miglioramento complessivo di oltre 6 punti percentuali nello stesso periodo. L’azienda ha altresì comunicato di aver perfezionato il trasferimento di sede (sarà operativo dal 18 giugno) da Cernusco nel comune di Milano (Lorenteggio) e che questa risulta già attrezzata con nuovi arredi.

Per quanto riguarda le commesse, rispetto a dicembre 2015, l’azienda ha fornito notizie positive: sono aumentati i volumi di Acea (aumento grazie al quale l’azienda ha dichiarato che attiverà un percorso di formazione sulla sede di Milano che permette di riassorbire il residuo esubero di personale), ricondotta dal committente tutta dentro il perimetro di Ecare, anche se con qualche difficoltà sui margini; la commessa Poste, acquisita a fine 2014, è in fase di positiva messa a regime e la commessa Vodafone ha avuto un riassorbimento di volumi, prima in calo.

In tale situazione di contesto quindi, e ritenendo così di tener conto della imprescindibile esigenza sempre espressa da parte sindacale di non procedere ad alcun trasferimento di personale, l’azienda ha comunicato che non darà corso ai trasferimenti comunicati per 22 lavoratori sopra menzionati, ai quali provvederà a notificare immediatamente la revoca del provvedimento. Questi lavoratori tornano quindi, a partire dal 9 giugno, operativi in azienda e saranno progressivamente inseriti in un programma formativo sulla commessa ACEA.

Riguardo agli ulteriori 11 lavoratori l’azienda ha affermato di non voler revocare il trasferimento vista l’impugnativa legale da essi effettuata. Alla richiesta sindacale di revocare il provvedimento unilaterale per chi dovesse rinunciare al contenzioso, il responsabile aziendale ha risposto negativamente dichiarandosi tutt’al più disponibile ad affrontare possibili soluzioni caso per caso. Questa decisione è francamente incomprensibile, soprattutto di fronte ad un percorso frutto di un accordo sofferto quale quello del 24 dicembre che, pur con mille difficoltà, ha consentito di ridimensionare notevolmente l’iniziale situazione di crisi della sede milanese che le permette di ripartire con prospettive di lavoro e di sviluppo e non più soltanto di sacrifici, abbondantemente fatti in questi anni.

Da parte sindacale è stata quindi rinnovata la richiesta all’azienda di abbandonare la suddetta posizione per concludere il percorso in modo pienamente condivisibile arrivando a riconvocare un tavolo nazionale dove si possano trovare soluzioni complessive e coerenti per tutte le sedi aziendali.

Le OO.SS. hanno inoltre richiesto all’azienda il recupero economico delle somme computate a giugno come Permesso Non Retribuito ai lavoratori cui è stato comunicato il trasferimento, ricevendo positivo riscontro.

Le Segreterie Nazionali

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