


Il giorno 9 febbraio si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico il tavolo di crisi sulla situazione del gruppo Gepin Contact.
Le OO.SS., pur rimarcando come la nuova gestione, ormai insediata da mesi, ad oggi non abbia portato nessuna nuova commessa, hanno subito posto al centro dell’incontro il tema ineludibile della commessa del Gruppo Poste. La decisione dell’azienda di bandire la gara per il rinnovo dell’appalto con criteri che hanno finito per agevolare di fatto il ricorso al massimo ribasso ( i vari lotti sono stati assegnati a prezzi indecenti con i quali le aziende aggiudicatrici non riusciranno neanche a coprire il costo del lavoro) sta portando 430 persone del gruppo Gepin Contact (più altre dell’indotto) a perdere il proprio posto di lavoro.
In un momento nel quale il Governo ed il Parlamento hanno finalmente deciso di approvare la clausola sociale per garantire l’occupazione nei cambi di appalto di call center la scelta operata dal management del Gruppo Poste appare ancora più incomprensibile e pericolosa.
Con i prezzi pagati da Poste è evidente che anche richiedere l’applicazione delle clausole sociali è una provocazione visto che riesce oggettivamente difficile capire come le aziende vincitrici potranno lavorare la commessa rispettando le norme ed il Contratto nazionale di lavoro. L’unica soluzione ragionevole è che Poste blocchi la gara (attualmente ancora in stato di "preassegnazione"), riveda i criteri di assegnazione ed apra un confronto serio su come garantire la continuità lavorativa ed il rispetto delle varie esperienze professionali alle lavoratrici ed ai lavoratori del Gruppo Gepin.
Con questi presupposti, di fronte alla richiesta avanzata dalle OO.SS. , anche il MISE ha convenuto come sia ormai ineludibile chiamare Poste Italiane al tavolo di crisi in tempi brevissimi dichiarando che si attiverà da subito in tal senso. Da parte ministeriale è stata altresì dichiarata l’intenzione di tenere sotto particolare osservazione tutta la situazione societaria del Gruppo Gepin Contact anche alla luce dei recenti mutamenti degli assetti proprietari.
Le OO.SS. hanno anche chiesto che il Governo eserciti tutte le pressioni possibili affinché nel frattempo Poste smetta di drenare volumi di traffico che vanificherebbero ogni possibilità di trovare soluzioni serie.
In attesa che venga convocato nuovamente il tavolo le Segreterie Nazionali e territoriali congiuntamente con le RSU metteranno in campo tutte le iniziative possibili per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e delle Istituzioni locali su questa vicenda.
Roma,12 Febbraio 2016
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni.
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