


Egregio Direttore,
Le scriviamo questa lettera aperta perché riteniamo che si stia consumando sul territorio di
Roma una vicenda fortemente ingiusta per le lavoratrici e i lavoratori impiegati nel servizio
di call center in outsourcing per il servizio elettrico di Acea.
La vicenda è semplice: 124 persone lavorano attualmente nella sede di Roma di
Olisistem Start (ex Ecare SpA) per il servizio clienti di Acea. L’appalto presso Olisistem
Start è scaduto e sta per subentrare la società Numero Blu. Questi lavoratori, la maggior
parte dei quali lavorano sul servizio da oltre 10 anni, sono tutelati dalla cd. “clausola
sociale”, prevista dalla legge e resa applicativa dal CCNL Telecomunicazioni, che prevede
la tutela occupazionale e il rispetto delle condizioni economiche e normative per tutti gli
operatori impiegati nel servizio di call center oggetto dell’appalto. Purtroppo, però, Numero
Blu non applica, e ha dichiarato di non avere intenzione di applicare, il CCNL
Telecomunicazioni, bensì il CCNL Servizi sottoscritto da Cisal e Anpit. Questo CCNL non
prevede le stesse retribuzioni né le stesse condizioni normative e organizzative.
Avevamo provato a segnalare per tempo le nostre preoccupazioni circa le ricadute
negative per le lavoratrici e i lavoratori attualmente impiegati sulla commessa, ma la
committente Acea è rimasta sorda alle nostre richieste, sottovalutando pesantemente gli
effetti negativi derivanti.
Crediamo infatti che la differenza di offerta economica che ha permesso alla suddetta
azienda di aggiudicarsi la gara sia stata determinata in larga parte da un risparmio sul
costo del lavoro, quindi da una ingiusta sopravvenuta condizione di svantaggio per le
lavoratrici e i lavoratori impattati dalla clausola sociale. È palese infatti che, anche laddove
le retribuzioni fossero riallineate per effetto di una armonizzazione, permane uno
svantaggio economico e organizzativo dato dalla differenza in voci contrattuali diverse (a partire da quelle differite e indirette) quantificabile intorno al 20%. Tutto ciò in presenza di
retribuzioni in ogni caso già modeste in partenza anche per effetto del fatto che si tratta di
lavoratori in gran parte “part time”.
Inoltre riteniamo gravissimo che un committente il cui azionariato è a maggioranza
pubblico (Comune di Roma) assegni un suo appalto ad un’azienda che applica un
contratto di lavoro “pirata”, quale è da considerarsi a tutti gli effetti quello sottoscritto da un
sindacato e da una parte datoriale non rappresentative del comparto dei Contact Center in
outsourcing, che di fatto fa dumping nel settore dei call center.
Tutto questo mentre il Ministro del Lavoro convoca le scriventi Organizzazioni Sindacali
per il 14 ottobre per aprire un tavolo sul settore dei call center e, proprio pochi giorni fa,
presenzia alla firma dell’Accordo sulla Rappresentanza tra Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e
INPS, confermando così di voler lavorare per sgombrare il campo dai contratti pirata e
riconoscere il ruolo della contrattazione ai soli sindacati e controparti maggiormente
rappresentativi.
In questi ultimi mesi sono stati oltre una decina gli accordi sottoscritti relativamente alla
clausola sociale nel settore call center in ottemperanza alla normativa vigente, alcuni
proprio nel settore energia come ad esempio Enel, sarebbe paradossale che il primo
mancato accordo del settore avvenisse proprio per un appalto di una committente a
maggioranza pubblica.
Del resto per risolvere la questione basterebbe pochissimo, e cioè che l’azienda
subentrante Numero Blu applicasse il CCNL TLC a questi 124 lavoratori, cosa che è la
normalità nei cambi appalto del Settore.
Per questi motivi Le chiediamo di dare visibilità a questa vertenza, che rischia di privare
124 persone in una prospettiva realistica addirittura del loro posto di lavoro e di infliggere
un duro colpo alla lotta al dumping nel settore di call center.
Da parte nostra, proseguiremo con tutte le iniziative necessarie e con la mobilitazione
delle lavoratrici e dei lavoratori, per la reale tutela occupazionale e a garanzia dei diritti
economici e normativi dei lavoratori impattati dalla clausola sociale di Acea.
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL