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29 Luglio 2025 Telecomunicazioni - Richiesta incontro

Egregio Presidente,
come Fistel Cisl nel condividere gli obiettivi delineati nel Manifesto per la Crescita Digitale dell’Italia promosso da Asstel, riteniamo necessario individuare gli strumenti utili a rilanciare un settore vitale ma oggi attraversato da gravi difficoltà strutturali.
La filiera delle telecomunicazioni costituisce un’infrastruttura strategica, occupa circa 200.000 persone e sostiene quotidianamente la trasformazione digitale del Paese.
Tuttavia, come evidenziato nel Manifesto, la sostenibilità economica e occupazionale dell’intero comparto è oggi minacciata da criticità sistemiche. In questo contesto, riteniamo essenziale un confronto strutturato con l’Autorità che Lei presiede.
In particolare, condividiamo le seguenti priorità:
● Un quadro regolatorio stabile ed equo, a livello nazionale ed europeo, capace di garantire pari condizioni di mercato tra operatori tradizionali e nuovi soggetti (OTT, hyperscalers). L’attuale asimmetria normativa e regolatoria penalizza chi investe nel territorio italiano, mentre favorisce modelli competitivi che sfuggono a qualunque obbligo infrastrutturale, contributivo o occupazionale.
● Politiche di sostegno agli investimenti in infrastrutture digitali, incluse misure che rendano meno onerosi e più attrattivi gli interventi privati, in coerenza con gli obiettivi di sovranità digitale, sicurezza delle reti e resilienza dei sistemi. È fondamentale riconoscere il valore strategico degli investimenti in connettività avanzata, anche attraverso ritorni certi e incentivi mirati.
● Revisione della politica sulle frequenze, per renderla coerente con la reale redditività dei servizi e competitiva rispetto a quanto già attuato in altri Paesi europei. L’attuale livello degli oneri rischia di compromettere ulteriormente la sostenibilità del settore.
● Riconoscimento del settore come ad alta intensità energetica, con accesso a meccanismi di compensazione oggi riservati ad altri comparti industriali. Le imprese delle telecomunicazioni devono poter affrontare i costi energetici – oggi tra i più alti in Europa – in un quadro normativo che premi l’efficienza e favorisca la transizione verde.
● Trasformazione e rilancio del settore dei call center, oggi fortemente penalizzato dalla digitalizzazione dei servizi e dalla concorrenza sbilanciata degli OTT. Riteniamo urgente una revisione della normativa che includa misure di riqualificazione professionale, la promozione di un nuovo modello economico fondato su servizi a valore aggiunto e una maggiore equità nei modelli di assistenza (es. obblighi estesi anche alle piattaforme digitali).
● Promozione del lavoro qualificato come leva di innovazione, con politiche industriali che investano in formazione continua, aggiornamento professionale e strumenti di flessibilità sostenibile. Non si può immaginare una crescita duratura delle imprese senza il contestuale sviluppo delle competenze e della qualità dell’occupazione. In questo ambito sarà importante rifinanziare lo strumento della solidarietà espansiva e lavorare per trovare ammortizzatori sociali attuali che rispondano alle esigenze di una filiera delle tlc sempre più digitalizzata e permeata di AI. Non ultimo sarà fondamentale che il CCNL TLC sia riferimento del settore per evitare fenomeni di dumping che incidono su qualità e costo del lavoro.
● Rafforzamento della rappresentanza unitaria e inclusiva nella filiera, per consentire un dialogo sociale autentico, fondato sulla partecipazione dei lavoratori ai processi di trasformazione. Le scelte che incideranno sul futuro digitale del Paese devono fondarsi su un confronto strutturato tra istituzioni, imprese e parti sociali.
Appare evidente come il ruolo dell’Autorità da Lei presieduta sia cruciale per indirizzare verso un indispensabile rilancio la filiera delle telecomunicazioni agendo sulle leve appena indicate.
Solo l’azione dell’Autorità può consentire di armonizzare, a titolo esemplificativo, le regole di tutela del consumatore e la disciplina dei servizi di assistenza alla clientela, che si articolano in modo differenziato nel mercato digitale e penalizzano gli Operatori di telecomunicazioni prevedendo in capo ad essi obblighi ben più onerosi e pervasivi di quanto non avvenga per altri attori del mercato dei servizi digitali non soggetti ad autorizzazione in base al Codice delle Comunicazioni elettroniche. In tal senso, esprimiamo apprezzamento rispetto all’iniziativa intrapresa da codesta Autorità in relazione alla proposta di estendere il regime di autorizzazione anche ai Content Delivery Network.
Sempre nelle competenze dell’Autorità rientra la possibilità di elaborare meccanismi di assegnazione delle frequenze che superino gli schemi adottati sinora, che hanno condotto ad un grande esborso degli Operatori che ha inevitabilmente penalizzato poi la loro velocità di investimento nelle nuove reti. Richiedere che le prossime procedure di assegnazione non si basino su aste alla massima offerta economica ma valorizzino impegni industriali che producano una infrastrutturazione all’avanguardia per il Paese appare una scelta innovativa ed auspicabile per creare valore industriale per l’intera economia nazionale, che noi condividiamo.
Ci auspichiamo anche un ruolo di supporto alle richieste della filiera in altri ambiti operativi che influenzano pesantemente l’operato degli attori della filiera delle telecomunicazioni, come è quello dell’energia.
Alla luce di queste priorità condivise, chiediamo di poterLa incontrare per avviare un confronto costruttivo su questi temi, offrendo la nostra piena disponibilità a contribuire – con competenza e responsabilità – alla definizione di un’agenda strategica per il rilancio del settore.
Certi della Sua attenzione e disponibilità, restiamo in attesa di un gentile riscontro.
Distinti saluti.
Il Segretario Generale Fistel Cisl Alessandro Faraoni

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