


Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato in più occasioni, sia nel confronto aziendale che nelle sedi
istituzionali come la decisione di Telecontact in merito all’applicazione contrattuale non sia coerente con
quanto stabilito nel rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. La parte speciale Crm/Bpo è nata per dare
risposte, puntando alla salvaguardia occupazionale nelle aziende che operano su attività di assistenza alla
clientela in regime di appalto, schiacciate da una competizione su gare al massimo ribasso e applicazioni di
contratti “pirata” che riducono diritti e salari delle persone.
Telecontact è una azienda del gruppo Tim, le cui azioni sono detenute al 100% da Tim, e che lavora
esclusivamente, ed in monocomittenza, su attività TIM. Una azienda interamente controllata anche nella
gestione organizzativa e direzionale, come dimostra anche l’ultima riorganizzazione del management, in
cui dipendenti Tim hanno assunto gli incarichi di responsabilità dentro Telecontact.
A questo si aggiunge l’azzeramento di tutti gli accordi sindacali, raggiunti in oltre 20 anni di contrattazione
che hanno comportato significativi miglioramenti nell’organizzazione del lavoro, nel salario, nei diritti e
nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle persone.
Le scelte aziendali comporteranno dal 1 di aprile, data simbolica in cui si è svolta la giornata di sciopero
con manifestazioni nei territori coinvolti, riduzione del salario e peggioramento delle condizioni lavorative,
che non hanno risparmiato nemmeno le lavoratrici ed i lavoratori “fragili”.
Una adesione così importante, alle iniziative di sciopero, dovrebbe far riflettere l’azienda sul senso di
rabbia e sfiducia che pervade il proprio personale dipendente, spingendola a riportare il confronto nella
tradizione del buon sistema di relazioni sindacali, che ha caratterizzato la contrattazione tra le parti sociali
fino a meno di un anno fa.
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil invitano l’azienda a rimettere le lancette indietro
di qualche mese, ripristinando le condizioni per un confronto, anche serrato ed acceso nel merito, ma in un
clima sereno e scevro da azioni unilaterali, che non fanno altro che spostare il confronto dai normali tavoli
relazionali, alle piazze, alle sedi istituzionali ed alle aule di tribunale. Il senso di responsabilità delle
organizzazioni sindacali non è mai mancato, in oltre venti anni in questa azienda, e non mancherà
nemmeno in futuro.
Roma, 2 aprile 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL FISTEL CISL UILCOM UIL