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05 Gennaio 2024
Telecontact Center - Matrici enterprise situazione incomprensibile
Il giorno 3 gennaio 2024 si è svolto l’incontro sindacale tra TCC, Segreterie Nazionali di Categoria, e le Rsu di Tcc.
L’ordine del giorno prevedeva due punti:
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Sistema antifrodi
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Esame congiunto matrici canale Enterprise
Sul sistema antifrodi, l’azienda ha esposto l’esigenza di poter addivenire ad un accordo in merito alla gestione antifrodi interne che, attraverso un sistema informatico di controllo, operi nel rispetto delle normative di legge a tutela del patrimonio aziendale e dei lavoratori.
Accordo raggiunto tra le parti, attraverso l’esposizione del processo antifrode, delle valutazioni e domande delle Segreterie Nazionali ed Rsu che hanno permesso di rimuovere qualsiasi dubbio sulla possibilità di con-trolli a distanza nei confronti del singolo lavoratore.
Accordo che viene realizzato sulla scorta di quelli già precedentemente realizzati nel gruppo TIM sullo stesso argomento, ovvero art.4 legge 300 del 1970 che regola il controllo a distanza e Regolamento UE 2016/679: liceità, correttezza e trasparenza, pertinenza, e, minimizzazione del garante della privacy.
Il secondo argomento più semplice sulla carta, riguardava l’esame congiunto previsto dal CCNL TLC quando ci si trova davanti ad un cambio d’orario, si parlava di riorganizzazione delle matrici del canale Enterprise.
La ratio che ha portato a questa riorganizzazione, deriva dal fatto che TIM non ha vinto la gara d’appalto della pubblica amministrazione Consip 9, la stessa TIM nei mesi scorsi ha reinternalizzato attività di TCC sempre del canale Enterprise riportandole in azienda, per cui in TCC per effetto di quanto sopra sono stati spostati circa 70 lavoratori dal canale Enterprise verso il mondo Sme e chi è rimasto nel canale Enterprise necessitava di una rivisitazione delle matrici turnistiche a garanzia del servizio nella fase di transizione verso Vodafone come previsto dalla normativa per un tempo massimo di 18 mesi.
La proposta iniziale aziendale, esposta alle organizzazioni sindacali ed alle Rsu convocate per questo esame congiunto (4 Rsu presenti su 5 convocate) per quanto riguarda le scriventi necessitava di una serie di modi-fiche per poter migliorare la struttura di questa nuova matrice turnistica che avrebbe avuto impatto diretto sulle lavoratrici e lavoratori del canale Enterprise.
Le modifiche richieste dalla parte sindacale tutta, frutto di una puntuale conoscenza dell’organizzazione del lavoro, dopo un confronto in alcune parti anche molto acceso venivano in larga parte accolte da TCC e su una residua minima parte si rimandava ad una verifica sul campo per poterne accogliere la restante parte.
Come da prassi l’azienda ha redatto un verbale d’esame congiunto nel quale formalmente si dava atto che il confronto si era tenuto allegando il nuovo modello frutto della discussione della giornata.
Il testo trovava la condivisione delle scriventi subordinata ad un passaggio assembleare, mentre una terza organizzazione sindacale rilasciava una dichiarazione che a nostro parere non coglieva minimamente lo spirito del confronto, ma travalicava in valutazioni rivendicative di carattere generale che poco avevano a che fare con un esame congiunto il cui unico obbiettivo era per le scriventi il migliorare le condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori. Viene da chiedersi perché abbia partecipato sino alla fine del confronto di merito se aveva già deciso che a prescindere dal risultato finale avrebbe fatto una dichiarazione di voto con-trario.
Dopo le dichiarazioni delle Segreterie nazionali, si è passati al voto delle Rsu convocate per le matrici Enter-prise ed come abbiamo scritto nel titolo del comunicato è accaduto qualcosa di incomprensibile, ovvero 4 Rsu presenti su 5 convocate, una Rsu ha votato favorevole e 3 (la cui appartenenza di sigla è chiara) si sono astenute, rendendo l’esame congiunto chiuso in modo negativo e con esso le relative modifiche ottenute anche dal confronto con le stesse Rsu che si sono astenute.
Troviamo a dir poco imbarazzante l’interpretazione che viene data dalla Uilcom sul voto delle Rsu, hanno una idea del voto molto personale, 1 si e 3 astenuti non esprimono una maggioranza favorevole, il testo unico della rappresentanza recita che le decisioni vengono assunte dalle Rsu a maggioranza.
Qualcuno, facendo male i conti, pensava che con l’astensione si desse comunque il via tenendosi le mani libere, scaricando le responsabilità sull’unica Rsu che ha avuto il coraggio di votare favorevole, invece così, come già comunicato da TCC a fine riunione, l’azienda partirà in modo unilaterale alla fine di gennaio con quello che riterrà più congruo alle sue esigenze.
La democrazia esige il rispetto del risultato di una libera espressione di voto, ma questo non impedisce alle scriventi di ricordare che quanto accaduto pare essere una situazione dove si antepongono gli interessi di sigla a quelli dei lavoratori.
Fare l’interesse dei lavoratori, impone saper distinguere di volta in volta su quale piano si sta lavorando, se su quello generale che determina il futuro di una azienda, come il piano industriale che abbiamo contrastato sin dal primo momento, oppure se siamo sul piano delle esigenze organizzative legate ad obbiettivi come in questo caso di corto respiro ma che, impattano da subito sui lavoratori, non crediamo faccia bene mettere insieme le questioni che paralizzano il tavolo e lasciano mano libera all’azienda.
Le segreterie nazionali di SLC-CGIL E FISTEL-CISL stanno seguendo da vicino l’evoluzione di TCC come di tutte le altre aziende del Gruppo all’interno di un piano industriale sul quale abbiamo espresso la nostra forte contrarietà da tempo, un giudizio negativo a cui fa subito seguito la ricerca di un percorso che sia comunque garante del futuro occupazionale dei lavoratori del Gruppo TIM, a partire da quelli di TCC che, da sempre forniscono un servizio del quale la TIM del futuro non potrà fare a meno.
Ed è nel solco delle garanzie per i lavoratori che ci muoveremo per ottenere un confronto con quel Ministero che oltre ad avere dato il via libera allo scorporo della rete si è fatto garante della tenuta occupazionale per tutti i lavoratori del Gruppo TIM, garanzie che ora dovranno essere esplicitate ad un tavolo con il sindacato.
Ci confronteremo a breve in assemblea con i lavoratori del canale Enterprise per farli esprimere con un voto sulla bontà del risultato che avevamo ottenuto e che per volontà di qualcuno non potrà essere applicato lasciando mano libera all’azienda.
Roma, 5 gennaio 2024
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTEL-CISL
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