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08 Febbraio 2022
Tim - Richiesta incontro presidente parlamento europeo
Egr. Presidente Antonio TAJANI,
con la presente vogliamo rappresentarle la complicata e preoccupante situazione del Gruppo Tim, il pericolo di un suo smembramento, ed in più generale le possibili ricadute negative di tale operazione sull’intero settore delle TLC, uno dei comparti nevralgici e maggiormente strategici del Paese.
Durante il suo importante percorso politico – istituzionale Ella ed il suo partito si sono sempre battuti per difendere l’azienda TIM e le sue importanti peculiarità tecnologiche e strategiche, le sue dichiarazioni pubbliche del 24 novembre scorso a Strasburgo, e quelle di molti componenti del suo partito in queste ore, vanno in questa direzione.
Non è utopistico mantenere l’operatore ex incumbet verticalmente integrato, con le corrette applicazioni di trasparenza e parità di accesso, lo dimostrano nei fatti grandi Paesi Europei, nostri importanti partner nella Ue, come la Francia e la Germania che hanno preservato l’unicità dei loro ex monopolisti consolidando e stabilizzando l’azionariato con importanti partecipazioni dello Stato tramite la loro CDP.
Il 2 dicembre us. siamo stati ricevuti dai Ministri Giorgetti e Colao ed abbiamo rappresentato la nostra preoccupazione, ci avevano assicurato, vista la rilevanza e la complessità della situazione, non solo il loro impegno ma anche di realizzare un celere aggiornamento sulla evoluzione del contesto riconvocandoci a breve, purtroppo ciò ad oggi non è avvenuto.
Nel frattempo, i maggiori azionisti del Gruppo TIM, Vivendi e CDP (Stato), hanno dato mandato al neo Amministratore Delegato Labriola di presentare il nuovo piano industriale il 2 marzo, tra pochissimo, accelerando, in maniera significativa, le tempistiche.
Nei giorni scorsi, abbiamo incontrato il dott. Labriola, che rispetto alle nostre sollecitazioni ha cercato di circostanziare la necessità di realizzare questo eventuale intervento, ovvero il superamento dell’operatore verticalmente integrato, per il bene dell’azienda. Non ci ha assolutamente convinto tant’è che il 23 febbraio abbiamo indetto uno sciopero nazionale di otto ore, in tutto il gruppo TIM, con presidi regionali ed uno presso il Ministero dello Sviluppo Economico a Roma.
Illustrissimo Presidente Tajani, noi riteniamo convintamente che una tale operazione, di estrema rilevanza per il PAESE, non può vedere le Istituzioni ed i Partiti semplici osservatori.
Le chiediamo quindi, vista la sua grande sensibilità istituzionale e l’impostazione del suo Partito che Lei coordina, di poterla incontrare al fine di evitare uno scempio per il Paese, difendere l’univocità dell’azienda TIM, gli attuali livelli occupazionali composti ad oggi da ben 42.000 lavoratrici e lavoratori e da altrettanti nel grande indotto.
Distinti Saluti
Le Segreterie nazionali
SLC CGIL – FISTEL CISL – UILCOM UIL
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