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19 Febbraio 2020 Tlc - Studio i-com uno spot per iliad ma la realtà del settore è nella relazione agcom al parlamento

Apprendiamo con molto stupore l’analisi sulla competitività nel settore delle TLC a cura di
I-COM e soprattutto sul ruolo decisivo che avrebbe avuto ILIAD sul versante della
concorrenza, della soddisfazione del cliente, sull’economia nazionale e sull’occupazione.
L’Italia da oltre un decennio è il Paese Europeo dove c’è più concorrenza nella telefonia
mobile e dove, l’ex Incumbent, ha perso più quote di mercato nel fisso rispetto agli altri
Paese Europei.
Quando in Italia nasce la “ipercompetizione” e i clienti erano i più soddisfatti d’Europa. ILIAD
era un anonimo operatore di oltralpe, la sua discutibile presenza come 4° operatore di TLC è
arrivata grazie ad una ingiustificabile imposizione (speriamo leale) della Commissione
Europea in un mercato già saturo e deregolamentato.
La presenza di Iliad nel nostro Paese ha spinto tutte le imprese ad una riduzione dei prezzi,
dei ricavi e della marginalità, condizionando pesantemente la capacità di investimenti e
pregiudicando l’innovazione e le tecnologie.
Dallo studio di I-COM - magari eterodiretto - sembra si voglia far passare il messaggio che
Iliad sia l’operatore che ha cambiato il modello sociale di comunicazione nel nostro Paese,
che ricordiamo per rispetto dei fatti, essere avanzato, innovativo, affidabile, sicuro e con una
penetrazione di SIM tra le più alte a livello globale.
Inoltre i dati economici ed occupazionali che leggiamo nel rapporto danno una visione
distorta e distante da ogni ragionevole parametro di realtà, basta leggere la relazione
annuale che l’AGCOM presentata al Parlamento per rendersi conto di quanto sia critica la
situazione economica –finanziaria del settore delle Telecomunicazioni, altro che potenzialità
di crescita nel breve medio periodo.
Il settore delle TLC è in profonda crisi per una politica di competizione aggressiva già prima
dell’ingresso di Iliad nel mercato italiano, oggi questo fenomeno è ancora più accentuato per
il dumping commerciale imposto da Iliad grazie ad una azienda con bassi costi di esercizio,
una struttura con poche centinaia di lavoratori, con un indotto fatto di lavoratori precari, uno
spropositato utilizzo di appalti e subappalti e che grazie alle norme europee può utilizzare a
prezzi agevolati le infrastrutture degli altri operatori.
Questi dati esemplificativi in possesso del Sindacato smentiscono in modo inequivocabile lo
”pseudo rapporto di I-COM”; l’impiego di nuova occupazione a seguito di investimenti
miliardari, di cui non abbiamo prova, e che viene stimata in circa 34.000 nuovi posti di lavoro
è una notizia priva di qualsiasi fondamento, è vero invece che il settore per reggere la
competizione ha dovuto responsabilmente gestire migliaia di esuberi scaricandone i costi
sulla fiscalità generale, e dovrà continuare a gestire il rischio occupazionale per il prossimo futuro in tutta la filiera delle TLC.(vedi Telco, call center, fornitori di apparati e appalti di
Rete).
Purtroppo ad oggi l’unico driver strategico di Iliad è quello di sottrarre clienti agli altri operatori
ed ostacolarli nelle politiche di investimento, innovazione e sviluppo, invocando l’intervento
della magistratura e delle associazioni dei consumatori per rallentare il processo di
digitalizzazione con gravi danni all’economia del Paese.
Sfidiamo Iliad in un confronto sindacale per verificare i risultati e i dati diffusi che secondo la
nostra visione sono distorsivi del mercato e della concorrenza, sia per il rispetto delle
imprese che si sono accollate enormi investimenti in questo Paese e sia per la tutela dei
lavoratori di Iliad sprovvisti di qualsiasi accordo aziendale, di regolamentazione normativa, di
sicurezza sul lavoro, di turnistica condivisa, di agevolazioni e benefit e premio di produttività.
In conclusione riteniamo che Iliad non può vantare nessun impatto rilevante sull’economia
del Paese, anzi ha generato un pesantissimo dumping di sistema che ha contribuito a
precarizzare le condizioni dei lavoratori ed a rallentare il processo di digitalizzazione di cui ha
bisogno il Paese.
Iliad, come già accaduto per H3G, resterà vittima di un sistema economico insostenibile in
quanto non è in grado di remunerare il capitale investito mettendo a rischio anche i propri
lavoratori.
Siamo convinti, che la difficile condizione di mercato scaricherà i suoi effetti anche su Iliad e
sui lavoratori, pertanto chiediamo ai vertici aziendali di convocare le OO.SS. ai sensi
dell’art.1, lettera E del CCNL, per avviare una ricognizione della situazione aziendale a tutela
dei lavoratori e per informarli sulla reale situazione del settore che è molto diversa dalla
propaganda aziendale.
Roma,19 febbraio 2020
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC CGIL - FISTEL CISL -UILCOM UIL

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