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05 Giugno 2020 Transcom - Situazione aziendale

Si è svolto in data 4 Giugno un incontro tra i vertici italiani di Transcom Worlwide SA guidati
dall'Amministratore Delegato di Transcom Italia Gianluca Gemma e le Segreterie nazionali di Slc Cgil,
Fistel Cisl, Uilcom Uil per discutere su andamento e prospettive dell’azienda a seguito della perdita della
commessa Inps.
Transcom Italia nel corso del 2019 ha ridotto di circa il 50% il fatturato ed il numero di addetti a seguito
della aggiudicazione delle attività di customer Inps ad altri fornitori. La clausola sociale ha garantito piena
continuità occupazionale alle lavoratrici ed ai lavoratori operanti sulla commessa, ma al contempo
Transcom, a seguito del dimezzamento del personale sociale e del fatturato ha dovuto mettere in campo
un importante piano di sviluppo per rilanciare la società in Italia.
Per la multinazionale svedese il mercato italiano resta punto di riferimento centrale per i piani futuri del
gruppo, pertanto l’azienda, in coerenza con un ambizioso piano di rilancio e sviluppo, ha puntato su
nuovi manager nel settore commerciale per intensificare acquisizioni di attività di mercato in ambito
customer e non solo, consolidando la società nel mercato italiano. L’obiettivo di Transcom sarà quello di
provare ad aumentare il proprio fatturato nel ambito dei servizi di contact center, sia partecipando ad
importanti gare di appalto in corso e future, sia valutando l’acquisizione diretta di segmenti di mercato.
Nel mettere in campo questo piano la società ha dichiarato di voler puntare ad attività ad alto valore,
che garantiscano marginalità, al fine di promuovere un modello concorrenziale nel settore dei customer
care basato sulla qualità fornita e non sul ribasso nell’offerta economica.
Le Segreterie Nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil nel salutare positivamente il piano presentato
dall’amministratore delegato di Transcom Italia, hanno dichiarato la loro soddisfazione per le garanzie
offerte dall’azienda sulla propria permanenza in Italia e sul piano di sviluppo presentato, apprezzando la
volontà dichiarata di considerare centrale un sano sistema di relazioni sindacali.
Il settore dei contact center in Italia, considerata attività produttiva essenziale nei DPCM emanati, ha
continuato a garantire servizi e qualità in piena pandemia. Terminata l’emergenza bisognerà ripartire da
questo per rivedere le regole di un settore martoriato da gare al massimo ribasso, dumping e
delocalizzazione. Promuovere un sistema competitivo basato sulla qualità del servizio erogato e non sui
ribassi dei prezzi offerti, con le garanzie occupazionali fornite da una sempre più consolidata “clausola
sociale” devono essere i punti di partenza per rilanciare un settore che in Italia occupa migliaia di
lavoratrici e lavoratori.
Roma, 5 giugno 2020
LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

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