


Il 18 giugno si è svolto il secondo incontro “triangolare” fra OO.SS. e le dirigenze di British Telecom Italia e Accenture sul destino del call center di Palermo a seguito della decisione di BT di cessare con largo anticipo il contratto in essere con Accenture per la gestione del customer care. Purtroppo si deve registrare un ennesimo incontro interlocutorio nel quale nessuna risposta è stata data alla richiesta avanzata al committente di garantire la totale continuità occupazionale per tutti e 260 dipendenti Accenture di Palermo. La proposta di aggiornare il tavolo a fine luglio appare anzi l’ennesimo tentativo dilatorio per evitare di affrontare il vero nodo di tutta la vicenda: fatta salva la libertà del committente di scegliere un fornitore piuttosto che un altro, questa scelta non può e non deve avvenire sulla base della mera contrazione dei diritti, del salario e dell’occupazione dei lavoratori. Se non ci fosse una risposta affermativa alla richiesta di continuità occupazionale e di mantenimento dell'intero perimetro occupazionale sarebbe chiaro come la vicenda del call center di Palermo (che è stato oggetto di una cessione di ramo da BT ad Accenture qualche anno fa) andrebbe inquadrato in un contesto di mero processo espulsivo da parte di British Telecom. Purtroppo una storia già vista. Mai come in questo momento SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL hanno intrapreso con forza la strada della regolamentazione del sistema degli appalti. Troppo spesso dietro la libertà di impresa si cela la semplice politica delle grandi committenze di scaricare sul mondo degli appalti semplici politiche di contenimento dei costi. Quella del call center Accenture di Palermo ha tutta l’aria di essere un “caso di scuola” delle distorsioni del mercato del customer care in Italia. Per parte nostra non permetteremo che la vicenda di Palermo si chiuda con l’ennesima contrazione occupazionale. Sappia bene British Telecom che porteremo questa vicenda all’attenzione di tutte le Istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, a partire dal Ministero del Lavoro, con le quali proprio in questi giorni si sta provando a dare risposte fattive al problema degli appalti. Sarebbe triste e sconfortante se, proprio nel momento in cui l’opinione pubblica e la politica hanno capito a pieno l’importanza di dare una dimensione industriale piena al mondo dl call center, fosse proprio una importante realtà del settore come BT a mettersi in una posizione retriva che non lasceremo passare sotto silenzio. Nelle scorse ore si sono svolte le assemblee nella sede di Palermo per decidere con i lavoratori il percorso della vertenza e le iniziative più opportune per rendere di pubblico dominio questa vicenda. Nel frattempo le Segreterie Nazionali si attiveranno per chiedere la convocazione urgente di un tavolo di crisi presso il Ministero del Lavoro.
Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL
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