


Si è svolto ieri, 18 settembre, l’incontro tra Slc Fistel Uilcom le RSU e i vertici aziendali con riferimento alla procedura di licenziamento di 147 unità avviata unilateralmente dall’azienda in data 9 settembre u.s.. In premessa, l‘Amministratore Delegato ha riepilogato una serie di dati inerenti le difficoltà del settore, evidenziando i cali di fatturato di tutto il settore, delle singole aziende e di BT, agganciando le difficoltà esistenti al perdurare della crisi economica che ha investito il Paese. Di seguito sono stati illustrati gli interventi progettati dai vertici aziendali per produrre una riduzione dei costi a fronte delle perdite di fatturato registrate, elencando un ridondante elenco d’interventi sulle voci di costo accompagnate dal risparmio percentuale che l’azienda si prefigge di realizzare. L’insieme dei dati forniti non rappresenta assolutamente un piano strategico finalizzato a rilanciare l’impresa ma un progetto “ragionieristico” tarato su numeri e non accompagnato dagli interventi da realizzare. Alla fine di questa succinta presentazione, l’Amministratore ha riconfermato che tutti gli interventi presentati non sono sufficienti a garantire la sicurezza aziendale e pertanto è necessario licenziare 147 unità e che non sono possibili soluzione diverse. Anche la comunicazione sui licenziamenti è stata fatta con piglio contabile trascurando che dietro i numeri si celano persone in carne ed ossa che tanto hanno dato all’azienda in questi anni, contribuendo in maniera fondamentale ai risultati dell’impresa. Finita la comunicazione, l’Amministratore Delegato ha dichiarato di avere un altro appuntamento ed ha abbandonato il tavolo lasciando tutti i presenti nello sgomento più totale. Le Segreterie Nazionali hanno dichiarato, alla delegazione aziendale rimasta al tavolo, il proprio sdegno per il comportamento tenuto, ricordando che in questi anni nessun operatore telefonico ha, nonostante le difficoltà presenti, fatto licenziamenti unilaterali preferendo governare le difficoltà attraverso soluzioni costruite con il consenso dei lavoratori. Per questo hanno affermato che, in assenza di un ritiro della procedura di
licenziamento avviata, nessuna trattativa sarà possibile e lo scontro frontale con i
lavoratori sarà l’unica strada percorribile visto l’atteggiamento aziendale assunto.
E’ evidente, infatti, che il progetto illustrato non mette in sicurezza l’azienda, non
garantisce il resto dell’occupazione ma si limita a gestire il transitorio nell’inutile
speranza che le cose possano cambiare. Tale atteggiamento comporterebbe una
lenta agonia dell’azienda che anno dopo anno sarebbe costretta a ridurre i costi in
linea con la riduzione dei ricavi sino a uscire completamente dal mercato delle
TLC.
Visto lo scenario le Segreterie Nazionali, congiuntamente alla delegazione
trattante, hanno deciso di aprire le procedure di raffreddamento per avviare tutte le
iniziative di lotta necessarie a far compiere ai vertici aziendali una decisa
inversione di rotta.
I lavoratori sapranno dare una risposta adeguata alle scelte, sbagliate, messe in
campo dall’azienda.
Nel contempo è stato richiesto al Ministero dello Sviluppo economico di convocare
le parti per trovare una soluzione diversa alla decisione aziendale di licenziare il
personale.
E’ ora indispensabile avviare una campagna di assemblee per portare a
conoscenza di tutti i lavoratori lo stato della vertenza in corso e preparare le
iniziative di lotta che saranno proclamate nei prossimi giorni.
E’ evidente che la sopravvivenza dell’azienda e la tutela di tutta l’occupazione
dipenderanno dalla riuscita delle iniziative di lotta e dalla capacità dei lavoratori di
imporre scelte diverse a un management incapace di scommettere sul futuro
insieme ai collaboratori che hanno garantito i buoni risultati del passato con
sacrificio e dedizione.
Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL, UILCOM‐UIL