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28 Novembre 2013 Bt Italia - Riduzione del personale

In data 27 novembre si è svolto il previsto incontro presso il Ministero del Lavoro tra

SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL nazionali e territoriali, unitamente al

Coordinamento delle RSU nazionali e British Telecom Italia assistita da

Assolombarda e da Unindustria di Roma.

La data segnava anche il termine della procedura per i licenziamenti collettivi avviata

unilateralmente dall'azienda.

Il capo del personale e la linea HR, hanno dichiarato che nell'ultima settimana le

adesioni dei lavoratori sono passate da 49 a 55, numero ancora insufficiente rispetto

agli obbiettivi per cui l'azienda sarebbe passata alla fase successiva dei licenziamenti

collettivi.

Le OO.SS. hanno dichiarato la loro ferma opposizione a tale progetto contestando i

dati forniti dall'azienda anche rispetto alle disponibilità volontarie dichiarate e,

affermando che BT sarebbe unica nel panorama delle aziende di TLC a licenziare i

lavoratori senza soluzioni condivise e senza l'utilizzo di ammortizzatori che lo stesso

Ministero si è dichiarato disponibile a mettere a disposizione.

Il Ministero viste le nette distanze tra le parti ha chiesto una sospensione invitando

l'azienda ad una riflessione con loro.

La riflessione ha prodotto una nuova proposta aziendale che prevede, la chiusura

della procedura in corso per licenziamenti collettivi. L'apertura di una fase durante la

quale proporrà un esodo incentivato (mobilità volontaria col criterio della non

opposizione), con le cifre già a conoscenza dei lavoratori che decrescerebbero ogni

mese fino a metà febbraio, data ultima di accettazione delle disponibilità, con l'uscita

dall'azienda il 31 marzo. Tale proposta però spostando i tempi inciderebbe sui costi

aziendali previsti, c'è quindi l'esigenza, ha affermato il capo del personale, di

riequilibrare i costi mediante alcune "flessibilità" da introdurre in merito a ferie, ROL,

EF.

Inoltre per il personale che non aderirà all'esodo potrà essere previsto un

“demansionamento inquadramentale”.

Il sindacato e la delegazione, hanno chiesto se la proposta mettesse fine per il futuro

o, quanto meno, per un periodo di anni da concordare a dichiarazioni di ulteriori

esuberi, in tal caso ci sarebbe la disponibilità ad affrontare una discussione nel

merito dell'intera proposta ma, sul tema delle garanzie, British Telecom ha affermato

di non essere nelle condizioni di fare accordi.

E’ del tutto evidente quindi, secondo le OO.SS., che BT Italia è intenzionata a

continuare nella sua opera di riduzione del personale che va avanti ormai da anni.

Essendo la situazione delicata ed arrivata allo spartiacque decisivo, l'intera

delegazione sindacale ha deciso di fare assemblee su tutti i luoghi di lavoro per

illustrare la proposta aziendale e ricercare un mandato tra lavoratori.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

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