


Dopo l’apertura delle procedure di sciopero contro i 147 licenziamenti disposti da BT Italia, si sono svolti gli incontri previsti dalla legge 146/90 presso la sede aziendale e presso il Ministero del Lavoro. In entrambi gli incontri, SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, hanno chiesto ai responsabili di BT il ritiro della procedura per licenziamenti collettivi, e dichiarato la disponibilità a ricercare soluzioni non traumatiche e condivise, per superare l’attuale fase di crisi in maniera non cruenta. La risposta dei vertici aziendali è stata sempre la stessa, “i licenziamenti sono indispensabili”. E’ veramente sconcertante la posizione Datoriale anche alla luce del Piano Industriale presentato dall’A.D. che, ha come obiettivo, la ricerca di nuovi importanti clienti sul mercato ma si priva di professionalità che dovrebbero gestire vecchi e nuovi clienti. E’ evidente che il vero obiettivo di British Telecom, è quello di un ridimensionamento che porterà all’uscita dal mercato italiano con un danno all’occupazione pesantissimo. Per questo le Segreterie Nazionali hanno proclamato uno SCIOPERO
per l’intera giornata di giovedì 10 ottobre al fine di dare una risposta
adeguata all’arroganza aziendale.
Queste le motivazioni per le quali si effettueranno manifestazioni presso
la sede aziendale di Milano dove confluiranno i lavoratori di Torino e
presso quella di Roma dove potranno confluire i lavoratori di piccole sedi
distaccate.
Lavoratori, è necessario partecipare alla giornata di sciopero ed alla
manifestazione in maniera compatta. British Telecom si deve rendere
conto che non si possono oggi buttare in mezzo alla strada 147
famiglie, non lo possiamo consentire. E’ stato chiesto al ministero
dello sviluppo economico l’apertura di un tavolo di crisi. Dobbiamo
arrivare al tavolo con la piena riuscita dello sciopero per
salvaguardare oggi i 147, ma domani gli altri posti di lavoro.
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