


CI SIAMO !!!
Dopo una lunga attesa e anni di presunte trattative, che non hanno trovato conferme fino ad oggi, sembra imminente (entro luglio) la fusione tra WIND e H3G.
Dalle numerose indiscrezioni sembrerebbe che i rispettivi azionisti, Winpelcom e Hutchison, si sarebbero anche accordati sull'assetto manageriale del soggetto che nascerà dall'unione, che vedrebbe Maximo Ibarra nel ruolo di CEO e Vincenzo Novari nel Board.
L’operazione è molto complessa e la posta in gioco è altissima, dalle indiscrezioni apprendiamo che la fusione creerà un operatore con più di 30 milioni di clienti e un ricavato di circa 6,4 miliardi di euro e che gli attuali due operatori abbiano avviato uno studi relativo alla quotazione in borsa del nuovo soggetto che nascerebbe dalla fusione, nel frattempo, l'unico effetto concreto di queste indiscrezioni è stato il balzo di Telecom Italia a Piazza Affari.
I colloqui proseguono, e ci sembra abbastanza evidente che sia WIND che H3G stiano spingendo sull’acceleratore per chiudere questa lunga e difficile partita.
Aldilà di queste indiscrezioni di fonte principalmente giornalistica e che riguardano più da vicino il Management e la parte finanziaria, sul versante sindacale rimangono ancora alcuni interrogativi e preoccupazioni.
Non è ancora chiaro quanto influirà il debito di WIND nell’operazione complessiva, così come non sappiamo quale modello organizzativo e politico industriale sarà preso a riferimento, visto che, ci troviamo di fronte a due aziende che hanno modelli e condizioni diverse, ad esempio H3G ha una struttura di Call Center più consistente, però per la gestione delle varie attività di Rete utilizza gli appalti, mentre WIND ha una buona ed efficiente struttura di rete che si avvale del personale sociale e si è data come obiettivo l’internalizzazione di ulteriori attività di rete.
Altro punto di forza che WIND ha sempre evidenziato nei vari incontri è quello relativo alle strutture delle vendite e del commerciale, pertanto, se la fusione sarà finalizzata per la nascita di un nuovo gestore in grado di dare risposte sia sul versante industriale e quindi mantenimento/crescita occupazionale, sia sul versante commerciale, l’operazione dovrà inevitabilmente tenere conto di queste importanti e collaudate realtà presenti nelle due aziende.
Riteniamo inoltre, che gli attuali percorsi formativi su attività tecnologiche che stanno coinvolgendo tutti i lavoratori dei call center di WIND, siano probabilmente riconducibili ad una pianificazione che prevede la loro ricollocazione in altri ambiti lavorativi in previsione della fusione.
La Segreteria Regionale FISTel CISL Veneto
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