


Lunedì 27 giugno si è tenuto l’attivo unitario di SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL per valutare l’esito degli incontri che si sono tenuti tra le Segreterie Nazionali e il nuovo A.D. di Telecom Italia Cattaneo. Il dibattito si è concentrato sui seguenti argomenti:
Le dichiarazioni di un significativo taglio alle spese di 1,6 Mld nel triennio;
La posizione assunta dal Governo relativamente alla vicende ENEL e Metroweb, e alla possibile libertà degli OLO di assegnare la manutenzione e il delivery dei propri clienti ad imprese terze;
La mancata erogazione del PdR e la richiesta di pianificazione delle Ex Festività e dei ROL.
Relativamente al taglio dei costi, l’attivo unitario ritiene necessario porre una straordinaria attenzione: le dichiarazioni infatti vertono a rassicurare sulla gestione non traumatica della riduzione dei costi, tuttavia, pur condividendo la necessità di Telecom di ottimizzare i costi di gestione, l’imponenza della quantità economica dichiarata, 1,6 Mld, ci mette nelle condizioni di ipotizzare che un tale risparmio non possa avvenire senza ricadute sull’occupazione.
A peggiorare la situazione c’è il futuro industriale del gruppo in seguito alla posizione assunta dal Governo nella partita "fibra": infatti gli investimenti di Enel, nelle aree "non a fallimento di mercato" determineranno una duplicazione della rete, con conseguente perdita di valore economico e aumento del "digital divide". La situazione italiana, se confermata, risulterà così essere in Europa l’unica a contrapporre un monopolista ad un ex monopolista.
Inoltre la possibile delibera di Agcom di non lasciare all’esclusiva competenza di Telecom l’attivazione e la manutenzione delle linee di subloop affidandole anche a soggetti terzi, recependo così le richieste avanzate dagli operatori alternativi (OLO), comporterà ulteriori e gravi ricadute sull’occupazione in ambito Rete.
L’attivo unitario denuncia la grave ed incoerente scelta aziendale di non erogare il PdR ai dipendenti e contemporaneamente di riconoscere gli MBO ai Dirigenti nonché il proseguire la distribuzione delle Canvass. Il mancato raggiungimento dell’Ebitda è da attribuirsi esclusivamente alla precisa volontà aziendale di inserire nella voce di bilancio denominata "oneri non ricorrenti" spese non sostenute nel 2015 ma previste nel triennio e peggio ancora, non sostenute fino ad oggi, come le sanzioni di carattere regolatorio, 512 milioni, e gli oneri connessi ai processi di ristrutturazione e razionalizzazione, 422 milioni.
Inoltre stigmatizza la richiesta della pianificazione dei Permessi Retribuiti in quanto il loro godimento FLESSIBILE, nel rispetto delle norme stabilite dal CCNL e dal contratto aziendale del 2008, rappresentano un importante istituto di conciliazione dei tempi di vita privata e di lavoro.
Infine l’attivo unitario dopo ampio dibattito, considerata la gravità della situazione ritiene necessario avviare un percorso assembleare per confrontarsi con le lavoratrici e i lavoratori con l’obiettivo di individuare assieme le necessarie iniziative sindacali.
Contestualmente impegna le strutture Nazionali ad attivarsi per ottenere un confronto con il Governo e a promuovere un percorso relazionale con Telecom, degno di questo nome, concludendo nel più breve tempo possibile l’elezione del Coordinamento Nazionale RSU per affrontare complessivamente le gravi azioni unilaterali poste in essere dall’azienda in questi mesi e per riguadagnare un tavolo negoziale.
Le Segreterie Regionali di SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL
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