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09 Luglio 2015 Telecom Italia - Esito incontro ministero sviluppo economico

 

Il giorno 3 luglio su richiesta della FISTel e della UILCOM si è svolto l’incontro in sede ministeriale per fare il punto sul processo di societarizzazione del Caring avviato da Telecom e sul futuro industriale dell’ Azienda.

Telecom ha confermato che è in corso il progetto di societarizzazione del Caring e che l’accordo del 27 marzo - anche se ha portato un efficientamento di circa 60 mln di euro - non ha risolto il problema dei costi (Telecom perde 100 mln di euro all’anno) e nonostante le internalizzazioni non ha risolto il problema degli esuberi.

L’Azienda tra il 2013 e 2014 ha perso oltre 1 mld di euro di ricavi e l’11% di Ebitda, questa contrazione per Telecom ha effetti sull’occupazione vista l’indisponibilità dei CDS espansivi che avevano il duplice obiettivo di gestire gli esuberi e favorire la nuova occupazione per il ricambio del mix professionale.

La FISTel ha evidenziato la propria contrarietà alla societarizzazione del Caring, rammaricandosi per la mancata sottoscrizione dell’accordo del 18 Dicembre 2014 che purtroppo rende più deboli i lavoratori del Caring a seguito della modifica da parte del Governo dell’art. 4 legge 300 (controlli individuali), che sarà nella piena disponibilità dell’azienda a valle dei pareri delle commissioni parlamentari.

Per noi il Caring resta ancora un problema perché il mancato accordo ha generato un arretramento dei diritti, del salario, delle professionalità e del posto di lavoro, che bisogna assolutamente rimettere al centro della vertenza Telecom in sede ministeriale.

Come già dichiarato alla stampa nelle settimane scorse unicamente dal Segretario Generale, la FISTel ha posto il problema del cambio degli assetti azionari, la verifica sulla Rete con il coinvolgimento del Governo, la verifica del Piano Industriale 2015/2017 che con l’ingresso di Vivendi potrebbe cambiare le priorità degli investimenti, e l’impatto che l’indisponibilità degli ammortizzatori sociali possa avere sulla tenuta del perimetro occupazionale.

Per la FISTel il tavolo al MISE deve essere l’occasione - come ampiamente anticipato - dai diversi comunicati che l’Organizzazione ha prodotto durante la vertenza del Caring, per innalzare il confronto con la presenza del Ministro Guidi e della Confederazione; intorno a Telecom si deve generare una sensibilità istituzionale e politica per difendere gli interessi del Paese attraverso una chiara politica industriale che rilanci gli investimenti, favorisca il dialogo tra soggetti con interessi diversi, difenda l’occupazione e le professionalità e porti il sistema delle TLC verso gli obiettivi dell’agenda digitale in un regime di regole che non penalizzino un patrimonio di esperienze, di conoscenze e di innovazione nell’interesse della collettività.

Per fare questo è necessario che il Governo garantisca sulla politica industriale di Telecom confermando la strategicità dell’operatore integrato dei servizi di Telecomunicazioni e contenuti per salvaguardare redditività, occupazione e innovazione, favorisca il ricambio generazionale con l’utilizzo di strumenti adeguati e chiarisca definitivamente le politiche di sostegno agli investimenti sulla ultrabanda, che spesso sono state contraddittorie, istintive e insensate. Ci aspettiamo che il Governo chiarisca anche il ruolo della CDP nella vicenda Telecom e Metroweb.

La FISTel declina ogni responsabilità sulla indisponibilità di un percorso unitario che non può essere dettato da nessuna organizzazione secondo il proprio modello di pensiero; come FISTel siamo soddisfatti di come abbiamo mantenuto in questi mesi, nonostante attacchi violenti alla nostra organizzazione, la giusta lucidità e coerenza dei percorsi sindacali esclusivamente nell’interesse dei lavoratori. La vicenda del Caring ha segnato in profondità i rapporti unitari e i rapporti sul territorio, e per la prima volta ha diviso in modo netto i lavoratori.

Come FISTel siamo soddisfatti che l’incontro al MISE, anche con visioni e percorsi diversi diventi una opportunità per tutti i soggetti coinvolti al fine di trovare soluzioni che possano restituire serenità ai lavoratori e rilanciare Telecom nel difficile cambiamento in atto nel mercato delle Telecomunicazioni, puntando a salvaguardare le attività industriali tradizionali e sviluppando l’innovazione e i nuovi business per recuperare ricavi e marginalità a garanzia dell’occupazione.

Infine ci auguriamo che la vertenza al MISE superi i pregiudizi pregressi e avvii un nuovo percorso di rapporti unitari, con l’obbiettivo di arrivare ad un accordo di sistema nel medio lungo termine.

Nei prossimi giorni informeremo i lavoratori sugli sviluppi della vertenza e sul prosieguo degli incontri al MISE.

Roma, 9 Luglio 2015

La Segreteria Nazionale

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