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17 Dicembre 2015 Telecom Italia - Evoluzione settore open access

In data odierna si è tenuto un incontro fra Telecom Italia S.p.A. e la commissione Open Access congiuntamente alle Segreterie Nazionali, così come convenuto con l’Ing. Paggi nella riunione del 12 novembre c.a..

In apertura di riunione il Dott. Antilici, nuovo responsabile Wholesale, ha ribadito e ampliato le motivazioni che hanno indotto l’azienda, a seguito della delibera AGCOM, a variare la struttura organizzativa posizionando Open Access in ambito Wholesale.

Riportiamo di seguito gli argomenti trattati e i principali interventi necessari per evitare le sanzioni attualmente sospese da parte dell’AGCOM che si è riservata di valutare i risultati delle azioni messe in campo.

La realizzazione del seguente piano ha una tempistica di 18 mesi (9 + 9) con inizio lo scorso ottobre.

Alla precedente "equivalence of output" si è affiancata la "equivalence of input", così da realizzare la cosiddetta equivalence 2.0; in altre parole l’obiettivo è mirato a garantire la parità e la qualità di trattamento della clientela retail e OLO.

L’istituzione preposta (Antitrust) eseguirà la verifica del piano nel mese di giugno 2016, i risultati ottenuti andranno a determinare inderogabilmente le decisioni che verranno assunte da parte dalla stessa.

INTERVENTI

1. Rafforzamento del back-office (ASA – Delivery & Assurance) con l’implementazione entro febbraio di 300 unità, al fine di compensare la strutturale carenza di personale e in previsione delle eventuali variazioni dell’orario di lavoro, nonché la corretta assegnazioni delle WR al lunedì;

2. Il bacino di reperimento delle suddette unità è stato identificato in 105 dalle 5 sedi Customer care di Cuneo, Verona, Terni, Frosinone e Nuoro, che confluiranno in ASA;

3. Le restanti 200 unità circa saranno individuate dall’azienda attraverso il job posting; le strutture escluse sono la DA e il Caring operativo.

L’azienda ha più volte ribadito e sottolineato che la partita in gioco è molto seria e che non si possono commettere errori (come avvenuto nel passato), in attesa della negoziazione con gli organismi preposti e gli OLO; rimangono allo stato attuale alcuni punti importanti che non trovano in questo momento risposte certe, che riassumiamo a titolo esemplificativo e non esaustivo quali gli appuntamenti e il Delivery OLO.

Dinnanzi a noi un percorso di sei mesi il cui esito positivo porterà a una maggior solidità aziendale; in caso contrario non abbiamo visibilità delle conseguenze sia sul versante economico che occupazionale.

La FISTel CISL, a fronte di quanto esposto dall’azienda, ha ribadito quanto già evidenziato nella precedente riunione aggiungendo una serie di richieste:

Tenere conto nell’individuazioni del personale da ricollocare in ambito ASA e Delivery & Assurance i criteri di anzianità e carichi famigliari

Poter estendere il Job Posting a tutte le strutture inserendo quelle escluse, in particolare il Caring

Infine l’azienda ha comunicato che in questi mesi ha dato corso a ricollocazioni di personale del Caring verso altre strutture e che procederà in questa direzione cosi come previsto dal recente Accordo.

Roma, 17-12-2015

La Segreteria Nazionale e i componenti della Commissione

OPEN ACCESS FISTel-CISL

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