


In data odierna il giudice di Roma rigetta il ricorso tramite art. 28 nei confronti di Telecom Italia
che la SLC – CGIL ha promosso per contrastare gli accordi sindacali sottoscritti dalla FISTel –
UILCOM – UGL per evitare la societarizzazione del Caring.
In sostanza la SLC ha chiesto l’annullamento dell’accordo del 21 Settembre sulla mobilità
volontaria per illegittimità dello stesso, in quanto riteneva le RSU decadute per scadenza del
mandato.
Il Giudice sulla base della documentazione prodotta tra la SLC e l’Azienda ha ritenuto infondata la
richiesta della CGIL per contraddizione di merito tra quanto denunciato nel ricorso e quanto
comunicato all’Azienda sulla decadenza delle RSU.
“…Infatti la SLC in un carteggio con il Responsabile RI che dichiarava decadute le RSU scriveva ”
abbiamo forti perplessità sull’interpretazione che voi date sulla decadenza immediata delle RSU”
e successivamente, quando il Responsabile RI comunicava la permanenza delle “RSU fino al
prossimo rinnovo” la stessa CGIL in una nota alle proprie strutture enfatizzava il proprio ruolo
tanto da far cambiare idea a Telecom scrivendo : … Telecom , tornando sui suoi passi, recede da
una posizione del tutto discutibile e riconosce valide le RSU/RLS fino a nuova elezione..”
Anche chi non è esperto di giurisprudenza o di diritto, si rende conto che la SLC ha fatto tutto da
sola; ha convalidato le RSU tramite la corrispondenza con Telecom, per poi chiederne l’illegittimità
quando la maggioranza delle RSU ha sottoscritto gli accordi.
L’aggravante è stata quella di provare a mascherare il proprio fallimento sulla vertenza Telecom
addebitando a FISTel – UILCOM – UGL una forzatura delle regole democratiche e provando a
convincere i lavoratori che gli accordi sottoscritti erano privi di trasparenza e correttezza e quindi
illegittimi!!
Nel merito il Giudice di Roma riconosce che tutta la trattativa è stata condotta con la massima
serietà e competenza, Telecom ha illustrato in modo dettagliato il piano industriale, le motivazioni
alla base degli interventi organizzativi e dell’utilizzo di ammortizzatori sociali non invasivi come la
mobilità volontaria. Inoltre gli incontri avvenuti in sede Ministeriale sono la testimonianza di un
corretto percorso di relazioni sindacali orientato alla salvaguardia del perimetro industriale di
Telecom evitando la societarizzazione del Caring.
Con il decreto di rigetto cadono tutte le strumentalizzazioni poste in essere dalla SLC – CGIL, ma
soprattutto si evidenzia il naufragio di una linea sindacale contraddittoria, approssimativa,
inconcludente e incoerente con tutti gli accordi sottoscritti nel settore.
I nostri delegati e delegate possono esibire con fierezza il loro impegno, la propria determinazione
e il proprio coraggio che hanno profuso esclusivamente nell’interesse dei lavoratori, scevri da ogni
condizionamento politico, ideologico e di principio che appartiene solo alla CGIL che conferma di
essere un sindacato incapace di cambiare in un mondo che è profondamente cambiato.
FISTel – UILCOM – UGL continuano a difendere gli interessi dei lavoratori con grande senso di
responsabilità in un contesto di mercato del tutto modificato dove vengano tagliati diritti,
ammortizzatori sociali e risorse ad opera del Governo e dove il sindacato deve ricercare un
modello partecipativo se vuole continuare a svolgere un ruolo di difesa degli interessi collettivi che
non sono più garantiti per legge.
Cade anche la tesi dell’antisindacalità nei confronti dell’azienda perché la mobilità volontaria è
esclusivamente volontaria e non vincolata all’accordo del 27 marzo 2013 in quanto quell’accordo
aveva in termini di riduzione del personale un orizzonte al biennio 2013/2014.
NOI CONTINUEREMO A SVOLGERE IL NOSTRO RUOLO AI TAVOLI DI TRATTATIVA SENZA FUGGIRE
NELLE AULE DEI TRIBUNALI, CORRENDO IL RISCHIO DI “ELIMINARE” UN MODELLO SINDACALE
PARTECIPATIVO!!
A QUALCUNO LA VICENDA FIOM DOVREBBE FAR RIFLETTERE!!
Le Segreterie Nazional FISTel – Cisl - UILCOM – UIL UGL TELECOMUNICAZIONI
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