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30 Settembre 2015 Telecom Italia - La democrazia non ha bisogno della certificazione della slc

Abbiamo atteso di comprendere se i toni, nei vari territori si abbassavano, non è nostra consuetudine rispondere a provocazioni, noi ci rapportiamo su fatti concreti ed i contenuti degli accordi effettuati.

Visto però che la situazione non decanta ma il clima rimane teso, ci corre l’obbligo di fare delle riflessioni a favore della verità per gli interessi di TUTTI i lavoratori e di quei territori nei quali le nostre RSU ed i Territoriali, da giorni, subiscono un metodo di denigrazione ormai arrivato al limite della sopportazione.

Invocare a gran voce il rispetto delle regole democratiche significa spesso nascondere le proprie difficoltà nel portare avanti un progetto. Si tenta di strumentalizzare fatti, numeri, e merito degli accordi per affermare un diritto di veto che, per quanto ci riguarda, è il contrario della vita democratica.

In Telecom Italia, una organizzazione sindacale, per tentare di recuperare la sua unità interna - essendo incapace di gestire qualsiasi processo sindacale - non esita ad infangare centinaia di RSU e le altre OO.SS. che hanno sottoscritto un importante accordo (mobilità volontaria) a tutela dei lavoratori e dei loro interessi con argomentazioni strumentali al limite della calunnia.

L’accordo quadro sottoscritto al MISE e gli accordi operativi che si stanno firmando in Telecom Italia sono perfettamente coerenti con le politiche del settore e hanno un obiettivo chiaro: mettere in sicurezza il perimetro industriale e occupazionale di Telecom Italia.

La cosa incomprensibile è che accordi simili con analoghe procedure sono stati, e continuano ad essere, sottoscritti in tutte le aziende delle Telecomunicazioni anche con la firma di questa Organizzazione sindacale che invece in TELECOM ITALIA li rigetta: la SLC CGIL.

In questo scenario paradossale sorge spontanea una domanda: quali sono le motivazioni che inducono questa organizzazione a non condividere percorsi unitari?

Forse perché FISTel, UILCOM e UGL, a seguito dello stallo con le Relazioni Industriali, per la vicenda del Caring e l’avvio della societarizzazione, hanno intrapreso un confronto con il Governo tramite il Ministero dello Sviluppo economico – contro la volontà di questa Organizzazione – facendo scattare nel suo gruppo dirigente la sindrome di "lesa maestà" ?

Perché in altri tavoli relazionali con grandi aziende, si possono attuare le medesime soluzioni che invece oggi si negano in Telecom Italia?

Forte è la sensazione che occorre demolire una iniziativa politica assunta dalle altre OO.SS senza porre una minima attenzione agli interessi dei lavoratori coinvolti. Sensazione tradotta in atti concreti a partire dall’abbandono del tavolo ministeriale fino ad arrivare al boicottaggio di tutti gli atti sottoscritti fino ad oggi.

In questo contesto di illazioni, di calunnie, di disinformazione è necessario mettere in evidenza i numeri che hanno segnato l’accordo sulla mobilità volontaria;

La convocazione ha interessato 450 RSU, con un numero così significativo di RSU coinvolte può accadere che non tutti hanno la possibilità di partecipare, quindi in alcuni casi, è stato utilizzato lo strumento della delega, un istituto di rappresentanza riconosciuto dal codice civile!

1) A fronte delle 450 RSU convocate la maggioranza è stata raggiunta con 231 voti a favore !

2) Delle 450 RSU convocate erano presenti fisicamente 301 RSU di cui:

170 (FISTel –UILCOM – UGL)

131 (SLC - COBAS - SNATER – CISAL)

Maggioranza raggiunta con 170 voti a favore

Per cui in tutti e due i casi la maggioranza è stata ottenuta!

All’Organizzazione che nonostante i numeri evidenziati continua ad "agitarsi" e contestare la votazione vogliamo anche sommessamente evidenziare che delle sue 176 RSU erano assenti al grande appuntamento con la democrazia ben 61 RSU.

L’arroganza si è poi manifestata quando è stato dichiarato "senza la CGIL" gli accordi non si fanno, ne è prova la successiva lettera inviata al Ministero del Lavoro dove l’accordo di mobilità volontaria viene contestato sperando che li risieda il giudice universale.

Ma il fiume in piena non si ferma qui ed questi giorni, alle assemblee con i lavoratori, indette da questa organizzazione sindacale, le calunnie contro FISTel – UILCOM – UGL sono all’ordine del giorno. Il merito viene puntualmente strumentalizzato con esuberi inventati, futuri scenari pensionistici che mettono a rischio i lavoratori, la solidarietà difensiva come una sorta di furto, le mobilità volontarie come una forzatura di legge, tacendo invece sui controlli a distanza per i quali loro hanno svolto una dura battaglia ideologica fino ad arrivare a far bocciare l’ipotesi del 18 dicembre 2014 negando che il Governo avrebbe peggiorato la norma e che l’azienda non avrebbe mai societarizzato.

Sono stati puntualmente sconfessati dai fatti !

Continuano a parlare dell’accordo del 27 marzo 2013 vantandosi di averlo costruito e difeso, dimenticando che una stragrande maggioranza dei delegati RSU della SLC non partecipò al voto e che anche allora contestò i numeri del coordinamento nazionale dove le delegazioni di FISTel – UILCOM – UGL si assunsero la responsabilità anche dei voti mancanti della SLC.

Mai dimenticare il passato, la demagogia non aiuta!

Se non è ancora chiaro, lo ribadiamo, FISTel – UILCOM – UGL, mentre la SLC CGIL prosegue nel suo ostruzionismo, hanno il dovere di andare avanti nell’interesse dei lavoratori ai quali riteniamo interessi:

non essere societarizzati; obiettivo raggiunto con l’accordo al MISE e senza la CGIL!

poter accedere alla pensione anticipata attraverso la mobilità volontaria; obiettivo raggiunto

poter accedere alla pensione anticipata con l’art. 4 - legge Fornero (volontariamente) fino a 4 anni prima;

poter recuperare delle garanzie sui "controlli a distanza" che il Governo ha cancellato;

effettuare le riconversioni professionali dal Caring, dalla DA, dalle aree di Staff verso altre funzioni aziendali;

garantire nuove assunzioni per favorire sviluppo e innovazione.

Noi siamo convinti che questi interventi, attraverso una solidarietà difensiva da definire in modo equo e con un "sistema di riequilibrio economico" disegneranno un azienda più professionale, con un perimetro occupazionale stabile proiettata all’innovazione.

Con l’attuazione di un rinnovato e moderno modello di Relazioni industriali, dove il confronto e i suggerimenti, anche se modificano i progetti aziendali, vengano presi in considerazione pensiamo che si possa realizzare il giusto equilibrio tra gli interessi sindacali, difesa dell’occupazione e sviluppo delle competenze, e quelli aziendali, valore economico ed innovazione.

Le pagine che hanno scritto la storia di Telecom sono molto sofferte, quasi sempre alla FISTel, UILCOM e UGL sono state attribuite grandi responsabilità su tutti gli accordi che la SLC ha subito al momento di firmarli per poi rivendicarne la paternità dopo anni quando hanno prodotto risultati positivi per i lavoratori.

Questa è la dimostrazione plastica di come questa organizzazione non sia in grado di assumersi alcuna responsabilità, adesso è giunto il momento di dire con chiarezza ai lavoratori che grazie a CISL, UIL e UGL si è potuto gestire una lunghissima fase di trasformazione tecnologica e di riprofessionalizzazione in questi ultimi complicati e sofferti anni di crisi senza nessun licenziamento.

La nostra azione sindacale continua e continuerà nei prossimi anni, a tutela dei lavoratori di Telecom Italia, per mantenere unito il perimetro industriale: Caring, Rete, Staff, Informatica utilizzando politiche di confronto propositivo e lasciando ad altri turbolenti momenti di conflittualità.

Appena sottoscritto l’accordo sull’art. 4 legge Fornero, già firmato in "Olivetti" dalle categorie dei metalmeccanici con la firma anche della FIOM (non si capisce bene se le tesi di impatti negativi sulle uscite anticipate siano solo di una parte della CGIL o se la categoria delle TLC, come noi crediamo, punta a spaventare i lavoratori) come FISTel – UILCOM – UGL indiremo le nostre assemblee per raccontare nel dettaglio la verità ai Lavoratori.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

FISTEL CISL UILCOM UIL UGL TELECOMUNICAZIONI

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