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25 Marzo 2016 Telecom Italia - Leggittimi gli accordi del 27 ottobre 2015

Ieri 24 marzo 2016, siamo stati informati che il Ministero del Lavoro, ha ritenuto legittimi gli accordi sottoscritti al MISE con Telecom il 7 di Settembre e in sede aziendale il 27 ottobre 2015. Il Ministero ha effettuato tutte le verifiche tecniche e legali a seguito delle denunce della SLC – CGIL, che non avendo firmato, aveva denunciato irregolarità procedurali e tecnico legali e per questo si era rivolta ai Tribunali e alla Direzione Generale per la concessione degli ammortizzatori sociali con l’intento di bloccare gli accordi. I Tribunali, uno dopo l’altro, in poche settimane, avevano respinto i ricorsi, dichiarando formalmente corrette le procedure a seguito dell’art.28 promosso dalla SLC, mentre il Ministero del Lavoro ha esaminato dettagliatamente gli accordi e ha verificato prima la sussistenza degli esuberi e successivamente la correttezza tecnica e la trasparenza degli strumenti usati, compreso il sostegno al reddito come welfare aziendale. Abbiamo il dovere di informare i lavoratori sulla chiusura definitiva di una delle pagine più brutte della storia sindacale in Telecom, dove è legittimo avere idee e percorsi diversi sulla gestione di una vertenza, ma infangare la storia di OO.SS. che hanno contribuito in modo determinante all’evoluzione del movimento sindacale, è assolutamente indecoroso anche per i tanti percorsi unitari e frutto di una frustrazione culturale e ideologica fuori da ogni logica vertenziale. FISTel insieme a UILCOM – UGL TLC hanno agito nell’esclusivo interesse dei lavoratori, consapevoli di chiedere grossi sacrifici a difesa dell’occupazione avendo previsto che il cambiamento degli assetti azionari avrebbero portato importanti cambiamenti di scenari e incertezza per il futuro, al contrario di chi sosteneva che Telecom non aveva esuberi e manteneva un’alta redditività e che la vertenza era tutta falsa.

Con lo scioglimento positivo della riserva da parte del Ministero del Lavoro e alla luce degli eventi di questi giorni possiamo affermare che gli accordi

sottoscritti sono una trincea per continuare a difendere il perimetro industriale di Telecom e l’occupazione, senza gli accordi sarebbe stato molto più semplice per il nuovo Management avviare una profonda fase di riorganizzazione mettendo strutturalmente in discussione assets importanti come il Caring. Adesso inizia un nuovo percorso dove non è chiaro il punto di arrivo della "nuova proprietà"; la FISTel come sempre sarà vigile e disponibile sulle strategie dell’azienda e pronta ad avviare percorsi unitari che abbiano ben chiari gli obiettivi per difendere Telecom da facili speculazioni finanziarie e tutta l’occupazione, fermo restando che non parteciperemo a iniziative che puntano a conflitti sterili, improduttivi e dannosi per i lavoratori e che hanno esclusivamente obiettivi di contrapposizione politica qualora si dovessero verificare. Chiediamo a Telecom il rispetto degli accordi sottoscritti il 27 Ottobre 2015 e la continuità del piano industriale e di investimenti, rendendoci disponibili a verificare l’impatto che il nuovo modello open access a seguito degli accordi tra Telecom e AGCM e AGCOM ha sull’organizzazione del lavoro e sulle turnazioni ASA/ASO. Inoltre aspettiamo di incontrare il nuovo AD - appena sarà nominato dal CDA - per conoscere in che cosa consiste la discontinuità dichiarata dall’azionista di riferimento rispetto all’ex AD e soprattutto gli obiettivi industriali sulla Rete, su TIM Brasile, sulla media company e sulla riduzione dei costi e su tutto ciò che può impattare negativamente sull’occupazione. Sulla base di quanto emergerà faremo le nostre valutazioni e metteremo in campo le necessarie iniziative qualora registriamo pericolosi contesti che mettono in discussione Telecom, il suo modello di azienda Paese e la sua occupazione.

Roma, 25 Marzo 2016

La Segreteria Nazionale

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