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28 Marzo 2013 Telecom Italia - Piano d'impresa 2013 2014

sul piano d’impresa 2013 – 2014 con i vertici di Telecom Italia.

Un Accordo sottoscritto a seguito della votazione del Coordinamento Nazionale delle RSU che ha

visto 41 voti favorevoli, 7 voti contrari e 4 astenuti, il primo realizzato dopo la riforma degli

ammortizzatori sociali e quella delle pensioni realizzata dal Ministro Fornero, che gestisce gli

esuberi denunciati dall’azienda (3.000 per Telecom Italia e 350 per TIIT) in modo innovativo,

attraverso il ricorso a contratti di solidarietà che dovranno essere riassorbiti, nell’arco di due

anni, da internalizzazioni di attività oggi gestite all’esterno, per assicurare che trascorso questo

periodo non vi siano eccedenze strutturali di personale.

Un risultato fondamentale perché al termine di questo ulteriore biennio di ammortizzatori

sociali, la platea di lavoratori di Telecom rimarrà praticamente immutata.

L’innalzamento dell’età pensionabile ha annullato il flusso naturale che negli anni scorsi

garantiva 2500/3000 uscite l’anno, e ciò, in assenza di interventi finalizzati a garantire

l’occupazione, avrebbe determinato esuberi strutturali non più gestibili con soluzioni non

traumatiche.

Aver imposto a Telecom una discussione che determini una riallocazione delle attività tra interno

/ esterno, entrando nel merito delle scelte organizzative, assicurerà un riassorbimento degli

esuberi e la garanzia occupazionale per l’insieme del personale. In tale ambito, la soluzione

individuata per D.A., in particolare per i lavoratori del 1254, conferma questa volontà perché l’

Accordo impegna l’azienda a non licenziare il personale e a riqualificarlo nel corso del biennio,

sanando, in questo modo, una situazione drammatica che vedeva oltre 600 lavoratori confinati in

un settore destinato a ridimensionarsi drasticamente e privi di garanzie occupazionali.

Inoltre è stato congelato il progetto aziendale di costituire una società di scopo per la gestione

delle attività di Customer.

Infatti, la costituzione della società è stata sospesa per un anno e la ripresa del progetto è

condizionata a una verifica fra le parti prevista nel mese di aprile 2014.

Tale verifica dovrà riscontrare l’applicazione dei contenuti dell’Accordo quale elemento

fondamentale per accantonare definitivamente il progetto di societarizzazione dell’azienda, la

quale avrebbe proceduto a successive riorganizzazioni, dentro società di scopo, condizionate dai

bilanci che la stessa Telecom avrebbe determinato.

L’Accordo prevede anche un perimetro di gruppo immodificabile sino alla primavera del 2015:

tale impegno manterrà l’unicità aziendale, garantendo la continuità occupazionale del personale,

evitando scorciatoie che avrebbero fortemente indebolito la forza dei lavoratori.

In altre parole, la linea del sindacato ha imposto un modello che, a fronte di una

riorganizzazione finalizzata a garantire recuperi di produttività ed efficienza, obbliga l’azienda a

restare unica e a garantire l’occupazione all’insieme dei propri dipendenti, anche attraverso il

recupero di attività oggi gestite esternamente.

Le resistenze messe in campo dalle linee aziendali (che volevano mantenere inalterata la

possibilità di gestire all’esterno le attività garantendosi una “migliore qualità della vita”) sono

state sconfitte e il sindacato, nei prossimi due anni, diventerà attore co‐protagonista nelle scelte

industriali e nelle dinamiche organizzative dell’azienda. Ciò attraverso una commissione che

monitorerà i processi di internalizzazione e ne potrà individuare di ulteriori.

L’Accordo, sottoscritto in un momento in cui il settore delle TLC è duramente investito dalla

peggior crisi economica della storia recente, che sta determinando una forte riduzione del

fatturato, vedrà garantita in questo modo l’occupazione. Condizione che il sindacato ha

imposto per procedere a un’intesa con l’Azienda.

Infine, non secondario il fatto che, dentro una crisi economica senza precedenti, l’Accordo

preveda anche l’erogazione della seconda tranche del premio di risultato dell’anno 2012 (soldi

che l’azienda aveva unilateralmente deciso di non erogare) per un valore di 1000 euro non

riparametrati, e la definizione dell’intesa per il premio di risultato per il triennio 2013 – 2015 che

andrà calcolato sulla base di parametri che permetteranno di misurare l’apporto dei lavoratori ai

risultati aziendali e ridistribuire la ricchezza prodotta.

Nel merito l’Accordo prevede:

 Accordo Quadro: Delimita lo scenario per tutte le aziende del perimetro e per tutti gli

ambiti di attività aziendali. Si definiscono gli esuberi aziendali e i processi di

internalizzazione a garanzia del riassorbimento degli stessi. Gli esuberi sono gestiti

attraverso l’uscita del personale che al 31 dicembre 2011 aveva raggiunto i requisiti per la

pensione e alla data di sottoscrizione dell’Accordo, abbia raggiunto ameno 37 anni di

anzianità contributiva. Le ulteriori uscite sono previste solo su base volontaria. Il resto

delle eccedenze sarà gestito attraverso il ricorso ai contratti di solidarietà. E’ previsto un

ulteriore incontro tra le parti per la ristrutturazione delle aree di staff. Riguardo al

Customer si procederà a una verifica trascorso un anno dall’applicazione dell’Accordo per

accantonare il progetto di societarizzazione. Inoltre si è concordata l’istituzione di una

commissione finalizzata a monitorare l’effettiva reinternalizzazione delle attività definite

nell’Accordo e i sistemi di monitoraggio sul rispetto degli impegni assunti.

 Open Access: Si è definita una nuova modalità di erogazione della prestazione attraverso

l’assegnazione diretta dell’autoveicolo a tutto il personale e un sistema di franchigie che

non penalizzerà i lavoratori rispetto alla condizione attuale. Tale impostazione prevede

anche la geolocalizzazione del veicolo senza registrazione di dati e impossibilità di utilizzarli

per fini valutativi e disciplinari. Si è concordata, inoltre, la modifica dell’orario di inizio e

fine lavoro e l’introduzione di una Banca Ore vincolante. Ciò ha consentito di ridurre

complessivamente la solidarietà al resto dei settori aziendali distribuendo i sacrifici tra

tutti i dipendenti.

 Caring Services: Si è fissata una razionalizzazione delle sedi attraverso l’accorpamento di

quelle plurisede nelle grosse città nell’anno 2013, e la chiusura di quelle che non

raggiungono i 46 dipendenti nell’anno 2014, con soluzioni per il personale in grado di

assicurare l’occupazione evitando trasferimenti territoriali inaccettabili attraverso il ricorso

al telelavoro. Si è definito un nuovo profilo professionale che contribuirà a ridurre il ricorso

alla solidarietà, e una gestione degli orari di lavoro effettuata direttamente attraverso le

postazioni dei singoli dipendenti. Si è garantita la stabilità occupazionale per i lavoratori

della D.A. con impegno a riqualificarli e ricollocarli entro il biennio.

 Accordo di solidarietà: definisce puntualmente le modalità di utilizzo dei contratti di

solidarietà, attraverso matrici e calendari programmati, nonché la gestione delle eccezioni.

 Premio di risultato: si prevede l’erogazione della seconda tranche per il 2012 (1000 euro

non riparametrati) e si definisce l’accordo per il triennio 2013 – 2015 calcolato su un

importo base di 1.300 euro. Ciò garantirà l’elargizione di un premio nonostante la

profonda crisi che investe il paese e il settore delle TLC.

 Lettere aggiuntive: prevedono il percorso per la riduzione della solidarietà all’interno del

servizio crediti e l’impegno a garantire la commissione per le internalizzazioni anche in TIIT.

L’Accordo, sottoscritto dopo aver ricevuto il mandato dalle assemblee dei lavoratori, apre la

strada a nuove possibilità e percorsi volti a modificare sostanzialmente la scarsa attenzione posta

dall’azienda all’aspetto industriale perché incentrata essenzialmente sull’aspetto finanziario.

In considerazione del risultato ottenuto nelle assemblee di mandato, sarà indispensabile avviare

una campagna di assemblee informative che illustrino gli obiettivi perseguiti e raggiunti dal

sindacato nel corso della trattativa che avevano come unico obiettivo traguardare la salvaguardia

occupazionale anche dopo il periodo del piano. Aver previsto il completo riassorbimento degli

esuberi permette di guardare al futuro, nonostante la crisi in atto, con una tranquillità maggiore

per l’insieme dei lavoratori del gruppo.

Le difficoltà incontrate nella ricerca di soluzioni hanno confermato l’errore commesso dal

governo nell’approvare la riforma degli ammortizzatori sociali e delle pensioni che impatta

pesantemente nella gestione delle crisi aziendali poiché impedisce l’uscita di personale proprio

durante la peggiore crisi economica che ha investito il nostro paese dal dopoguerra.

Aver dovuto spostare la crisi da dentro Telecom alle aziende che lavorano in appalto per Telecom

non rappresenta una soddisfazione per le OO.SS. ma una necessità che si è resa tale a causa degli

errori commessi dal Governo.

Si tratta ora di monitorare e controllare l’applicazione dell’Accordo per avere la certezza che nel

biennio futuro le linee aziendali di Telecom non tentino di aggirarne l’applicazione scaricando le

difficoltà della crisi direttamente sui dipendenti di Telecom Italia.

Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL, UILCOM‐UIL

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