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13 Giugno 2014 Telecom italia - Premio di risultato

In queste ore sono state rese note le tabelle con gli importi pagati dal Premio di

Risultato di Telecom Italia SpA.

Sulle tre voci che compongono la struttura del PDR (EBITDA, Ricavi e Customer

Satisfation) la voce “Ricavi” non ha raggiunto gli obiettivi fissati dall’azienda e, quindi,

non ha pagato nulla.

Il mancato raggiungimento della voce “ricavi” non è determinato da un risultato

fortemente negativo ma da una soglia di accesso, definita dall’azienda,

inspiegabilmente elevata pari al 98.7% del valore target. Per l’EBITDA (che definisce il

vero indicatore dello stato aziendale) tale soglia è correttamente definita al 90%, e ciò

rende ancora meno comprensibile la mancata erogazione del premio per la parte ricavi

visto che il risultato finale si è attestato al 95.4% dei ricavi.

Nelle ultime settimane si è lavorato con l’azienda per trovare un punto di equilibrio che

evitasse uno smacco simile ma, evidentemente, nel management di Telecom, a tutti i

livelli, è prevalsa la voglia di massimizzare i “guadagni” penalizzando di fatto i lavoratori

con una erogazione del premio del tutto inadeguata. Tutto questo in un anno dove le

erogazioni unilaterali aziendali hanno nuovamente raggiunto livelli elevatissimi e con un

PDR già molto ridimensionato rispetto al passato.

La scelta di proseguire su questa strada sbagliata da parte del management aziendale

rappresenta una involuzione preoccupante rispetto alle ultime sortite che, francamente,

avevano fatto sperare in un cambiamento di rotta apprezzabile. Un atteggiamento

arrogante, questo dimostrato nella vicenda del PDR, che, a nostro avviso, finirà per

essere controproducente per chi lo sta portando avanti perché non potrà che aumentare

disaffezione e rabbia fra i lavoratori.

Noi a questa evoluzione non ci stiamo. Quanto successo in questi giorni sul PDR ci

restituisce l’immagine di un’azienda superficiale e ci impone, per prima cosa, di

rinegoziare l’accordo sul PDR per arrivare alla sottoscrizione di un nuovo accordo che

tolga all’azienda qualsiasi spazio di opacità e furbizia e recuperi l’importo non

corrisposto.

In questi mesi le lavoratrici ed i lavoratori di Telecom hanno ampiamente dimostrato,

con i fatti, la loro consapevolezza del momento difficile che l’azienda sta ancora

attraversando. Questa consapevolezza non merita di essere ripagata con atteggiamenti

sprezzanti. Ora rifletta l’azienda e provi a ricostruire un rapporto di fiducia con i propri

lavoratori.

E’ evidente che lo “sgarbo” subito dovrà trovare una veloce ricomposizione a partire

dalla modifica sulla struttura del premio per la definizione delle soglie di accesso, vista

la totale superficialità aziendale che non è stata in grado di valutare l’enorme contributo

dai lavoratori ai risultati aziendali che hanno consentito a Telecom di tornare ad essere

il primo operatore nel mobile e l’azienda di telefonia con i migliori fondamentali rispetto

al futuro prossimo.

Se l’azienda ha scelto di privilegiare le caste, rappresentate dalle varie linee aziendali

che continuano a depauperare risorse attraverso concessioni liberali ingiustificate e

spesso dannose per gli interessi dell’azienda stessa, è evidente che il rapporto con il

sindacato e con i lavoratori non potrà che vedere una fase di forte conflittualità per

contrastare una politica dei due forni in cui con gli accordi collettivi aziendali ci si

preoccupa del futuro di Telecom e con il salario unilaterale aziendale si consentono

ingiustizie che giustificano unicamente la sopravvivenza della casta.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL

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