


Dopo gli annunci dell’AD Cattaneo ormai ampiamente noti, sui quali abbiamo già detto che sono sostanzialmente condivisibili, registriamo però che la quotidianità e l’incedere attuale del nuovo gruppo dirigente è di tutt’altra natura, ovvero si prosegue per ora, la strada degli strappi e dell’unilateralità.
A questa situazione abbiamo già dato una risposta netta ed inequivocabile, nei giorni scorsi, aprendo le procedure di raffreddamento per avviare una significativa azione di contrapposizione che, allo stato attuale, ci porterà alla proclamazione dello sciopero.
Il 26 luglio daremo fattivamente seguito ai risultati elettorali delle elezioni del 19 e 20 gennaio us., eleggendo il coordinamento nazionale delle RSU. Dal giorno successivo sarà quindi possibile interloquire in maniera complessiva e democratica con TIM affrontando i tantissimi temi aperti dei quali alcuni, se si palesa una chiara volontà di affrontarli evitando melense "meline", riteniamo che possano essere risolvibili.
Nel primo incontro del neo coordinamento nazionale delle RSU, che si svolgerà il 2 agosto, è quindi necessario iniziare un serrato confronto a partire dai temi di maggior rilievo che riguardano trasversalmente tutta l’azienda, ponendo seri interrogativi sul futuro prossimo di quest’ultima. L’incidenza delle imminenti decisioni delle Autorità di Garanzia sulle regole per la "parità di accesso" e quindi sulla tenuta occupazionale di TIM; come e quanto influirà sull’organizzazione del lavoro, e quindi sui lavoratori, il piano di taglio dei costi da un miliardo e seicento milioni di euro; lo sviluppo della costruzione della rete in fibra ed i rapporti con il Governo e la concorrenza.
Non tralasciando le molteplici problematiche quotidiane iniziando dal Job Center e dalla gestione delle EF, passando alla grande azione di internalizzazione di attività a valore aggiunto con la relativa riconversione professionale arrivando alla rinegoziazione immediata del nuovo Premio di Risultato, ormai scaduto, che tenga conto anche della mancata erogazione di quest’anno.
Per quanto riguarda il sindacato confederale questi saranno i temi sui quali si costruirà, in azienda e nel Paese, una "vertenza Tim" per salvaguardare un patrimonio di professionalità e capacità strategiche per la digitalizzazione dell’Italia ed il massiccio sviluppo della multimedialità nel Paese.
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