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11 Giugno 2015 Telecom Italia - Richiesta incontro

Ill.mo Ministro,

le scriventi OO.SS. a seguito della decisione di Telecom Italia di procedere alla societarizzazione del Caring dopo il fallimento della trattativa sindacale per la riorganizzazione dei servizi al cliente,

chiedono

un incontro urgente al Ministro dello Sviluppo Economico al fine di scongiurare il trasferimento delle attività nella NewCo che nelle prossime ore sarà costituita e che prevede la successiva definizione del ramo d’azienda.

Telecom Italia è l’unica azienda di Telecomunicazioni che svolge le attività di Contact Center all’interno del perimetro industriale con circa 12.000 Lavoratori impiegati.

Il contesto di mercato dei call center è in profonda crisi ed il processo di societarizzazione avviato da Telecom Italia, secondo le scriventi OO.SS., è il primo passo per la dismissione delle attività di Caring verso il mercato degli outsourcers, che notoriamente offrono prezzi significativamente inferiori rispetto al costo del personale interno.

Il processo di societarizzazione annunciato dall'azienda comporterebbe un considerevole rischio per la tenuta occupazionale tenuto conto che, in seguito, si potrebbe verificare l'eventuale esternalizzazione del Servizio Clienti e di tutto il Personale, come già avvenuto nella storia di questa azienda, attraverso la cessione di alcuni rami di attività ed il conseguente licenziamento di centinaia di Lavoratori e Lavoratrici con la relativa disgregazione di comparti del perimetro di Telecom Italia.

Le incertezze del mercato e dei servizi di Telecomunicazioni, la permanente conflittualità sulle Reti, l’incertezza degli incentivi pubblici per l’ultrabanda, l’innalzamento dell’età pensionabile, uniti all’’indisponibilità degli ammortizzatori sociali per il ricambio generazionale, stanno mettendo in crisi la più grande Azienda di innovazione del Paese ed i suoi 43.000 Dipendenti.

Le Segreterie Nazionali di FISTel e UILCOM insieme alle proprie Rsu manifestano forti preoccupazioni sul futuro dei Dipendenti e dell’Azienda in quanto il cambio degli assetti azionari nel Gruppo Telecom, le politiche di aggregazione che si determineranno a livello globale e gli ingenti investimenti necessari all’innovazione, porteranno ad una ottimizzazione delle risorse economiche ed a una selezione delle attività, con probabile conseguenza, la dismissione di quelle considerate non più strategiche.

La vera forza di Telecom Italia in questi anni, nonostante l’impoverimento causato dalle gestioni post liberalizzazione, è stata la grande professionalità dei Lavoratori, l’integrazione delle attività industriali ed il mantenimento dell’insieme del perimetro occupazionale che hanno consentito nell’insieme, di gestire verticalmente i vari processi produttivi dall’ingegneria di Rete all’Informatica e Ricerca, dai Servizi e Prodotti Innovativi al Business Commerciale, dai Servizi al Cliente alle Vendite.

Le Segreterie Nazionali di FISTel e UILCOM responsabilmente, chiedono l’intervento urgente del Governo per mettere al centro delle politiche industriali del Paese la difficile situazione che si determinerà in Telecom Italia con l’avvio di una ristrutturazione dai contorni indefiniti che parte dalla societarizzazione del Caring e, a cascata, coinvolgerà tutte le aree dell’Azienda rendendo incerte le prospettive occupazionali per i 43.000 Dipendenti.

Rappresentanti dei Lavoratori ed Istituzioni hanno il dovere di tutelare e preservare un immenso patrimonio professionale, industriale e occupazionale che non può essere distrutto ma deve essere salvaguardato e sviluppato in quanto altamente strategico ed innovativo nell’interesse dell’intera Nazione.

I Segretari Generali

FISTel-CISL UILCOM-UIL

(Vito Vitale) (Salvatore Ugliarolo)

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