


Il recente aumento della quota di Telefonica all’interno de Telco, azionista di riferimento di Telecom Italia, apre prospettive e scenari che rischiano, nel caso si adottassero scelte sbagliate, di determinare la fine della compagnia telefonica nazionale. Per lo sviluppo del Paese è essenziale il ruolo che Telecom Italia, come azienda della rete e della gestione, dovrà giocare sin dai prossimi mesi poiché l’evoluzione del settore mondiale delle TLC, le innovazioni tecnologiche del prossimo futuro, gli impegni fissati da Agenda Digitale e dal Decreto 2.0 saranno difficilmente perseguibili in assenza di una politica industriale precisa. Soluzioni che determinino la frammentazione della compagnia nazionale, a partire dall’idea di scorporare la rete d’accesso che porterebbe l’Italia a essere il primo Paese al mondo ad adottare un simile modello industriale, impediranno all’Italia di giocare un ruolo di rilievo nel processo d’integrazione europea dove le TLC e l’ICT giocheranno un ruolo chiave. In aggiunta, il rischio di generare problemi occupazionali rilevantissimi, tra dipendenti diretti e indiretti sono coinvolti oltre 120.000 lavoratori, è conclamato, tanto che nessuno ha ritenuto di dover smentire le affermazioni rilasciate dal sindacato in questi giorni e che hanno portato alla decisione di avviare la procedura per la dichiarazione di sciopero di tutti i lavoratori coinvolti. Al fine di meglio poter spiegare la posizione delle scriventi Segreterie Nazionali, si richiede un’audizione urgente sulla materia prima di adottare atti inerenti all’oggetto. In attesa di riscontro, distinti saluti Le Segreterie Nazionali SLC – CGIL FISTel – CISL UILCOM – UIL (M. Azzola) (G. Serao) (S. Ugliarolo)