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08 Settembre 2015 Telecom Italia - Scongiurata la societarizzazione del caring services

Ieri in serata, dopo 15 mesi di "stop and go", è stato sottoscritto presso il MISE un accordo tra Telecom Italia e FISTEL – CISL, UILCOM – UIL e UGL Telecomunicazioni, che mette fine alla parola "Societarizzazione del Caring" e traccia un percorso di programma che nel triennio 2015 – 2018 disegna una Azienda più aderente all’evoluzione del mercato, ai processi di innovazione ed alle relative professionalità.

Dopo il referendum che ha bocciato l’accordo del 18 dicembre 2014, dopo i decreti del Governo sul Jobs Act, che prevedono il superamento della normativa sull’art. 4 Legge 300 (controlli a distanza) con l’inasprimento della nuova norma che autorizza i provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori e l’indisponibilità della solidarietà espansiva per le 4000 assunzioni, la situazione è diventata estremamente complicata per i lavoratori di Telecom.

L’accordo inseguito da tempo, che per ragioni ideologiche e per disinformazione è stato sempre ostacolato, è stato sottoscritto da tre sigle sindacali in quanto SLC-CGIL, ha ritenuto inutile la partecipazione al tavolo ministeriale.

Come già comunicato in precedenti documenti, Telecom ha dichiarato 3000 esuberi (1200 nelle attività di Staff, 150 nelle Cross Activities, 150 nella Directory Assistance, 200 nell’IT e 1300 nel Caring a seguito del ritiro della procedura di societarizzazione chiesta dal sindacato), a seguito della crisi e perdita dei ricavi.

Il settore delle TLC (fonte dati del Forum Nazionale delle TLC) è stato caratterizzato dalla perdita di redditività e quasi tutti gli operatori hanno attivato ammortizzatori sociali, insieme al sindacato, per mettere in equilibrio i conti avviando un deciso piano di riorganizzazione e riprofessionalizzazione dei lavoratori sui nuovi mestieri a salvaguardia dell’occupazione.

Telecom nel 2013 ha avuto una riduzione dei ricavi del 9% sull’anno precedente e nel 2014 un ulteriore riduzione dei ricavi del 7,8%, che, da un lato, è stata ammortizzata dai positivi risultati prodotti dall’accordo del 27 marzo 2013, ma, dall’altro, ha compromesso il piano di risanamento che lo stesso accordo si poneva; un sindacato responsabile deve anche confrontarsi con le analisi del quadro di settore e dei bilanci aziendali e non può far finta di NON vedere, anzi questi dati devono rappresentare un campanello di allarme per il futuro dell’occupazione e per le prospettive industriali del Gruppo Telecom.

FISTel , UILCOM ed UGL, a fronte della situazione presentata dall’Azienda, hanno ritenuto doveroso proporre l’avvio di un processo di riorganizzazione aziendale da gestire nel triennio con ammortizzatori sociali ampiamente sperimentati come la solidarietà difensiva, la mobilità volontaria per i lavoratori che al 2017 maturano il diritto alla pensione e con uno strumento innovativo di prepensionamento meglio conosciuto come "l’art. 4 Legge Fornero", che consente di lasciare il lavoro con 4 anni di anticipo. I lavoratori interessati, volontariamente, potranno farne richiesta avendo garantita la continuità della contribuzione e della pensione per i 4 anni a carico dell’Azienda.

L’accordo quadro sottoscritto al MISE indica le linee di intervento su cui aprire tavoli aziendali per rendere operativo l’accordo stesso entro un mese dalla stipula al Ministero.

FISTel – UILCOM – UGL hanno chiesto ed ottenuto alcune disponibilità e garanzie, nel momento in cui si dovranno tradurre in sede aziendale i contenuti dell’accordo quadro in interventi operativi.

In particolare per le nuove normative sui controlli a distanza per la tutela dei lavoratori messa in discussione dai decreti Legge, gli effetti economici della nuova solidarietà sulle retribuzioni, il mantenimento delle sedi con la trasformazione solo per quelle previste dall’ipotesi del 18 dicembre 2014, la sanatoria dei livelli professionali e l’individuazione di spazi di inserimento dei PT in attività a tempo pieno, criteri e certezze nella mobilità professionale ed informativa continua sui piani di internalizzazione delle attività che devono interessare tutte le funzioni aziendali in esubero.

Un apposito tavolo di confronto sulle attività di STAFF (coinvolti circa 11.000 lavoratori) per ottenere per il settore una definizione chiara di ruoli ed azioni.

Per FISTel – UILCOM – Ugl in questo nuovo contesto la formazione deve rappresentare il driver di riferimento per ricollocazioni durature nei processi di innovazione e sull’internalizzazione di attività ad alto valore che interesseranno l’intera azienda ed il mondo dell’informatica.

Occorre perseguire l’obiettivo dell’inserimento di nuove risorse specializzate per far decollare i nuovi business compatibilmente con le uscite volontarie ed avviare tavoli di verifica per il monitoraggio delle internalizzazioni e riconversioni in conformità con la solidarietà che sarà concordata.

FIStel – UILCOM – UGL, uniti alle proprie Delegazioni, hanno espresso un giudizio positivo sui provvedimenti adottati in quanto salvaguardano il perimetro industriale, garantiscono l’occupazione con interventi non traumatici in continuità con il passato, definiscono un’azienda più competitiva attraverso le riprofessionalizzazioni e la riconferma degli investimenti in innovazione definiti dal Piano Industriale 2015 – 2017, inseriscono un processo di uscite volontarie per mobilità e art. 4 Legge Fornero che può avviare, anche senza la solidarietà espansiva, un piano mirato di assunzioni.

Inoltre, Telecom ha riconfermato il piano di assunzioni se il Governo renderà disponibile, con la legge di stabilità, la solidarietà espansiva.

Il risultato a cui il sindacato punta con questo accordo è quello di una definitiva stabilizzazione dell’azienda e della sostenibilità di tutte le attività produttive del Gruppo, evitando che i nuovi Azionisti possano individuare aree di possibili squilibri finanziari per poter intervenire attraverso interventi di risanamento a danno dei lavoratori, eventualità alla quali questo sindacato si opporrebbe con tutte le forze disponibili.

Siamo rammaricati di non essere riusciti a condividere un percorso unitario "completo" non solo nella definizione ma, soprattutto, nella "sostanza" su queste tematiche di interesse collettivo, ma gli avvenimenti di carattere politico - come lo smantellamento, per via legislativa dei Diritti dei Lavoratori acquisiti dallo Statuto - impongono sempre di più alle OO.SS. confronti negoziali rapidi e scevri da impuntature ideologiche.

Gli ultimi decreti approvati dal Governo stupiscono per la velocità attuativa e consentono alle aziende di licenziare, controllare i lavoratori, infliggere provvedimenti disciplinari, offrendo l’opportunità alle Imprese di poter agire indisturbate nella gestione anche senza accordi sindacali; per questo abbiamo ritenuto necessario assumerci la responsabilità di intraprendere un percorso serio di confronto che ha portato ad un accordo che salvaguardasse i posti di lavoro.

In conclusione dei lavori è stato chiesto di calendarizzare l’incontro con il Ministro GUIDI per affrontare le dinamiche di settore e, nello specifico, le strategie industriali di Telecom sia sul piano degli investimenti innovativi, sia su una possibile delibera dell’AGCOM che autorizza la manutenzione della Rete a soggetti esterni, modello che violerebbe la sicurezza dei dati e potrebbe avere effetti negativi sull’occupazione di Open Access.

FISTel – UILCOM – UGL hanno chiesto una audizione al Presidente di AGCOM per presentare le gravi conseguenze che questo intervento regolatorio potrebbe generare per i lavoratori.

TELECOM ITALIA è un patrimonio del Paese che non può e non deve essere strumentalizzato per azioni politiche; essa è una realtà fondamentale e strategica per l’economia italiana che deve essere salvaguardata e sviluppata in quanto motore dell’innovazione tecnologica nel campo delle Telecomunicazioni.

Roma, 8 settembre 2015

LE SEGRETERIE NAZIONALI

FISTEL-CISL UILCOM UIL UGL TELECOMUNICAZIONI

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