


Il 26 settembre u.s. si è svolto a Roma un incontro nazionale con all’ordine del giorno: lo stato di avanzamento dell’accordo del 27 marzo 2013 in Open Access, la verifica dell’accordo 23 maggio 2014 e sospensione della solidarietà. Il responsabile nazionale della struttura “open access”, Ing. Paggi, ha illustrato le dinamiche di maggior rilevo dopo l’applicazione dell’accordo del 27 marzo, confermando un giudizio complessivamente positivo. Vi è stato, a detta dell’azienda, un recupero di produttività del sistema grazie anche al programma di reinternalizzazione delle attività. In particolare è stato evidenziato un aumento del 5% circa di produttività, con una media a lavoratore di 4,35 “WR” giornaliere (dato in miglioramento rispetto al 4,1% di giugno 2013), una saturazione delle attività giornaliere del personale sociale rilevata dai sistemi per assenza di attività per almeno un’ora, passata dall’1 allo 0,1% ed un recupero di circa 30 minuti giornalieri a tecnico (15 minuti per la prima e per l’ultima “WR”). Le giacenze di Delivery, attraverso la sospensione della solidarietà e lo straordinario dedicato sono state abbattute del 50%, il monte ore complessivo dello straordinario è stato di 88.000 ore con un aumento dell'80% legato al Delivery nel periodo precedente. Le OO.SS hanno comunque sollevato il problema della suddetta sospensione chiedendo di approfondire il tema per arrivare ad una gestione condivisa tenendo conto della consistenza degli organici Su questo punto il responsabile aziendale ha particolarmente sottolineato come le ultime delibere AGCOM abbiano imposto un monitoraggio costante dello stato delle giacenze, in particolare per gli ordinativi riguardanti gli “OLO”, al fine di garantire standard di esecuzione certi e celeri ed evitare il sorgere di nuovi motivi di dissidio tra i gestori. Riguardo alla geolocalizzazione l’azienda ha comunicato di voler continuare con l’estensione del sistema, già oggi in sperimentazione in tutte le AOA, con una visualizzazione su WFM agli Analyst ed agli AOT. Su questo tema , sollecitato dalle domande del sindacato, il responsabile ha voluto sottolineare due aspetti: il primo è legato ad una profonda revisione del WFM, strumento ritenuto ormai dall’azienda non più rispondente alle attuali necessità; secondariamente ha poi affermato, in tema di geolocalizzazione, come l’azienda voglia arrivare a concordare regole di utilizzo trasparenti dello strumento. L’azienda, su richiesta dei RSU e delle Segreterie Nazionali, ha infine rappresentato numericamente le internalizzazioni di attività, manifestando particolare soddisfazione per le installazioni dei cabinet fibra, annunciando poi il completamento della sperimentazione MOS/MOI, seppure con esiti parziali contrastanti, e la prosecuzione della cosiddetta “direttizzazione” con il passaggio di 340 unità (90% del piano) di cui oltre il 60%, a dire dell’azienda, volontari. Da parte sindacale si è ribadito come appaia sempre più evidente come in ambito open access
si registri la tendenza da parte del middle management a ritornare al modo di organizzare il
lavoro precedente al 27 marzo. Molti responsabili territoriali iniziano nuovamente a
considerare lo straordinario come parte preponderante dell’organizzazione del lavoro,
ricostruendo così piccoli “potentati territoriali”che vanificano quegli sforzi di trasparenza ed
innovazione fatti sino ad ora. Anche sulla direttizzazione le OO.SS. hanno avanzato diversi
dubbi. E’ forte ormai la sensazione che si stia spostando personale da una parte all’altra della
filiera di Open Access senza un vero e proprio progetto; che senso ha impoverire il delivery
(solo per citare l’esempio più eclatante) trasferendo forzosamente persone on field e poi
lamentare , di fatto, una situazione di sott’organico per il reparto. Ad avviso della parte
sindacale non è più rinviabile un confronto focalizzato su Open Access che parta dall’esigenza di
realizzare triangolazioni che portino personale nuovo e non si limitino semplicemente a
“spostar di casella” le persone. Anche sulla nuova assegnazione delle centrali con i fornitori
esterni vi sono molti dubbi. La nuova organizzazione sta, ad avviso del sindacato, aumentando
semplicemente i tempi di percorrenza e, conseguentemente, la percentuale di inefficacia
dell’organizzazione del lavoro sul territorio. Di fronte a questi rilievi cogliamo con favore la
proposta aziendale di organizzare in tempi strettissimi un focus che a partire da incontri
territoriali con la RSU ed alla presenza dei Responsabili AOT, in un periodo non superiore ai 30
giorni, possa portare ad un nuovo coordinamento incentrato su Open Access che inizia a dare
risposte fattive a questi temi.
Sul tema della geolocalizzazzione le OO.SS. hanno ribadito con forza quanto del resto già
ampiamente illustrato dalla componente sindacale della “Commissione controllo a distanza”: la
visibilità del dato di localizzazione da parte degli AOT (superiori gerarchici diretti dei tecnici) è
contraria allo spirito ed alla lettera di quanto stabilito con gli accordi del 27 marzo ed espone
tutto il reparto ad una deriva pericolosa che metterà fortemente a rischio il clima aziendale. Lo
strumento di geolocalizzazione non può e non deve trasformarsi in un grande ed incontrollato
“buco della serratura” alimentando prassi sbagliate e contro legge. Occorre che Telecom Italia
si adegui agli ultimi pronunciamenti del Garante della Privacy proprio su quest’ultimo tema.
A riguardo il responsabile aziendale ha dichiarato la propria disponibilità ad affrontare il tema
nella volontà di arrivare ad un percorso condiviso che regolamenti che questo aspetto. Nel
frattempo, su esplicita richiesta sindacale, l’azienda, nel continuare il processo di estensione
della geolocalizzazione, inibirà agli AOT il dato di localizzazione. E’ chiaro che in attesa di
trovare un accordo l’azienda dovrà vigilare che non avvengano ulteriori forzature ed utilizzi
sbagliati dello strumento. In caso contrario da parte sindacale non si esiterà a coinvolgere gli
enti competenti al fine di riportare il clima aziendale ad un giusto livello di rispetto delle regole
e della dignità dei lavoratori.
L’azienda ha successivamente comunicato il progetto di reinternalizzazione dei magazzini di
Ceva Logistics, lavoratori esternalizzati nel 2000.
Tale operazione determinerà il conseguente passaggio di 54 lavoratori ex Telecom da Ceva a
Telecom entro il primissimi mesi del 2015. A tali lavoratori sarà offerta l’opportunità del rientro
in Telecom, attraverso la cessione individuale del contratto di lavoro a parità di condizioni
retributive, contributive e normative. Il progetto avrà due fasi: la prima entro il 1 novembre
2014 e prevede il passaggio di 32 lavoratori ex Telecom; la seconda avverrà entro il 1 gennaio
2015 e prevederà il passaggio degli ulteriori 22 lavoratori ex Telecom. A livello nazionale la
nuova struttura sarà composta da 104 unità e quindi sarà integrata con ulteriori 50 lavoratori
provenienti prevalentemente da settori aziendali quali Cross Activities e da AOL. Il progetto prevede 101 magazzini, di cui 85 micro in orario base, mentre per i restanti 16 grandi
è prevista la copertura dell’arco 8.00‐19.00. E’ prevista la formazione in due fasi e a regime
l’obiettivo è l’integrazione dei magazzini Top, Business e Residenziale. Telecom si è altresì
impegnata a fornire i dettagli territoriali della riorganizzazione nei previsti incontri regionali.
A riguardo il giudizio da parte sindacale non può che essere positivo.
Ricordiamo altresì che il processo iniziale della esternalizzazione in oggetto, riguardava ulteriori
gruppi di lavoratori, oggi impegnati in altre attività. Riteniamo pertanto, visto il numero esiguo
degli stessi lavoratori e delle necessità non negate dall’azienda che sia opportuno reinintegrarli
nell’ambito del suddetto progetto.
Occorre ulteriormente lavorare per chiudere definitivamente la dissennata stagione delle
esternalizzazioni Telecom, che non solo nel perimetro CEVA, ha portato migliaia di lavoratrici e
lavoratori a vivere situazioni di gravissimo disagio lavorativo, economico ed esistenziale.
A riguardo le OO.SS. non possono non stigmatizzare la decisione della dirigenza di Telecom che,
pur in presenza di sentenze di cassazione favorevoli ai lavoratori, non sta procedendo al
reintegro perché, nel frattempo, alcuni lavoratori non lavorano più per le aziende nelle quali
vennero esternalizzati. A nostro avviso questa è un’ennesima forzatura intollerabile alla quale
verrà data la giusta risposta non escludendo quella di carattere legale. Tutto questo non fa che
convincerci ulteriormente sull’urgenza di chiudere definitivamente la stagione delle
esternalizzazioni, prendendo atto di ciò che la magistratura sta ormai da anni formalizzando,
ovvero della totale inconsistenza di quei progetti che altro non sono stati se non un mero
progetto di espulsione indiretta dal mondo del lavoro.
Roma, 6 ottobre 2014
Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL e UILCOM‐UIL