(*) Conversione strutturale degli incrementi orari temporanei previsti dal punto 14, dell’accordo 11 giugno 2020
I consolidamenti previsti per il 2021 si aggiungono a quelli previsti dall’accordo del 18 luglio 2019, per cui
nel 2021 si avranno 450 consolidamenti.
Su sollecitazione sindacale di questi mesi saranno previste una serie di azioni in merito a:
Premio di risultato
attraverso l’osservatorio, per migliorare ulteriormente l’accordo in essere contrattando nuove “piste” che rendano reale l’incremento di produttività che in questi anni ha garantito la tassazione agevolata.
Riduzione orario di lavoro a parità di salario
attraverso un’apposita commissione si dovrà studiare una modalità applicativa sperimentale da attivarsi alla fine del periodo di espansione.
Un’ulteriore evoluzione, rispetto a quanto auspicato nell’accordo sullo smart working sperimentale, che dà particolare valore alla contrattazione aziendale, scommettendo sul ritorno positivo dei processi di digitalizzazione aziendale attraverso il raggiungimento di un obiettivo strategico per il sindacato confederale:
la riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a pari condizioni economiche. Sfida strategica che coniuga l’analisi di una situazione complessiva del Paese, drammatica in termini di tenuta occupazionale post pandemia, con la redistribuzione della produttività attraverso migliori condizioni di lavoro ed economiche, restituendo maggior tempo alle lavoratrici ed ai lavoratori.
Ricomposizione oraria su base mensile per livelli 6-7 con l’avvio del lavoro agile sperimentale, si aprirà una fase, come previsto dall’accordo di luglio 2019 ed interrottasi a causa della pandemia, di sperimentazione relativa alla ricomposizione dell’orario di lavoro dei livelli 6 e 7
Rivisitazione turnistiche e reperibilità
come previsto dall’accordo luglio 2019, verrà effettuata una verifica sulle eventuali disomogeneità di presidio e, in riferimento alla sola reperibilità, di remunerazione
Era
si conferma l’impegno del luglio 2019 a rivederne i trattamenti
Piano Ferie
viene posticipata dal 30 aprile al 31 maggio, per l’anno 2021, la scadenza per la presentazione del piano ferie
Negozi Retail ex 4G
recepita la disponibilità dell’ azienda a ragionare sul passaggio dei negozi “Retail” ex 4G, dal CCNL del Commercio al contratto delle TLC
ASSUNZIONI
Saranno previste 600 assunzioni di cui 300 nel 2021 e 300 nel 2022, altre 100 saranno effettuate in Telecontact Center, azienda del gruppo.
Le assunzioni andranno a coprire le figure di alto profilo relative alle varie tecnologie, quelle necessarie nelle aree operative, e per il finanziamento del ricambio professionale (Job Rotation) e generazionale
CDE
Il periodo andrà da Maggio 2021 ad Agosto 2022, e verrà applicato con le seguenti modalità:
Anno 2021
14 giorni di espansione pura integrati all’80%, 6 giorni di formazione integrati al 100%, media rimborso 86%.
5 giorni di espansione pure integrati all’80%, 1 giorno di formazione integrato al 100%, media rimborso 85%.
Anno 2022
16 giorni di espansione pura integrati all’80%, 6 giorni di formazione integrati al 100%, media rimborso 86%.
5 giorni di espansione pure integrati all’80%, 1 giorno di formazione integrato al 100%, media rimborso 85%.
L’appartenenza ad una delle due forme di CDE è stabilita dall’elenco delle strutture coinvolte ed escluse, scritte all’interno dell’accordo
UNA TANTUM CDE:
L’integrazione verrà corrisposta con cadenza bimestrale, e non più a fine ciclo espansione, ed avrà effetto, a differenza delle precedenti, anche sulla tredicesima e sul “premio annuo”, che verranno pertanto anch’essi integrati all’86% per il 2021 ed all’85% per il 2022, al pari dell’integrazione delle giornate di CDE.
Si conferma, così come in precedenza, la non incidenza delle giornate di CDE sugli istituti Ferie, Permessi e Pdr
VALUTAZIONI COMPLESSIVE:
Gli effetti di questi anni sulle Telco, che vedono un preoccupante calo dei fatturati e dei ricavi dell’ordine di miliardi, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese e la propensione ad attrarre investimenti.
Il settore è al limite dell’attrattività, il forte auspicio è quello di cambiare la tendenza anche con l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund ma intanto occorre “tenere” occupabilità e perimetri industriali.
Tra le cause di questa complicata situazione quella legata ad una regolamentazione del mercato attenta solo alla contrazione delle tariffe (quelle delle TLC sono le uniche ad avere da anni un trend in forte ribasso) che finisce per avere effetti negativi sulla sostenibilità del settore stesso e, conseguentemente, sui servizi offerti.
Il Gruppo TIM, per la propria struttura di ex monopolista, paga il prezzo più alto di queste dinamiche, oltre alla debolezza delle governance che si sono succedute alla conduzione del gruppo, dalla privatizzazione in avanti, che non hanno certo migliorato questa condizione.
Grazie anche al determinato intervento di SLC-CGIL – FISTEL-CISL – UILCOM-UIL realizzato negli anni passati, più volte si è evitato lo “spezzatino” dell’azienda, non ultimo nel 2018.
Finalmente dal 2019 si è avviato un percorso relazionale propositivo, con i vertici appena riconfermati, per avviare il rilancio di un Gruppo che ha tutte le caratteristiche, strutturali e professionali, per rimanere il soggetto trainante nel settore delle TLC, centrale per lo sviluppo del PAESE.
La gestione delle infrastrutture di rete (Fiber-cop è il caso in Europa che rappresenta il più alto grado di separazione della rete ed insieme il più alto livello di garanzia nella parità di trattamento), va in questa direzione.
Il tutto avviando contestualmente nuovi servizi avanzati ed a valore aggiunto, nel solco del piano industriale 2021-2023, che nel suo slogan ben indica le linee guida del gruppo TIM: “oltre la connettività”.
Indiscutibilmente sarà fondamentale, anche il lato governativo, investire nella nuova RETE UNICA, utilizzando le infrastrutture di TIM e le competenze di migliaia di lavoratori che giorno dopo giorno stanno contribuendo agli obiettivi fissati dall’ Europa, per arrivare a garantire entro il 2025 una vera digitalizzazione per il nostro PAESE.
TIM è l’unico gruppo industriale che dalla nascita del “telefono” (circa 100 anni fa) gestisce la RETE trasmissiva del Paese mettendo in comunicazione oltre 50 milioni di cittadini e decine di migliaia di imprese, cosa ampiamente dimostrata in questo pesantissimo periodo pandemico: fattori decisamente rilevanti ed importanti!!!
E’ chiaro che il percorso sia ancora in divenire.
Occorre dare seguito al memorandum firmato ad agosto scorso con CDP, per consolidare Tim al centro del settore delle TLC (del resto in tutti i paesi tecnologicamente avanzati si è preservata l’importanza industriale degli ex monopolisti pur in contesti di assoluta libertà di mercato e concorrenza).
Un passaggio importante per l’infrastruttura del paese e per il rilancio industriale dell’azienda.
Tutto questo in un equilibrio aziendale complesso, dove si sconta la delicatezza del momento socio-economico complessivo, e l’amarezza delle lavoratrici e dei lavoratori dopo anni in cui la confusione in azienda regnava incontrastata, con un management interessato unicamente a “litigare” con i propri dipendenti, ed a pensare ad un futuro unicamente per loro stessi.
Per il Sindacato Confederale questo accordo, così come quello relativo alle 1.300 uscite in isopensione, segna un punto di tenuta ed equilibrio complessivo tra l’esigenza di proseguire il percorso di valorizzazione professionale, il ricambio generazionale necessario per il rilancio dell’azienda, ed il processo generale del contenimento dei costi. Tutto nell’attuale contesto rappresentato in precedenza.
Ora la parola passa alle lavoratrici ed ai lavoratori, che nelle assemblee potranno esprimersi sull’intesa raggiunta per la quale dovremo sciogliere la riserva entro il 13 maggio pv
Roma, 27 Aprile 2021
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL