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27 Ottobre 2020 Tim - Accordo sistema smart locker

Il 22 Ottobre 2020 le Segreterie Nazionali SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL congiuntamente con il
Coordinamento Nazionale delle RSU TIM, hanno firmato con la Direzione Aziendale di TIM SPA l’Accordo sul
sistema elettronico di controllo apertura armadi ripartilinee denominato “Smart-Locker”.
Nell’esposizione TIM ha spiegato la necessità di voler procedere con l’installazione di questo sistema nel
tentativo di prevenire/ridurre il danneggiamento degli armadi ripartilinea dovuto a forzature esterne di tipo
anomalo o doloso, motivato anche dall’aumento del personale che opera su questi apparati passivi a seguito
della delibera Agcom sulla disaggregazione delle attività wholesale, sempre più impattante nel territorio
nazionale.
La tecnologia utilizzata da Smart-Locker, fornita da Olivetti (azienda del gruppo TIM) consentirà di:
- abilitare l’apertura dell’armadio al personale autorizzato (personale TIM ed esterno);
- monitorare da remoto lo stato dell’armadio (es. temperatura, umidità, presenza di energia elettrica) per
garantire anche interventi di manutenzione preventiva.
L’apertura dell’armadio avverrà attraverso l’utilizzo di un’applicazione installata sul cellulare che permetterà lo
sblocco della serratura solo ai lavoratori abilitati a tale sistema. A valle del riconoscimento da parte della
consolle Smart-Locker, il lavoratore potrà, attraverso connessione bluetooth, identificare l’armadio e procedere
con lo sblocco della serratura per l’apertura dello stesso.
L’Accordo si è reso necessario in quanto la vigente legge n.300 art.4 comma 1 prevede qualora si installino
sistemi dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dei lavoratori, l’autorizzazione al loro impiego
attraverso Accordo sindacale o tramite istanza presentata dall’azienda direttamente all’Ispettorato del Lavoro.
L’intesa, oltre le premesse sopra indicate, intende normare nel dettaglio la gestione dei dati raccolti tramite
l’utilizzo del nuovo sistema di apertura, riferiti al lavoratore ed all’apertura/chiusura degli armadi.
Più precisamente: i dati verranno raccolti dai sistemi Olivetti, e successivamente separati e inviati a TIM in modo
che la parte riguardante la sola matricola del lavoratore pervenga alla Control Room Security (struttura abilitata
alla rilevazione degli accessi aziendali), mentre il dato dell’apertura e chiusura dell’armadio (si intende il solo
evento fisico e non chi lo ha fatto) arrivi ai settori Maintenance e Technical Infrastructure, Technical Planning e
Operational Planning di Chief Operations Office, per cui questo dato non viene visto dalle “Fol”.
L’Accordo prevede quindi che i dati vengano trattati nel rispetto della normativa sulla privacy e sulla protezione
dei dati personali, nel rispetto di quanto previsto dalla legge 300 art.4, e non potranno essere usati per
verificare e valutare la prestazione lavorativa, ne tantomeno potranno essere inoltrati e diffusi ad altri ambiti
aziendali, oltre quelli previsti dall’intesa stessa
Solamente a seguito di segnalazione dell’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza, la funzione risorse umane
competente potrà richiedere i dati in chiaro del personale che ha effettuato l’accesso all’armadio.
Esclusivamente di fronte ad un atto illecito costituente reato già denunciato all’autorità giudiziaria o di pubblica
sicurezza, potranno essere usati gli stessi ai fini disciplinari.
Saranno previsti incontri di verifica dell’Accordo a distanza di un anno, ma potranno comunque essere chiesti
anche prima sia a livello nazionale, che territoriale.
Le Segreterie Nazionali Confederali, insieme alla maggioranza delle Rsu del coordinamento, giudicano
positivamente l’Accordo realizzato, in prosecuzione del solco tracciato dalle precedenti intese in materia di
Legge 300 art.4, dove nella diversità degli interessi in gioco (tutela del patrimonio aziendale e tutela del lavoratore da eventuali controlli individuali indebiti) il merito rappresenta non uno scambio ma la conferma che
quando non ci sono intendimenti diversi da quelli dichiarati ai tavoli relazionali, il fine che si raggiunge risponde
ad un equilibrio delle esigenze di ambo le parti.
La tutela del lavoratore, obiettivo primario per il Sindacato, viene garantita sempre, la gestione dei suoi dati
personali rimane confinata in una struttura non collegata alle altre; il dato relativo all’armadio (dato di apertura
e chiusura) viene inviato presso un altro sistema che non appartiene a quella del lavoratore, per cui
nell’ordinarietà nessuno è in grado di mettere insieme i due dati se non la struttura di Olivetti, nei casi sopra
richiamati
L’Accordo, dopo le innumerevoli denunce da parte sindacale sulla passata inesistente manutenzione
dell’infrastruttura di rete, prevede nelle premesse un importante impegno alla manutenzione puntuale degli
armadi (150.000 circa).
Ci si augura che il nuovo corso industriale di TIM stia veramente rivalutando l’importanza, sempre più strategica,
che questo elemento di rete assumerà con lo sviluppo della fibra, rendendo non più rinviabile un
aggiornamento infrastrutturale ed una puntuale manutenzione, ove questa ancora non venga fatta
adeguatamente.
Realizzare Accordi (lo vogliamo rammentare anche a chi è sempre contrario a tutto e pronto solo a criticare
l’operato degli altri, come i Sindacati Autonomi), è lo spirito che contraddistingue l’agire sindacale confederale
nel tutelare i lavoratori. Solo così è possibile ottenere un documento certificato da entrambi i contraenti, che di
fatto garantisca il rispetto delle regole condivise dalle parti.
Per SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL cercare di concludere un confronto raggiungendo una intesa NON è un
obbligo ma un valore aggiunto per portare tangibilmente dei riscontri significativi alle lavoratrici ed ai lavoratori!
Il presente ed il futuro delle relazioni industriali è garantito dal confronto e dal rispetto delle finalità e dalla
serietà di intenti che sino ad oggi abbiamo messo in campo.
Roma, 27 Ottobre 2020
Le Segreterie Nazionali
SLC-CGIL FISTel-CISL UILCOM-UIL

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